Il Gruppo Pompidou

Il Gruppo Pompidou
Foto di Adrian Grycuk - Wikimedia - CC BY-SA 3.0 PL

Nato nel 1971 in seno al Consiglio d’Europa, dall’iniziativa del presidente della Repubblica francese Georges Pompidou, il Gruppo di cooperazione in materia di lotta contro l’abuso e il traffico illecito di stupefacenti, noto come Gruppo Pompidou, si propone come la più solida piattaforma di cooperazione politico strategica nella lotta al traffico e alla vendita di sostanze stupefacenti. Inizialmente era composto da soli sette Stati che si riunivano informalmente (Francia, Belgio, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito) con il solo intento di confronto e supporto nella politica antidroga. Sin dall’origine, quindi, si attestava la presenza della cooperazione interstatale come aspetto peculiare e primario.

Nel 1980, inoltre, il Gruppo è stato integrato da un Accordo Parziale del Consiglio d’Europa, adottato con la Risoluzione (80) 2, grazie al quale è stato possibile delineare più chiaramente le funzioni e l’assetto organizzativo, consentendo allo stesso tempo ad alcuni Stati non membri di divenirne parte.

Attuale formazione

Ad oggi, il Gruppo conta la presenza di 41 Stati membri, Osservatori permanenti e Reti di cooperazione verso Stati non facenti parte del Gruppo ma con cui esistono dei programmi di collaborazione. L’Unione europea ha un ruolo di spicco nell’organigramma del Gruppo, essendo associata ai lavori. 

Gli Osservatori permanenti non sono Stati, bensì organismi intergovernativi, quali la Commissione di controllo interamericana sull’abuso di droghe, la Commissione europea, il Centro europeo di monitoraggio per droghe e dipendenze da droghe e, infine, l’Ufficio delle Nazioni Unite su droghe e crimini

Le Reti di collaborazione, invece, hanno interesse rispetto ad aree specifiche. 

Nel 2006 è stata inaugurata la Rete MeDNET, la Rete mediterranea per la cooperazione sulle droghe e sulle dipendenze, che promuove la cooperazione, lo scambio e la reciproca condivisione di conoscenze e di know-how tra i Paesi del Gruppo e i Paesi nord mediterranei, in particolare Algeria, Tunisia, Libano, Egitto e Giordania, agendo nel rispetto dei diritti umani e della parità di genere. 

In termini simili si guarda alla Rete SEE, incentrata sulla politica antidroga nella regione dell’Europa sud orientale. Lo scopo principale della Rete SEE è di matrice più pratica e si rivolge in particolare alla funzione di prevenzione e di riduzione dei rischi connessi all’utilizzo degli stupefacenti

Dunque, la qualità di organismo intergovernativo consente al Gruppo e agli Stati interessati di svolgere le attività con grande flessibilità e competenza, intrecciando strategie politiche, conoscenze pratiche e scientifiche per raggiungere gli obiettivi prefissati. È poi connaturata la spiccata attenzione per i diritti umani, aspetto assorbito dal Consiglio d’Europa sin dall’inizio della sua attività e che si sta delineando sempre con maggiore incisività.  

Attività e obiettivi

In sostanza, il Gruppo Pompidou si presenta come un vero e proprio forum multidisciplinare che agisce a livelli molteplici e intrecciati tra loro, con il contributo di politici, di esperti, ricercatori e professionisti che lavorano in concerto tra loro per lo scambio di informazioni di carattere tecnico scientifico e sociopolitico intorno ai concetti di abuso e traffico di sostanze stupefacenti. 

Se il suo compito principale si concentra sulle politiche antidroga, attraverso l’elaborazione di politiche nazionali multilivello per intervenire sulla lotta contro le sostanze stupefacenti, gli strumenti e i mezzi attraverso cui agisce sono di varia natura. Il Gruppo, infatti, può contare sulla flessibilità, sull’attenzione territoriale e sul continuo sviluppo tecnologico. È proprio alla luce di questa complessa struttura che il Gruppo può essere visto come un “ponte”, bridging role appunto, tra i Paesi membri europei e non europei nel raggiungere gli obiettivi prefissati.

L’aspetto organizzativo

Il Gruppo Pompidou si è progressivamente dotato di un’organizzazione interna assai attenta ai focus d’azione previsti. In particolare, sono presenti: 

  • La Conferenza dei ministri: questo organo riunisce i ministri responsabili delle politiche antidroga dei Paesi membri. Si può considerare l’anima politica del Gruppo ed è responsabile della definizione delle strategie e dei programmi di lavoro che interesseranno il Gruppo e si riunisce ogni quattro anni; 
  • I Corrispondenti Permanenti: soggetti scelti dai governi nazionali esperti in materia di stupefacenti. Si riuniscono due volte all’anno e scambiano informazioni e strategie in merito alla loro attività, vigilano sullo stato dei lavori del Gruppo e, soprattutto, predispongono il Programma quadriennale da sottoporre alla Conferenza dei ministri. La loro attività è essenziale e si inserisce perfettamente nelle maglie della cooperazione del Gruppo;
  • I gruppi di esperti ad hoc: questi sono chiamati per consulenze su materie specifiche tra quelle di attenzione del Gruppo.  

In linea generale, l’attività complessiva del lavoro del Gruppo si indirizza in sei “piattaforme”: prevenzione, trattamento, giustizia penale, ricerca, etica e politiche aeroportuali. La chiarezza delle aree di intervento è arricchita dalla costante fluidità degli interventi e degli obiettivi, come punto di forza innegabile. Infatti, gli obiettivi posti dal Programma di lavoro si intersecano tra loro e hanno sempre una linea guida nella tutela dei diritti umani e nel recupero socio-fisico delle persone affette da tossicodipendenza. Questa capacità di compiere azioni al di là delle linee stabilite si ritrova anche negli strumenti utilizzati nell’attività del Gruppo, non solo di carattere normativo, ma che si concretizzano in conoscenze scientifiche, sociologiche e strategiche reciprocamente scambiate tra gli Stati membri.   

L’attività dell’ultimo quadriennio: il Programma 2019-2022

L’importanza fondamentale rivestita dall’attività del Gruppo all’interno dell’intero contesto europeo si rivede anche nella centralità assegnata alla tutela e alla considerazione dei diritti umani nel programma di azione, quale elemento trasversale dell’attività. In particolare, tale considerazione si vede con chiarezza proprio nell’ultimo Programma di azione, destinato a durare fino al 2022, intitolato “Politiche sostenibili sulle sostanze stupefacenti osservanti dei diritti umani”. Adottato dalla diciassettesima conferenza ministeriale nel novembre 2018 a Stavanger, Norvegia, il Piano di lavoro si ripromette di portare avanti gli obiettivi primari del Gruppo, inquadrando la propria attività all’interno del contorno della promozione e della tutela dei diritti umani, nei tre seguenti punti: 

  1. Good governance, con specifico interesse nella disposizione congiunta di politiche antidroga e diritti umani;
  2. Sviluppo internazionale delle politiche antidroga a partire dal 2019, con riguardo all’Agenda 2030 e con una continua aderenza agli obiettivi in essa prefissati;
  3. “Nuovi obiettivi”, con interesse rivolto verso lo sviluppo di nuove tecnologie e strategie delle politiche criminali, con particolare attenzione verso soggetti vulnerabili, quali rifugiati, apolidi e migranti. 

Ovviamente, il Piano quadriennale è una integrazione, o meglio ancora una specificazione, di quanto usualmente fa il Gruppo, facendo sì che le normali attività di sinergia e di cooperazione interstatale multilivello non siano altro che potenziate e riaffermate in ogni Programma. 

 

 

Fonti e approfondimenti

Consiglio d’Europa, Il Gruppo Pompidou.

Gruppo Pompidou, CoE, Programma di azione 2019-2022 “Politiche sostenibili sulle sostanze stupefacenti osservanti dei diritti umani”. 

Risoluzione Consiglio d’Europa 80/2 del 1980. 

EMCDDA, Pompidou Group

Gruppo Pompidou, CoE, Attività e struttura.

Antonini, Chiara, “Traffico di droga: scenario europeo”, Lo Spiegone, 22.02.2020. 

Antonini, Chiara, “Traffico di droga: gli accordi internazionali”, Lo Spiegone, 28.01.2020. 

 

 

Editing a cura di Francesco Bertoldi

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