La crisi di Social Security negli USA

Cos’è Social Security e perché è in crisi?

Social Security può essere descritto come l’equivalente americano delle pensioni pubbliche europee. È infatti un errore comune pensare che negli Stati Uniti non ci sia alcun paracadute sociale come le pensioni di Stato o la sanità pubblica. Sistemi come Social Security e Medicare/Medicaid sono importanti programmi di welfare che però pesano enormemente sul debito pubblico americano. Debito pubblico che è aumentato notevolmente durante l’era Obama e sta continuando ad aumentare repentinamente durante l’amministrazione Trump.

Come in Italia e in molti Paesi sviluppati, il sistema di pensioni pubblico americano si basa su una base di lavoratori che tramite le tasse sostiene coloro i quali sono andati in pensione. Le tasse pagate dai lavoratori attivi vanno in un fondo pensioni pubblico investito in strumenti finanziari, che poi paga le pensioni ai pensionati attingendo al fondo. Questo sistema si trova ora sotto enorme stress dato il rapido invecchiamento della popolazione e il gran numero di lavoratori della ‘baby boomers’ generation, ovvero i nati tra il 1945 e il 1964, che stanno uscendo dalla forza lavoro senza un adeguato rimpiazzo demografico a sostenere le spese pensionistiche.

Sebbene il fondo di Social Security (Social Security Trust Fund) abbia ancora 2.9 Trilioni di dollari in portafoglio, questo ammontare (per fare un paragone, pari a una volta e mezzo l’intero PIL italiano) dovrebbe andare in esaurimento completo nel 2034. Medicare, il sistema di supporto pubblico per la sanità ai redditi bassi, è ancora più in difficoltà ed è attualmente stimato che stia pagando ai beneficiari in media tre volte più di quanto versato. Questo significa che, se il Congresso americano non deciderà di intervenire con decisione per riformare Social Security (e Medicare), non ci saranno abbastanza soldi per pagare le pensioni dei futuri pensionati.

L’entità del problema

Considerando i sistemi tradizionali per calcolare il tasso di over o underfunding (letteralmente sovra o sottofinanziamento), calcolo che avviene tramite un mix di proiezioni demografiche, aspettative di inflazione e tasso di interesse, Social Security e Medicare secondo le stime sono sottofinanziati per 50 Trilioni di dollari, ovvero più di due volte il PIL degli Stati Uniti.

Per aiutare nella comprensione di queste cifre basti pensare che il Governo Americano raccoglie 3.6 Trilioni di dollari all’anno in tasse. Sarebbero quindi necessari 14 anni di entrate (escludendo ogni altra spesa, quindi prospettiva altamente irrealistica) solo per chiudere il gap di sottofinanziamento. Gap che sta comunque ancora crescendo di anno in anno e si basa su proiezioni che, come accennato, stanno peggiorando a loro volta. Ad esempio, il numero medio di figli per donna negli Stati Uniti è in picchiata ed è passato da 2 (il numero usato per le proiezioni correnti di Social Security) a 1.8 dopo la crisi finanziaria, aggravando il problema ulteriormente.

Lo scoglio più grande alla risoluzione del problema delle pensioni, negli Stati Uniti come in Italia o Francia, è la totale assenza di volontà politica nel cambiare il sistema, dato che ciò comporterebbe tagli consistenti o riduzioni di benefits esistenti che alienerebbero molti elettori (specialmente gli elettori più anziani che formano una crescente fetta dell’elettorato).

Per il momento dunque il gap di spesa è colmato da un deficit pubblico in continua crescita che ormai ha superato il Trilione di dollari all’anno negli Stati Uniti. Una situazione chiaramente insostenibile che però è completamente (e probabilmente volutamente) ignorata dalla classe politica, uno dei rari casi di unità di intenti tra Repubblicani e Democratici.

Possibili soluzioni

Alcuni esperti suggeriscono di guardare ai sistemi australiani e olandesi per far fronte al problema e limitare il disastro annunciato di Social Security e Medicare/Medicaid. Per esempio, l’Australia usa un sistema dinamico basato sulle ultime proiezioni attuariali per determinare l’età pensionabile. Al contrario di Social Security, il sistema Australiano paga considerevolmente meno i contribuenti con i redditi più alti, mentre nel sistema americano non vi sono distinzioni (stime indicano che circa cinquantamila milionari americani ricevono pagamenti da Social Security).

Un altro accorgimento nel programma australiano é un programma di risparmio in fondi pensioni obbligatorio per le imprese, con la clausola di divieto di prelievo prima dei 55 anni di età. In America esistono infatti già programmi simili, come il famoso 401K o Roth IRAs, a cui però molto spesso si attinge prima del tempo (spesso per far fronte a spese sanitarie non coperte dall’assicurazione). Inoltre, in America non tutti hanno un 401K o un altro sistema di pensione privato e le fasce più svantaggiate della popolazione spesso hanno solo Social Security come unica fonte di reddito in età avanzata. A sottolineare la gravità del problema, studi di settore rilevano che per il 26% della popolazione Social Security é l’unica fonte di reddito disponibile post-pensionamento.

Un’altra soluzione proposta dagli esperti sarebbe aumentare l’immigrazione di lavoratori qualificati con bassa probabilità di finire per essere sostenuti dallo Stato. Questo comporterebbe una riduzione del rapporto tra pensionati e lavoratori, garantendo maggiore sostenibilità sul lungo termine. È facile constatare come anche questa misura sia politicamente difficile da implementare, al pari dell’aumento dell’età pensionabile.

Altri esperti consigliano di migliorare la cultura finanziaria della popolazione (in America più del 50% della popolazione ha investimenti di borsa), tramite potenziamenti e maggiore accessibilità alla consulenza sugli investimenti privati per le fasce più vulnerabili della popolazione. Questa misura servirebbe a mitigare l’attuale Far West degli investimenti retail (ovvero dei singoli individui), spesso lasciati a loro stessi nella scelta degli investimenti per i fondi pensione privati e a favorire un’alternativa a Social Security.

Infine, altri esperti di finanza consigliano di cambiare la composizione degli investimenti del Social Security Trust Fund, che per il momento é per di più investito in obbligazioni relativamente sicure, ma che pagano un ritorno insufficiente a coprire il fabbisogno del fondo.

Conclusione

Il sistema Americano di pensioni pubbliche non se la passa meglio delle sue controparti europee, anzi ha bisogno di essere riformato urgentemente. Il Congresso deve far fronte al problema, ma il clima da campagna elettorale e la profonda divisione politica tra Repubblicani e Democratici, esacerbatasi esponenzialmente dalle elezioni del 2016, rendono ogni tentativo di discussione sull’argomento impossibile. Nonostante l’impasse politica, il giorno della resa dei conti su Social Security (e Medicare/Medicaid) si avvicina sempre di più e non può più essere ignorato.

 

Fonti e approfondimenti

James C. Capretta, “The financial hole for Social Security and Medicare is even deeper than the experts say”, Market Watch, 16/06/18.

Citi Group Research,“Citi GPS: Global Perspectives & Solutions”, 31/03/16.

Richard Eisenberg, “To Solve The U.S. Retirement Crisis, Look To Australia”, 19/08/13.

Philip Orlando, CFA,“Is Social Security a ticking time bomb?”, 07/08/19.

Charles Blahous, ”Social Security’s Downward Spiral”, 23/08/18.

Daniel Amerman, CFA,“Out Of Money By November 29th: Social Security Indexing”, 17/12/17.

Sean Williams, “This is the Best Way to Fix Social Security”, 23/02/19.

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