Usa, codice rosso: ecco perché la sanità è l’elefante nella stanza (anche alle midterm)

sanità Usa
L'ingresso di un pronto soccorso ospedaliero negli Stati Uniti. Fonte: Harrison Keely / Wikimedia Commons - CC BY 4.0

In un decennio inaugurato da una pandemia, che la cittadinanza segnali in cima alla lista delle preoccupazioni il costo dell’assistenza sanitaria fa riflettere. Ancora di più, se a prendere la parola è la popolazione degli Stati Uniti, un Paese che ospita alcuni dei centri d’eccellenza del pianeta e dove le possibilità di realizzare una politica di cura efficace non mancherebbero affatto.

Eppure, secondo le stime dell’autorevole Pew Research Center, a dichiararsi molto preoccupato su questo fronte è addirittura il 69% del campione. Un numero superiore lo fanno registrare soltanto gas ed energia (74%) e cibo e beni di consumo (73%). Un dato su cui incidono sicuramente le ultime scelte dell’amministrazione di Donald Trump. Ma, come spesso accade, puntare il dito contro la stretta attualità non è sufficiente per una comprensione completa del fenomeno.

Per quanto il presidente statunitense stia tagliando sul sistema sanitario, e non c’è dubbio che lo stia facendo, i problemi non nascono con lui, né al primo né al secondo mandato. Piuttosto, sono l’esito, per molti aspetti prevedibile, di un modello definito il più delle volte anomalo, nel senso meno affascinante del termine. Un modello che, per essere compreso, deve essere osservato da diverse prospettive.

L’anomalia del sistema sanitario negli Stati Uniti, in dollari

L’anomalia statunitense ha plurime unità di misura, di cui i dollari rappresentano senza dubbio la più cruda. Anche per questo, fare due conti è utile per iniziare a scendere nelle dinamiche della sanità a stelle e strisce. Nel 2024, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) indicava che la spesa media per la salute nei 38 Paesi membri (per la maggior parte europei o occidentali) si aggirava intorno ai 5.000 dollari pro capite (se rettificata per le differenze nel potere d’acquisto). 

Ora, venendo dall’Italia, se un Paese ne investe quasi il triplo di noi, verrebbe scontato pensare che sia il luogo ideale nello sfortunato caso si debbano ricevere delle cure. Quel Paese sarebbero gli Stati Uniti, in cui la spesa corrisponde a 15.000 dollari a persona: 2 volte e mezza la media Ocse. O meglio, quel Paese sarebbero gli Stati Uniti, se l’enorme mole di investimenti pubblici e privati portasse a risultati altrettanto clamorosi.

spesa sanitaria Usa
Fonte: Ocse. Health at a Glance 2025.

Perché sì, in effetti i risultati sono clamorosi, ma questa è solo una parte della storia. L’altra parte è che lo sono, ma per pochi. Quando si tratta di prevenire la malattia o di curarsi, appartenere a un certo gruppo o risiedere in un determinato luogo significa, in sintesi, poter godere dei benefici della tecnica o rimanerne esclusi. Per rendersene conto, è sufficiente gettare uno sguardo alle mappe disegnate dal Covid-19.

È uno dei primi studi sulla pandemia a dimostrare, per esempio, che le contee con tassi di disabilità più elevati e livelli di povertà più alti hanno avuto una mortalità maggiore. Questo perché il modello non è pensato per assicurare un accesso universale. Quindi, se osservato da una lente di svantaggio, anche il 18% del Pil in sanità sfuma in poca cosa. Soprattutto se paragonato ad altri modelli, meno costosi ma molto più accoglienti. 

Breve storia di un’anomalia e dei dati che la raccontano

Per ricapitolare: se i soldi non danno la felicità, per la sanità possono fare molto comodo, ma dipende in ogni caso da come li si investe. Intanto, è bene rimarcare che se i costi sanitari sono lievitati nei decenni, questo è dovuto a una serie di fattori che accomunano gli Stati Uniti ad altri Paesi. In testa, l’invecchiamento della popolazione e il progresso tecnologico, che richiedono investimenti a salire. 

Poi però, a questi si affiancano elementi che riguardano più in particolare il sistema statunitense, per come si è sviluppato nel tempo. Una chiave di lettura interessante la offre un articolo pubblicato su Health Care Analysis. Secondo gli autori, per comprendere l’alto costo del sistema bisogna analizzare in profondità diversi fattori, sia sul lato dell’offerta sia sul lato della domanda.

Tra i primi, il problema di fondo «forse più significativo» è che il settore è «spesso monopolizzato o dominato da un piccolo numero di fornitori, assicuratori e aziende farmaceutiche». Il che comporta un margine di scelta molto elevato, per chi ha il bisturi dalla parte del manico, nel dettare le condizioni con cui viene fornito questo servizio a chi ne ha bisogno: la domanda. 

Spostandoci su questo lato, lo studio rileva come popolazioni a basso reddito, minoranze e comunità rurali presentino tassi più elevati di malattie croniche e una ridotta aspettativa di vita, a causa dell’accesso limitato a cure di qualità e servizi preventivi. Ma questo non è un dato, statico. È più che altro un circolo, vizioso.

Come testimonia una corposa letteratura, tutto è salute. Vivere in un’area inquinata, fare un lavoro debilitante, non praticare attività sportiva, sono tutti fattori che aumentano il bisogno di cure che, in un sistema meno diseguale, si sarebbero potute evitare. Dall’iniqua distribuzione delle risorse all’iniqua distribuzione dei rischi, viceversa, il passo è brevissimo. 

La sanità negli Usa: cosa ne rimane sotto i tagli

Uscire dal circolo senza fare politicamente i conti con le sfide sistemiche è impossibile. Il margine dei colossi, la sotto-copertura sanitaria della popolazione e la mancanza di presidi nelle aree rurali e svantaggiate sono, tra le altre, barriere che non si abbasseranno da sole. Anzi, durante la seconda amministrazione Trump, non stanno facendo altro che crescere in altezza.

Il primo esempio lo si vede con l’assicurazione, lo strumento con cui gli eventuali pazienti si vedono coprire buona parte dei costi del sistema. E data la loro portata, di cui si è ampiamente detto, si tratta di una tutela più che notevole.

assicurazioni sanitarie Usa
Dal 2014 al 2024, il mercato delle assicurazioni previsto dall’Affordable Care Act è triplicato. Fonte: Center for Medicare and Medicaid Services.

In sostanza, se tra il 2010 e il 2025 il tasso di persone non assicurate è sceso da quasi il 16% all’8% come conseguenza dell’Affordable Care Act (Aca) di Barack Obama prima e degli investimenti di Joe Biden poi, le mosse repubblicane stanno invertendo la tendenza. Con le politiche attuali, entro il 2036 si arriverà allo stesso livello del 2014: 37 milioni di persone senza copertura.

Si capisce come i tagli firmati Trump non vogliano “efficientare il sistema”, ma togliere a chi sta peggio per dare a chi sta meglio. Ma lo smantellamento delle iniziative sulla sanità, che peraltro avrà effetti molto oltre i confini nazionali, dato il potere degli Usa nel promuovere la ricerca scientifica, finirà con l’assestare un duro colpo a chiunque, sfuggendo anche alle intenzioni dei suoi promotori.

Già prima del 2025, molti ospedali erano in difficoltà, in primis quelli rurali. Nessuna sorpresa: qui il servizio è meno profittevole e, in mancanza di un approccio pubblico, è destinato pertanto alla chiusura (lo chiamano “mercato”). Ma secondo il sindacato degli infermieri, il National Nurses United, con i nuovi tagli le 602 strutture “finanziariamente vulnerabili” sono concentrate soprattutto nelle aree metropolitane. Insomma, la salute negli Usa è in ostaggio ovunque. Le midterm sapranno liberarla?

 

Fonti 

Chang, Cyril F., Mirvis, David M., Mahmood, Asos. 2026. “The high cost of American health care: Understanding the deeper roots of the crisis”. Health Care Analysis 34(1): 1-12.

Cox, Chyntia, Ortaliza, Jared, Wager, Emma, Amin, Krutika. 2025, “Health Care Costs and Affordability” KFF’s Health Policy 101.

National Nurses United. 2026. A Preventable Crisis.

Rice, Thomas, Unruh, Lynn Y., Barnes, Andrew J., Richardson, Erica. 2026. “The second Trump presidency: Health care themes, policies, and impacts in his first year back in office”. Health policy 170.

The Commonwealth Fund. 2026. The State of Health Insurance Coverage in 2026.