Texas Midterm, O’Rourke è il nuovo volto

Nel Novembre 2018, negli Stati Uniti, si terranno le elezioni di medio termine, primo vero esame elettorale nei confronti dell’attuale amministrazione politica. La partita si giocherà come al solito fra Repubblicani e Democratici, con questi ultimi in cerca di un grande risultato che possa garantirgli la maggioranza al senato. Dopo la sconfitta elettorale subìta in Alabama infatti, il partito di Trump, il quale detiene una più che ristretta maggioranza in Senato (51 a 49), rischia di perdere il controllo del congresso in favore del partito DEM. La sfida si combatterà in più stati, fra i quali il Texas, stato che dal 1988 vede un’ininterrotta supremazia repubblicana. Il candidato repubblicano è l’esponente di spicco Ted Cruz, già candidato alle ultime primarie per la presidenza nel 2016. Cruz è considerato da molti come super favorito alla vittoria finale, e forse lo è anche; tuttavia i democratici hanno deciso di puntare su un giovane politico con alle spalle già un buon curriculum. Un politico sul quale in molti sono pronti a scommettere per un eventuale ribaltone elettorale. Il candidato in questione si chiama Robert Francis “Beto” O’Rourke.

Beto O’Rourke: dagli inizi alla politica

Nato a El Paso, Texas, il 26 Settembre 1972, O’Rourke è attualmente un membro della Camera dei Rappresentanti. Prima della sua elezione al congresso, ha fatto parte del consiglio comunale di El Paso dal 2005 al 2011. Si è laureato nel 1995 alla Columbia University in letteratura inglese. In seguito alla laurea, ha aperto una società di consulenze informatiche nel 1999, fino a quando nel 2005 ha deciso di fare il grande salto e di entrare in politica, sconfiggendo alle elezioni l’allora detentore del seggio nel consiglio comunale Anthony Cobos. Nel 2012 decide di candidarsi al congresso e, alle primarie, riesce ad avere la meglio su Silvestre Reyes, già otto volte vincitore, alle primarie del partito democratico. Tale scontro era già considerato decisivo in un distretto a maggioranza latino-americana a forte propensione elettorale democratica. O’Rourke ha avuto la meglio col 50,5% dei voti, poche centinaia di voti sopra la soglia per evitare il ballottaggio. Subito dopo si è imposto sulla repubblicana Barbara Carrasco col 65% dei  voti alle elezioni generali. Successivamente, è stato rieletto nel 2014 e nel 2016, anno in cui ha dato il suo appoggio alla candidatura alla presidenza di Hillary Clinton per la quale è stato un super delegato alla convention del Partito Democratico. Il 31 Marzo 2018, ha infine formalmente annunciato la sua candidatura al Senato degli Stati Uniti dopo aver vinto le primarie del Partito Democratico con il 61,8% dei voti.  In passato è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza e furto con scasso all’università del Texas, quando si trovava al college.

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Le idee politiche

Per quanto riguarda le sue idee socio-politiche, riguardo un argomento come quello dell’immigrazione, O’Rourke si è sempre dichiarato critico nei confronti dell’operato e della retorica di Trump. Si è infatti opposto alla decisione di Trump di porre fine alla Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), che ha concesso il soggiorno temporaneo ad alcuni immigrati privi di documenti portati negli Stati Uniti come minori, e ha definito la questione dei DREAMers come di primaria importanza. Riguardo le droghe si è dichiarato favorevole alla legalizzazione della cannabis, tema che ha affrontato come co-autore del libro “Dealing Death and Drugs: The Big Business of Dope in the U.S. and Mexico”. Per quanto riguarda i diritti per la comunità LGBT ha dichiarato al Dallas Voice che la questione dell’uguaglianza dei matrimoni è una questione fondamentale nell’ambito dei diritti civili, così come quella riguardante le armi. In materia ha dichiarato di essere totalmente a favore del divieto di vendita totale dei fucili d’assalto, e che il paese ha bisogno di una guida e di una leadership forte per affrontare in maniera definitiva e perentoria la questione. Proprio in merito, nel 2016 ha partecipato ad un sit-in della Camera dei Rappresentanti  che ha tentato di forzare un voto sulla legislazione in fatto di armi.

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Verso lo scontro

Nonostante sia vista da molti come un qualcosa di impossibile, i numeri ottenuti dall’affluenza alle urne durante le primarie spingono molti democratici a credere in una sorprendente vittoria. In uno stato profondamente rosso, infatti, queste primarie hanno segnato il più alto numero di votanti nell’ultima decade. In tutto il Texas e non solo, il Partito Democratico conta di poter sfruttare questa cosiddetta “onda blu”, nata sulla spinta di un grande attivismo anti-Trump, specialmente fra i giovani. I repubblicani hanno mantenuto il loro vantaggio nel numero totale di voti espressi, tuttavia i democratici hanno fatto progressi significativi in ​​quello che è stato il dominio repubblicano per decenni. Proprio questi aspetti lasciano pensare che O’Rourke possa rappresentare la figura di un buon candidato in grado di poter dare filo da torcere al titolare del seggio al senato Cruz. Anche Wendy Davis, candidata democratica sconfitta nel 2004 si aspetta che “O’Rourke faccia ‘molto meglio'”. In parte perché il clima politico in questo lasso di tempo è cambiato, e in parte perché si aspetta che le 43000 persone che hanno donato non molto per la campagna elettorale saranno spinte ad aiutarlo e a fare di più. O’Rourke vuole essere visto come una figura moderna, che corre anche contro la figura polita convenzionale che si ha nell’immaginario collettivo e contro la solita idea che si ha della politica. 

 

Fonti e approfondimenti:

https://www.politico.com/magazine/story/2018/03/20/beto-orourke-doesnt-want-to-be-democrats-next-national-cause-217659

http://www.latimes.com/politics/la-na-pol-texas-primary-20180306-story.html

Homepage

https://edition.cnn.com/2018/04/03/politics/beto-orourke-ted-cruz-fundraising-texas/index.html

https://edition.cnn.com/2018/03/06/politics/ted-cruz-mocks-beto-orourke-name/index.html

 

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