Spiegami le elezioni: la politica internazionale

Elezioni politica internazionale
@Stevepb - pixabay

La politica internazionale non riveste un ruolo da protagonista nella quotidianità del dibattito politico italiano. Ad eccezione delle opinioni espresse dai rappresentanti politici e delle conseguenti prese di posizione in occasione di differenti avvenimenti, l’agenda di politica estera italiana, anche per motivi di eredità storica e culturale, è lasciata in bianco o scritta di fretta a seconda di quelle che il governo in carica considera di volta in volta come situazioni di emergenza.

Normalmente poi, il dibattito durante la campagna elettorale è incentrato su temi di politica interna, che interessano più da vicino la quotidianità di elettori e elettrici. In parte la guerra tra Ucraina e Russia ha imposto  un cambio a questa direzione anche nei programmi dei partiti e delle coalizioni che si presentano alle elezioni. 

L’Unione europea e il ruolo dell’Italia

Lo spazio dedicato all’Unione Europea è affiancato agli altri temi di politica estera, ma è centrale rispetto a questi. 

La coalizione Italia viva – Azione e la coalizione di centrosinistra (Partito democratico, Alleanza verdi e sinistra, +Europa e Impegno civico) hanno progetti e obiettivi comuni sull’Unione europea: propongono un rinnovamento delle sue istituzioni per il superamento del voto all’unanimità nel processo decisionale e un nuovo assetto istituzionale federale. Il ruolo dell’Italia è quello di farsi promotrice di un progetto comune europeo di integrazione, razionalizzazione e coordinamento della politica estera e di difesa europea, così che l’Unione europea possa acquisire una propria autonomia strategica. 

Su posizioni simili si colloca il Movimento 5 stelle, che attribuisce nel proprio programma elettorale l’aggettivo «solida» alla collocazione dell’Italia all’interno dell’Unione europea, sottolineando come il Paese debba avere un ruolo da protagonista all’interno dei processi decisionali che portino a costituire un’Unione «solidale e progressista».

Anche la coalizione di centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati) ribadisce nel proprio programma una piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di «un’Unione Europea più politica e meno burocratica» in cui è centrale la «difesa e la promozione delle radici e identità storiche e culturali classiche e giudaico-cristiane dell’Europa».

Il programma di Unione popolare chiede che sia restituita «autonomia strategica nelle sue relazioni in Europa» e che quest’ultima si configuri in futuro come «l’Europa dei popoli» basata su una giustizia ambientale, sociale ed economica condivisa, che oltrepassi l’unione monetaria e finanziaria vissuta finora. 

Sulla «riconquista della sovranità» punta invece il programma di Italexit, che propone l’uscita dell’Italia dall’Unione europea e dall’unione monetaria. Solo in questo modo, secondo il programma, il Paese potrà recuperare la propria sovranità politica, democratica ed economico-monetaria, finora sottratta dal «vincolo esterno» imposto anche dall’Unione europea. 

La collocazione italiana sul piano internazionale

Riguardo la politica internazionale, Italexit pone l’accento sul ruolo di Paese esportatore dell’Italia e spiega nel proprio programma che i vincoli europei e l’Alleanza atlantica hanno costituito un «posizionamento geopolitico perdente rispetto ai Paesi e alle economie emergenti». Per questo è essenziale «stipulare accordi commerciali con la Cina e distendere i rapporti con la Russia», affinché l’Italia abbia un posizionamento «neutro e terzo» ed esca dalla Nato.

Una «politica estera incentrata sulla tutela dell’interesse nazionale e la difesa della Patria» è il primo punto del programma della coalizione di centrodestra che, nel «rispetto delle alleanze internazionali», chiede un «rafforzamento del ruolo diplomatico dell’Italia nel contesto geopolitico» e un «incentivo sul processo di designazione di sedi di enti internazionali sul territorio italiano». Nel quadro dell’impegno italiano all’interno dell’Alleanza atlantica, il programma della coalizione di centrodestra ribadisce il sostegno all’Ucraina nella guerra in corso con la Russia, sia in termini diplomatici, sia in termini di adeguamento degli stanziamenti militari. 

Il Terzo polo invece, Italia viva e Azione, colloca la politica estera italiana all’interno di quella europea, affinché i Paesi dell’Unione adottino una politica estera comune. Il programma però riconosce al tempo stesso che nell’immediato, soprattutto per una risoluzione della guerra tra Ucraina e Russia, un «accordo tra ventisette Paesi sulla politica estera non sembra una strada percorribile». Pertanto, si ribadisce anche l’impegno all’interno della Nato proponendo di «avviare una trattativa solamente con i Paesi interessati e con i quali risulti possibile trovare un accordo». «Nel breve periodo -si legge nel programma -, la politica estera potrebbe essere attuata tramite contingenti composti dagli eserciti nazionali per poi arrivare nel lungo termine ad un’integrazione più consolidata dell’esercito e della difesa comune».

Il Movimento 5 stelle propone, nella parte affari esteri del proprio programma, un elenco di cinque punti: un rilancio del multilateralismo, con una riforma del Consiglio di sicurezza Onu che preveda un aumento dei membri permanenti e non; un ruolo maggiore delle agenzie di cooperazione e sviluppo in sostegno della democrazia; una lotta all’impunità e alla giustizia internazionale e un sostegno al sistema diplomatico italiano nei Balcani occidentali, in un’ottica di stabilità e sicurezza di un’area geografica vicina all’Italia. 

Il programma della coalizione di centrosinistra definisce, attraverso due battute riassuntive, il ruolo dell’Italia nel sistema internazionale: «Affidabile con gli alleati e in prima linea con il multilateralismo». La priorità delle linee guida del programma di politica estera è la postura dell’Italia nel Mediterraneo e il rilancio degli istituti di cooperazione contro le crisi regionali e di sistema. Secondo il centrosinistra è poi necessario affrontare la globalizzazione superando lo schema «Occidente contro il resto del mondo», per avere un multilateralismo rafforzato «con regole condivise su ambiente, finanza, diritti della persona». 

Unione popolare vuole un’Italia «pacifista e contro le guerre» e sviluppa quindi diversi punti a loro sostegno. In particolare, il programma propone lo stop immediato dell’invio di armi a tutti i Paesi in guerra e il ritiro dei soldati all’estero se non autorizzati dall’Onu, in un’ottica di superamento progressivo dei vincoli Nato. L’Italia deve sviluppare un forte impegno diplomatico per la pace in Ucraina e per la distensione nel conflitto tra Cina e Stati Uniti. Rimane centrale il rafforzamento della Cooperazione internazionale allo sviluppo, l’attuazione dell’agenda 2030 e del peacebuilding, con «prioritaria importanza l’obiettivo di destinare lo 0,7% per l’aiuto pubblico allo sviluppo».

Italiane e italiani residenti all’estero

All’interno dei rispettivi programmi, sotto la voce “politica estera”, la coalizione di centrosinistra, il Terzo polo e il Movimento 5 stelle hanno scelto di dedicare una parte ai cittadini e alle cittadine italiane residenti all’estero. 

In particolare, secondo il programma del Terzo polo, è importante che i residenti all’estero partecipino in modo attivo alla vita politica e sociale dell’Italia e per farlo occorre: semplificare le procedure di voto dall’estero, facilitare l’accesso ai servizi della Pubblica amministrazione, potenziare la rete di scuole italiane all’estero e rendere i consolati più accessibili ed efficienti. 

La coalizione di centrosinistra definisce nel suo programma le italiane i gli italiani che vivono all’estero come «una risorsa politica, culturale ed economica, che deve essere pienamente valorizzata per il futuro del Paese. Serve un salto di qualità delle politiche per la tutela dei cittadini e delle Comunità italiane nel mondo, della loro promozione, dei servizi e delle opportunità loro offerte». 

Su questo tema, il Movimento 5 stelle vuole rafforzare i diritti delle cittadine e dei cittadini residenti all’estero e promuovere la lingua e la cultura italiana. Il programma prevede quindi di «operare una revisione del funzionamento dei Patronati all’estero al fine di riavvicinarli alle esigenze dei cittadini; introdurre un’assicurazione sanitaria calmierata per gli iscritti AIRE e rafforzare gli enti che ambiscono a promuovere la cultura italiana nel mondo».  

 

Fonti e approfondimenti

Accordo quadro di programma per un governo di centrodestra

Programma elettorale Azione – Italia Viva – Calenda per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica del 25 settembre 2022

Programma elettorale 2022: per un’Italia democratica e progressista

Dalla parte giusta. Cuore e coraggio per l’Italia di domani. Programma elettorale – versione completa – elezioni politiche 25 settembre 2022

Unione Popolare – con de Magistris. Programma elettorale – versione estesa

Per l’Italia con Paragone – Italexit. Programma elettorale 

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