Traffico di droga: scenario europeo

credit: pickpik

Dopo aver posto l’attenzione sul traffico di droga nel panorama internazionale e sugli strumenti cui gli Stati hanno fatto ricorso a partire dagli inizi del XX secolo, è necessario tracciare le linee guida e i passi compiuti in materia sul piano europeo.

Come sul piano internazionale, anche sul piano europeo gli Stati membri hanno sin da subito compreso l’importanza di collaborare nella lotta contro il traffico di stupefacenti. All’articolo 3.2 del Trattato di Maastricht si legge: “L’Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l’asilo, l’immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest’ultima.” Risulta, dunque, chiara la centralità del tema all’interno dell’Unione europea. La libertà di circolazione, che rappresenta uno dei diritti fondamentali di ogni cittadino dell’UE in quanto tale, ha avuto come conseguenza una maggiore difficoltà sul controllo della circolazione di beni e sostanze, tra cui, inevitabilmente, le sostanze stupefacenti.

I numeri in Europa

I numeri sul traffico e sul consumo di droghe all’interno dei confini dell’Unione europea sono molto elevati e in linea con quanto già analizzato, secondo cui i cittadini europei sono tra i maggiori consumatori al mondo. In aggiunta va sottolineato che l’Europa, oltre a fungere da punto di transito o di arrivo, è anche un importante produttore di cannabis e droghe sintetiche. La cannabis gode del primato di sostanza maggiormente consumata (2000 tonnellate l’anno), cui segue la cocaina. Secondo la Relazione Europea sulla droga del 2019, più di 18 milioni di cittadini hanno fatto uso di cocaina e 12,4 milioni di anfetamine. Negli ultimi anni, si sta incrementando il numero di sequestri di eroina, il che rappresenta un segnale chiaro di un aumento notevole dell’utilizzo della sostanza, che era invece diminuito negli ultimi decenni.

Le misure prese

La Comunità europea ha deciso di agire applicando, nel corso degli anni, diverse politiche. In un primo momento, infatti, gli Stati membri, comprendendo la gravità della situazione, decisero di promuovere iniziative di carattere intergovernativo volte alla cooperazione doganale e di polizia, senza però rivestire le istituzioni di un ruolo cardine in questa battaglia. Con il trattato di Maastricht (1992), invece, si iniziarono a delineare delle politiche di diretto intervento dell’UE. In particolare, con il trattato di Amsterdam (1997), si decise di dare ulteriore peso alla lotta al traffico di droga, annoverandola tra gli obiettivi del trattato stesso. Infatti, si legge: “L’obiettivo che l’Unione si prefigge è fornire ai cittadini un livello elevato di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, sviluppando tra gli Stati membri un’azione in comune nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e prevenendo reprimendo la criminalità, organizzata o di altro tipo, in particolare il terrorismo, la tratta degli esseri umani e i reati contro i minori, il traffico illecito di droga e di armi”.

Con i Consigli europei di Cardiff (giugno 1998) e di Vienna (dicembre 1998), le istituzioni politiche dell’Unione sono state invitate a delineare un piano strategico volto alla lotta contro il traffico di droga. Un’ ulteriore implementazione è stata rappresentata dal trattato di Lisbona, in cui compaiono nuove disposizioni che evidenziano l’intenzione di potenziare la capacità dell’UE di lotta ad alcuni temi legati alla criminalità, tra cui anche il traffico di armi e droga. Con questo trattato, la materia viene dotata di maggiore trasparenza, in quanto le istituzioni, in particolare il Parlamento europeo, assumono un ruolo sempre più rilevante. Si passa, dunque, da una collaborazione interstatale a politiche e piani di azioni a livello europeo.

La strategia 2013-2020

Negli ultimi tre decenni, dunque, l’Unione europea e i suoi Stati membri hanno collaborato per trovare soluzioni concrete, seppur difficili. Nel 1990 fu lanciato il primo piano europeo per combattere la droga, che fu seguito da successivi programmi. Nello specifico, nel dicembre 2012, il Consiglio ha adottato la strategia dell’Unione europea in materia di droga per il periodo 2013-2020, con la quale mirava a contribuire a una riduzione della domanda e dell’offerta di droga all’interno dell’UE, e a ridimensionare i rischi e i danni per la salute e la società, per mezzo di un approccio strategico che riuscisse a integrare le politiche nazionali, fornendo un quadro per azioni coordinate e congiunte e costituendo la base e il quadro politico per la cooperazione esterna dell’UE in questo settore.

Questa strategia si è concretizzata in due Action plan consecutivi: il primo per il periodo 2013-2016, il secondo 2017-2020.

La strategia 2013-2020 è strutturata attorno a due settori strategici: la riduzione della domanda di droga e la riduzione dell’offerta di droga, e ciò può avvenire seguendo tre linee principali:

  • coordinamento
  • cooperazione internazionale
  • ricerca, informazione, monitoraggio e valutazione.

Per quanto riguarda il primo settore strategico, il piano si impegna a migliorare la disponibilità, l’accessibilità e la diffusione di misure efficaci e diversificate di riduzione della domanda di droga, a promuovere l’utilizzo e lo scambio di migliori prassi, a sviluppare e attuare standard di qualità nel settore della prevenzione. Ciò è fattibile solamente tramite un aumento degli investimenti per la ricerca su misure efficaci di riduzione del rischio e del danno. Relativamente alla riduzione dell’offerta, la strategia ritiene di primario rilievo il rafforzamento della cooperazione e il coordinamento tra le agenzie di contrasto a livello strategico e operativo, che porterebbe al miglioramento dello scambio transfrontalieri di informazioni e alla realizzazione di operazioni e indagini congiunte. Il documento riconosce la centralità delle nuove tecnologie, che, in questa battaglia, giocano un duplice e opposto ruolo. Da una parte, rappresentano uno strumento a favore di chi vuole “sconfiggere” questo problema e dall’altra, sono mezzi che facilitano la produzione, la commercializzazione e il traffico di droghe.

Per poter raggiungere obiettivi concreti e positivi, il piano deve perseguire le tre linee evidenziate e per fare ciò è indispensabile fare affidamento sugli organismi già esistenti che operano nel settore della droga, sia all’interno dell’UE (OEDT, Europol, Eurojust, CEPCM, EMA) e sia all’esterno (UNODC, OMD, OMS).

Conclusioni

A prima vista, le azioni promosse potrebbero sembrare molto generiche e poco concrete. In realtà, il documento contiene numerose tabelle di riferimento per garantire un programma che, tenendo conto di un calendario specifico, possa costruire un’ imponente struttura che miri in concreto a creare un apparato in grado di affrontare il tema della droga su molti campi. A tal proposito, merita una menzione speciale l’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze per il lavoro svolto nel mettere a disposizione i dati sulle droghe in Europa.

Vista la centralità della materia, i danni causati dall’uso di stupefacenti e la difficoltà di sradicare questo mercato, è inevitabile che all’Action plan 2017-20 seguirà un ulteriore piano, che, sulla base di quanto già fatto, potrà fare leva su ulteriori punti salienti e promuovere politiche sempre più specifiche ed efficaci.

 

 

Fonti e approfondimenti

Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (2019), Relazione europea sulla droga 2019: tendenze e sviluppi, Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, Lussemburgo

European Commission, Migration and Home Affairs, Drugs Policy

Consiglio dell’Unione europea, Strategia dell’Unione europea in materia di droga (2013-2020), 29 dicembre 2012

Consiglio dell’Unione europea, Piano d’azione dell’UE in materia di lotta contro la droga (2013-2016), 30 novembre 2013

Consiglio dell’Unione europea, Piano d’azione dell’UE in materia di lotta contro la droga (2017-2020), 5 luglio 2017

 

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