Praxis: gli assorbenti lavabili della Dare Women’s Foundation

Copertina a cura di @side_book

In Tanzania l’accesso agli assorbenti igienici è un lusso. Oltre a essere molto costosi in rapporto al reddito medio, nelle aree rurali sono semplicemente irreperibili per la distanza dei negozi dai villaggi. La mancanza di questi prodotti costringe le adolescenti ad assentarsi da scuola durante il ciclo, con ripercussioni negative per l’andamento della loro istruzione. 

Per far fronte a queste problematiche, spesso poco dibattute a causa dello stigma sociale sulle mestruazioni, l’associazione Dare Women’s Foundation si adopera per promuovere l’uso di assorbenti lavabili. 

Assorbenti di lusso e abbandono scolastico

Le aree rurali della Tanzania mostrano perfettamente gli effetti della period poverty. La maggior parte dei villaggi è situata troppo lontana dai negozi che distribuiscono prodotti igienici. Anche quando la distanza è minore, chi ha le mestruazioni in Tanzania deve fare i conti con prezzi esorbitanti. Il reddito medio di una lavoratrice è di circa 38 dollari al mese, di cui quasi il 3,5% deve essere usato per l’acquisto di assorbenti a ogni ciclo mestruale. Ma nel Paese africano circa il 60% delle donne vive al di sotto della soglia di povertà e questo significa che  non possono permettersi di comprare prodotti igienici a cadenza mensile. 

La maggior parte delle donne è costretta a usare, al posto degli assorbenti, stracci di recupero e kanga (i tessuti di forma rettangolare tradizionalmente usati in Africa orientale per l’abbigliamento). Queste stoffe sono inadeguate a contenere il flusso mestruale, dal momento che si bagnano velocemente e causano perdite. Inoltre gli scampoli, talvolta condivisi tra le donne della stessa famiglia, sono antigienici e possono causare infezioni all’apparato riproduttivo o urinario. 

Una delle categorie più colpite dall’inaccessibilità degli assorbenti è quella delle studentesse. Secondo il Tanzania Water and Sanitation Network, il rendimento scolastico dei tre quarti delle ragazze è influenzato in senso negativo dal ciclo mestruale. Durante i giorni del mestruo, almeno il 16% delle adolescenti preferisce rimanere a casa, per evitare l’imbarazzo di sporcarsi in pubblico e perché molte scuole, soprattutto nelle campagne, non hanno a disposizione acqua corrente per lavarsi. Oltre alla mancanza di dispositivi adeguati a contenere il flusso, le studentesse non hanno neppure accesso agli antidolorifici: i dolori mestruali, un altro argomento poco dibattuto, sono talvolta talmente forti da impedire lo svolgimento anche delle attività più semplici. 

Queste mancanze contribuiscono all’abbandono scolastico femminile. Uno studio pubblicato nel 2018 da UNICEF e UNESCO ha dimostrato come in Tanzania le ragazze abbiano più probabilità di lasciare gli studi rispetto ai loro coetanei maschi. Le probabilità aumentano soprattutto a partire dalla pubertà e, di conseguenza, dalla comparsa delle mestruazioni. 

Assorbenti lavabili: la Dare Women’s Foundation

In risposta alla period poverty alcune ONG hanno tentato di promuovere e distribuire nelle scuole assorbenti usa-e-getta. Queste iniziative si sono però rivelate infruttuose: una volta esauriti i campioni ricevuti in omaggio, le ragazze non avevano la disponibilità economica per acquistarne altri e dovevano tornare a usare kanga e altre pezze di recupero. 

Di conseguenza, alcune attiviste hanno cercato di aggirare il problema dell’approvvigionamento mensile. Maggie Duncan Simbeye, una delle sole cinque donne tanzaniane che lavorano come guida turistica, ha trovato una soluzione alla perid poverty negli assorbenti lavabili. Nel 2013 ha quindi creato la Dare Women’s Foundation, che opera nei villaggi delle regioni di Tanga e Arusha. Uno dei progetti principali dell’associazione si concentra proprio sull’inaccessibilità dei prodotti igienici femminili. Duncan Simbeye e le sue colleghe insegnano alle donne come realizzare da sole assorbenti lavabili, permettendo di aggirare i costi esorbitanti degli usa-e-getta e i problemi di approvvigionamento mensile. Fissabili alla biancheria intima tramite bottoni a pressione, questi pad hanno molteplici vantaggi: oltre a essere comodi e discreti, sono facilmente lavabili in acqua fredda e possono durare oltre un anno. 

Combattere la period poverty, ma pensando all’ambiente

Maggie Duncan Simbeye è l’unica donna tanzaniana a possedere un proprio tour operator specializzato in safari, il Maggie’s Tour, e un altro degli obiettivi della sua associazione è la salvaguardia dell’ambiente. Infatti, oltre a risolvere i problemi legati alla period poverty, l’uso di assorbenti lavabili può aiutare a contrastare l’inquinamento. Il pad monouso, per quanto comodo da utilizzare, contiene un’alta percentuale di plastica; dopo l’utilizzo solitamente finisce tra i rifiuti non riciclabili o, dove lo smaltimento della spazzatura è inadeguato, nell’ambiente. 

Non è semplice calcolare il numero esatto di assorbenti e tamponi usati da una persona con le mestruazioni nel corso della sua vita. Tuttavia, considerando che la quantità di flusso varia a livello individuale, la cifra può oscillare tra 5.000 e 15.000 (assicurando ingenti guadagni alle aziende produttrici). La gestione del ciclo mestruale deve essere una scelta personale, ma la sempre maggiore diffusione di prodotti alternativi all’usa-e-getta permette di dare un piccolo contributo alla salvaguardia dell’ambiente. 

Oltre la Tanzania

La Dare Women’s Foundation non è un caso isolato: in tutto il mondo, specialmente nei Paesi più poveri, esistono innumerevoli iniziative simili. Per esempio, in Uganda è stato avviato il progetto AFRIPads, mentre The Pads Project, creata a Los Angeles, è attiva a livello internazionale. L’attrice e modella keniota Ebby Weyime ha invece creato la Grace Cup, che produce e distribuisce a livello locale coppette mestruali in silicone. 

La DWF e gli altri progetti intendono migliorare la qualità della vita delle donne, educandole a prendere coscienza del proprio corpo e rompendo lo stigma, diffuso in tutto il mondo, sul ciclo mestruale. L’obiettivo finale che si propongono attiviste e attivisti è dare alle donne il supporto necessario per acquisire concretamente un ruolo nelle loro società. Un assorbente lavabile può sembrare un semplice pezzo di stoffa, ma per molte persone è sinonimo di empowerment e lotta per i propri diritti. 

 

Fonti e approfondimenti

Alejandra Borunda, Tamponi e assorbenti: ecco perché non sono sostenibili, National Geographic, 05/03/2020

Kelly-Leigh Cooper, The people fighting pollution with plastic-free periods, BBC News, 01/03/2018

Dare Women’s Foundation

Ivana Kottasová, When pads are a luxury, getting your period means missing out on life, CNN Health

 

Editing a cura di Elena Noventa

Copertina a cura di Simone d’Ercole 

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Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
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