A circa due mesi dalle elezioni europee, torna in auge il caso Pfizergate di cui l’attuale presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sarebbe protagonista. La questione viene utilizzata dalle forze d’opposizione per attaccare la leader, nuovamente candidata per il PPE. Ma cosa bolle in pentola?
Lo stato delle indagini
Secondo un portavoce della procura di Liegi, la Procura europea sta indagando sulle accuse di illeciti penali in relazione ai negoziati sui vaccini tra von der Leyen e Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer.
Gli investigatori hanno preso, negli ultimi mesi, il posto della procura belga che indagava su von der Leyen per “interferenza nelle funzioni pubbliche, distruzione di SMS, corruzione e conflitto di interessi“, secondo i documenti legali visionati da Politico. L’indagine era stata aperta dalle autorità di giustizia di Liegi all’inizio del 2023, in seguito a una denuncia penale presentata dal lobbista belga Frédéric Baldan. Baldan è rappresentato dallo stesso avvocato che rappresenta il gruppo francese con posizioni no-vax Bon Sens.
La denuncia
La denuncia di Baldan era incentrata su un presunto scambio di messaggi tra la presidente della Commissione e l’amministratore delegato del colosso farmaceutico Pfizer, Albert Bourla. Lo scambio sarebbe avvenuto prima del grande accordo sulla distribuzione dei vaccini nell’UE, nel corso della pandemia di Covid-19 nel 2021.
Si sono uniti alla denuncia i governi ungherese e polacco, anche se quest’ultimo è in procinto di ritirare la sua. Il cambio di governo a Varsavia potrebbe incidere sulla decisione. Il portavoce del premier Tusk ha affermato che “il nuovo governo sta lavorando per ritirare la Polonia da questo procedimento”. Anche la causa ungherese sarebbe incentrata sullo scambio di messaggi di testo.
Tutte le cause del caso
Dalla denuncia origina anche una causa che contrappone il New York Times alla Commissione, che non ha fornito l’accesso a questi testi. Il quotidiano newyorkese aveva rivelato che lo scambio era avvenuto mentre i due leader discutevano i termini dell’accordo. La Commissione finora si è rifiutata di rivelare il contenuto dei messaggi e di confermarne l’esistenza.
La Procura europea, che conduce indagini paneuropee sui crimini finanziari, potrebbe in teoria sequestrare i cellulari e il materiale necessario dagli uffici della Commissione. L’Indagine sul caso rischia di sottoporre a ulteriore esame il ruolo di von der Leyen riguardo l’accordo che aveva un valore stimato di oltre 20 miliardi di euro. In seguito l’accordo con Pfizer è stato rinegoziato, ma l’enorme quantità di vaccini acquistati ha portato a uno spreco di almeno 4 miliardi di dosi.
Lo scontro politico
Interpellata sul caso, la presidente von der Leyen ha dichiarato che “tutto il necessario al riguardo è stato detto e scambiato. E aspetteremo i risultati”. Il governo ungherese non ha risposto alla richiesta di commento dei giornalisti, così come Pfizer e la Procura europea.
L’accordo originariamente visto come un trionfo per von der Leyen, da grande traguardo potrebbe diventare un fallimento. Diversi esponenti delle forze populiste ed euroscettiche di destra hanno strumentalizzato la questione per sollevare dei dubbi sull’efficacia dei vaccini. Mentre questa si configura esclusivamente come una mossa propagandistica, l’accusa di mala gestione pone un tema reale.
Fonti e approfondimenti
Bauer-Babef, C., “New York Times takes EU Commission to court over ‘Pfizergate’ affair“, Euractiv, 20/02/2023
Bonini, E., “Von der Leyen under attack for ‘Pfizergate’: case not new, but revived in election campaign”, Eunews, 02/04/2014
Braun, E., “Pfizergate back to haunt von der Leyen”, Politico, 01/04/2024
Braun, E., “5 things to know about Ursula von der Leyen’s Pfizergate court cases“, Politico, 24/10/2023
Martuscelli, C., Braun, E., “European prosecutors take over Belgian probe into Pfizergate”, Politico, 01/04/2024


