L’influenza dell’Alt-Right su Trump e sulla politica americana

Come i movimenti che la precedono, l’Alt-Right rimane una comunità piuttosto chiusa e poco influente, con pochi membri e poco radicata nelle città americane, essendo strutturata prevalentemente online su forum come Reddit o 4chan, o su piattaforme come chat di gamers, dove i membri creano vere e proprie comunità online. L’Alt-Right, quindi, non è un movimento unitario e legato ai territori, ma piuttosto un insieme di individui o piccoli gruppi e che costruisce legami prevalentemente online, dove un ambiente che protegge le identità personali e che, spesso, manca di una regolamentazione puntuale dell’hate speech, favorisce il loro scambio di idee e, quindi, la coesione tra i suoi membri.

Ovviamente queste differenze sono anche conseguenza diretta del cambiamento demografico dei membri delle nuove destre, composte prevalentemente da millennials. La comunicazione online, infatti, oltre ad essere una caratteristica della generazione, è anche uno strumento efficace per utilizzare un’identità fittizia e non farsi riconoscere nel mondo reale come membro dell’Alt-Right. Anche la scelta di utilizzare simbologie e capi d’abbigliamento sobri va in questa direzione, nel tentativo di evitare lo stigma sociale che inevitabilmente ricadrebbe su di loro nel momento in cui qualcuno andasse a scoprire la loro appartenenza a gruppi che promuovono l’odio, il razzismo e le ideologie fasciste.

Il cambiamento più grosso, però, che impedisce di liquidare questo ritorno sulla scena mediatica dell’estrema destra come un fatto estemporaneo e di poco conto, riguarda il contesto politico e sociale americano odierno. L’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti ha permesso ai movimenti neofascisti di trovare un alleato potente e insperato nel nuovo inquilino della Casa Bianca, che con le sue dichiarazioni fornisce spesso degli assist ai white supremacists, che vedono la massima carica dello Stato condividere la loro piattaforma politica basata su xenofobia, omofobia, misoginia, rifiuto dell’establishment e dei media tradizionali. L’odio per le minoranze e il rifiuto di chi la pensa diversamente sono il trait d’union che lega Trump e l’Alt-Right, con l’uno che spalleggia gli altri e viceversa; è il motivo per cui l’estrema destra è riuscita a ritagliarsi uno spazio politico importante pur essendo un movimento assolutamente minoritario nell’elettorato americano.

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Tutto questo, oltre a offrire una sensazione di sicurezza nei membri dell’Alt-Right, che vedono l’istituzionalizzazione della loro ideologia come una forte legittimazione del proprio credo politico, rafforza anche il sentimento di comunità tra i propri membri, che vedono in Trump un leader che li rappresenta e incoraggia la diffusione delle loro idee.

L’altro grosso cambiamento dell’Alt-Right rispetto ai vecchi movimenti di estrema destra statunitensi sta nello stile di comunicazione adottato dai membri, cambiamento che si struttura su due livelli. Un primo riguarda il fatto che gli adepti della nuova destra americana rifiutano di indossare capi d’abbigliamento troppo vistosi e borderline, come ad esempio i cappucci bianchi del Ku Klux Klan o le divise delle SS Naziste, in favore di un vestiario più sobrio che permetta loro di non dare troppo nell’occhio, optando spesso per polo kaki e pantaloni bianchi come capi d’abbigliamento per riconoscersi. Il secondo livello, invece, è quello social: come già detto prima, i membri dell’Alt-Right si incontrano e discutono oggi prevalentemente online, su piattaforme di gamers online o su forum di discussione, difendendo le teorie complottiste che legittimano, ai loro occhi, le pretese della supremazia bianca come ideologia politica.

Violent Clashes Erupt at 'Unite the Right' Rally in Charlottesville

L’Alt-Right sta quindi assumendo una facciata diversa da quelle destre fasciste e razziste che siamo abituati a vedere quando si parla di Stati Uniti. Non indossano i cappucci bianchi del KKK, non usano svastiche e, in generale, rifiutano qualsiasi tipo di status symbol che possa identificarli come gruppo fascista, per evitare stigmatizzazioni sia a livello politico che individuale. Questo, però, non deve trarre in inganno gli osservatori: cambiato il contenitore, il contenuto è rimasto lo stesso. L’ideologia non ha nulla di alternativo rispetto a quella di un qualsiasi gruppo di estrema destra e xenofobo e l’Alt-Right esiste perché il suo obiettivo è la supremazia della razza bianca sugli altri esseri umani, perché crede in una società in cui la donna è subordinata all’uomo, perché vuole eliminare i diritti per chiunque non sia un maschio bianco ariano. L’aggettivo alternative, se proprio deve essere usato, va riferito quindi solo al cambio di struttura e dei modi di comunicazione di questi movimenti, ma non a ciò in cui credono.

L’Alt-Right è un movimento minoritario e settario, che esiste con il solo scopo di creare una società in cui riservare odio e intolleranza a chiunque non sia un maschio bianco etero. Il contesto odierno, con Trump che fiancheggia il movimento con dichiarazioni assurde e che spesso esprimono vicinanza alle idee di neofascisti e xenofobi, è diventato il terreno perfetto per favorire il rafforzarsi di queste ideologie negli Stati Uniti, e permettere la loro diffusione dando sicurezza ai membri dell’Alt-Right, che sentono di avere il Presidente che copre loro le spalle di fronte ai media e al mondo politico, rifiutandosi di condannarli e, anzi, esprimendo spesso la propria vicinanza a questi movimenti. Trump non è comunque l’unico che ha legami ambigui con l’Alt-Right: per citarne alcuni, Steve Bannon, il consulente strategico di Trump, si è formato politicamente proprio in quegli ambienti, tanto da essere stato alla guida del canale news di Breitbart. Un altro ad aver incassato spesso il sostegno dei movimenti di estrema destra è l’ex candidato alle primarie repubblicane, ora Senatore del Texas, Ted Cruz.

Alla luce di questi dati, i cambiamenti delle nuove destre non devono far pensare che queste stiano diventando meno estremiste e più democratiche: l’Alt-Right è alternativa solo di facciata. Quello che, soprattutto, deve preoccupare è il potere politico, sproporzionato rispetto alla sua forza reale, che questo movimento sta ottenendo, grazie a un contesto che mai come oggi è stato favorevole per i movimenti di estrema destra, che godono dei favori di parte dell’establishment e ottengono mediaticità anche grazie alle crescenti divisioni sociali che attraversano l’America di Trump.

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La posta in gioco non è quindi trascurabile: la tenuta delle istituzioni democratiche americane nei prossimi due anni di presidenza Trump passerà anche dalla reazione che ci sarà nei confronti della crescita dell’estrema destra e della sua visione del mondo. Il risultato delle Midterm, con la blue wave democratica, ha dato per ora risultati incoraggianti su questo versante, ma ha anche mostrato che è ancora difficile penetrare nelle sacche dell’America profonda, rurale e intrisa di razzismo e suprematismo bianco, che rimangono ad appannaggio quasi esclusivo del GOP. Per vincere la sfida, dunque, i Democratici dovranno dimostrare di essere capaci di uscire dalle grandi città e raccogliere consensi anche nelle periferie geografiche e sociali del paese, ma non sarà facile.

 

Fonti e approfondimenti:

https://www.splcenter.org/fighting-hate/intelligence-report/2018/after-charlottesville-can-we-please-finally-put-end-white-supremacy

https://www.splcenter.org/hatewatch/2016/08/25/whose-alt-right-it-anyway

https://abcnews.go.com/Politics/trump-blame-sides-charlottesville-now-anniversary-puts-spot/story?id=57141612

https://www.nytimes.com/2017/08/18/podcasts/the-daily/alt-right-social-media.html

https://www.nytimes.com/2017/12/11/technology/alt-right-internet.html

https://www.theatlantic.com/politics/archive/2017/12/alt-right/549242/

https://www.nytimes.com/2016/12/02/opinion/sunday/what-the-alt-right-really-means.html

https://www.washingtonpost.com/graphics/2017/local/charlottesville-videos/

https://www.reconsidermedia.com/lastestblogposts/how-big-is-the-alt-right

https://www.brookings.edu/podcast-episode/on-charlottesville-racism-and-president-trumps-comments/

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