Ricorda: Obama 2008

“Un nero alla Casa Bianca”. Questo era il titolo con la quale si apriva una trasmissione serale, tra le più seguite in Italia, la sera del 4 Novembre 2008. Un chiaro ricordo. Il titolo ovviamente non venne apprezzato, poiché poteva benissimo lasciar sottintendere dei connotati razzisti. E infatti venne rimosso dopo breve tempo, durante la diretta. Tralasciando l’episodio, tuttavia, appariva subito chiaro che in quel momento dall’altra parte dell’Oceano si stava scrivendo un’importante pagina di un grande capitolo della storia americana (e non solo).

Un  capitolo iniziato con i viaggi delle navi negriere che dall’Africa giungevano nel Nuovo Mondo colme del loro carico umano, pronto ad essere acquistato dal miglior offerente ed utilizzato come manodopera in condizioni pietose nelle grandi piantagioni del Sud. In quel 2008, il cerchio è sembrato finalmente chiudersi con l’elezione alla massima carica dello stato di un afroamericano. Barack Obama in questi dieci anni è stato questo e molto di più. Negli 8 anni di mandato presidenziale, ha dovuto destreggiarsi tra i vari “pasticci internazionali” venutisi a creare, scelte riformatrici più o meno coraggiose e il fervente populismo presente anche oltreoceano, assumendo per molti la figura di una sorta di sacerdote laico.

La politica

Fare un bilancio totale degli 8 anni è ancora difficoltoso, tuttavia fare un’analisi ragionata è possibile basandosi sui dati statistici. È importante sottolineare come alla fine della sua presidenza, il 57% degli americani, secondo un sondaggio Gallup, ha approvato il suo operato. In precedenza, l’operato del suo predecessore George Bush si fermava ad un tasso di gradimento attorno al 30%. Un impatto innegabile lo hanno avuto il tanto discusso Obamacare, la legge Dodd-Frank che ha riformato Wall Street e leggi sull’ambiente e la protezione dei consumatori.

A livello economico, negli anni di profonda crisi, gli USA sono stati l’unico paese in grado di rialzarsi ed ottenere livelli di crescita in grado di superare il 2% annuo. Inoltre le famiglie hanno avuto un incremento sul reddito (frutto di politiche redistributive). Per quanto riguarda l’Obamacare (Affordable Care Act), nonostante i dubbi al riguardo del mercato delle assicurazioni, questa legge ha consentito a più di 20 milioni di americani di poter ottenere cure, diagnosi e attenzioni sanitarie.

Tutto questo ha prodotto, secondo Benjamin Sommers (Harvard School of Public Health) “il più grande aumento di copertura sanitaria dalla creazione di Medicare e Medicaid nel 1965”. Dal punto di vista militare, la spesa non è stata abbassata, anzi, si è leggermente incrementata. Anche l’utilizzo di droni, che hanno comportato una notevole diminuzione delle perdite umane, è stato addizionato maggiormente. La produzione e lo sviluppo di energie alternative si è implementata di quasi 4 volte, anche se l’indipendenza energetica è ancora molto lontana. Da sottolineare la firma degli accordi sul clima di Parigi, che hanno segnato una grande apertura verso il risanamento climatico globale. In politica internazionale è stato sicuramente un presidente molto attivo.

L’accordo sullo smantellamento del nucleare con l’Iran è una sua grande vittoria, dopo più di 30 anni di tensioni diplomatiche. Tuttavia, nota negativa, è rappresentata dalla questione siriana, nella quale, l’eccessiva timidezza, ha forse rappresentato un’indecisione non sostenibile. Siria che adesso è una vera e propria polveriera, stretta da un lato da un presidente/dittatore appoggiato dalla Russia di Putin, e dall’altro dai fondamentalisti islamici, con annessa crisi migratoria.

Proprio la questione migratoria è rimasta un’altra pecca del suo percorso amministrativo. I vari provvedimenti non hanno portato a nulla di verosimilmente concreto a causa dell’opposizione del Congresso. Obama ha governato per ben 6 anni su 8 con un Congresso a maggioranza repubblicana. Forse una mossa all’inizio della sua prima amministrazione avrebbe potuto rendere la situazione maggiormente sostenibile sotto i punti di vista politici, sociali ed economici.

 

Fra luci ed ombre

Nel 2008, alla sua elezione, il neo presidente era assurto a simbolo per la definitiva vittoria nella lotta contro la discriminazione razziale. Sembrava che di lì a poco ormai le varie questioni si sarebbero risolte lasciando spazio ad un progresso che appariva ormai definitivamente raggiunto. L’elezione di un afroamericano alla Casa Bianca lasciava trasparire proprio tutto questo.

Eppure  tra i critici dell’operato di Barack Obama risultano esserci proprio molte comunità afroamericane. Tali critici gli additano una certa inadeguatezza nella lotta alla povertà, l’eliminazione dei ghetti e la protezione contro i crimini di natura razzista. Durante la sua presidenza del Congressional Black Caucus, Marcia Fudge, lo ha apertamente e ripetutamente ripreso per la scarsa diversità razziale delle sue scelte nelle nomine pubbliche, ma nonostante l’impegno in seguito versato, il suo record non è risultato migliore di quello di nessuno dei suoi predecessori. Nel pensiero dell’ex presidente, infatti, la diversità è secondaria alla qualità.

L’uscita dalla crisi economica non ha mutato le condizioni delle comunità nere, dove permangono aggravate tutte le diseguaglianze derivate da una cultura nazionale percorsa dalla differenza razziale. Inoltre, l’America bianca ha visto nel corso di questi anni un consolidamento della ricchezza consistente, rispetto a quello dell’America nera: un dato che segna ancora una profonda diversità nelle condizioni di benessere fra la due rappresentanze. Non sono finiti inoltre i casi di abusi di potere e discriminazione razziale ai danni dei neri da parte delle forze di polizia.

Capitano spesso ancora scontri durante le manifestazioni fra le forze dell’ordine e i neri, con Black Lives Matter, associazione che difende i diritti degli afroamericani contro ogni discriminazione, che denuncia con manifestazioni gli abusi della polizia e che è stata critica nei confronti dell’operato di Obama. Anche Bernie Sanders, in un comizio con la comunità nera di Jackson nel Mississippi, ha recentemente dichiarato come la linea del Partito Democratico nell’ultima decade in materia di diritti sociali sia stata in parte fallimentare.

Anche la questione delle armi è rimasta sostanzialmente irrisolta. Nel 2008, durante la campagna elettorale, un altro dei cavalli di battaglia di Obama era la tanto agognata abolizione della vendita libera delle armi. Tuttavia lo scopo non è stato raggiunto, a causa dell’opposizione repubblicana e le forti pressioni esercitate dalle varie lobby ed associazioni in favore della armi come la NRA, con la bocciatura della legge che limitava la vendita in Senato.

Obama oggi?

In seguito alla fine del suo mandato, Obama si è distaccato dalla scena politica americana. Mai un commento su Trump, mai una dichiarazione di endorsement verso qualcuno del suo partito. Uno de rari casi in cui ha fatto sentire la sua presenza è stato nel momento della crisi dei bambini separati dai loro genitori al confine col Messico. Sempre in maniera in diretta però, limitandosi a sposare la linea di sua moglie, la quale in un post su Twitter aveva commentato la situazione.

 

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In tale linea, sembra stia imitando quella portata avanti dal suo predecessore Bush, il quale non disse mai una parola sull’operato del suo successore. Unico caso in cui è appurato che ci sia stata una manovra dietro le quinte da parte di Obama, è stato quando attraverso il governatore dell’Alaska si è messo in contatto con la senatrice repubblicana Lisa Murkowski.

In quel momento in senato si discuteva l’abolizione dell’Obamacare e sembra che abbia convinto la senatrice a votare contro. Dopo il fallimento del provvedimento di Trump, Obama telefonò anche al recentemente scomparso suo ex sfidante alla presidenza John McCain, ringraziandolo per i voto decisivo per la caduta dell’abolizione. Oggi Obama tiene dei corsi privati per formare una nuova classe dirigente all’università di Chicago e dedicando molto del suo tempo alla Obama Foundation, che ha lo scopo di formare i cittadini del domani.

Tiene inoltre discorsi in giro per il mondo pagati profumatamente per grandi società finanziarie. Questa nuova vita gli ha anche procurato molteplici critiche anche dal suo partito, poiché le sue conoscenze potrebbero fruttare milioni di dollari nel finanziamento alle campagne democratiche. La lista dei sostenitori di Obama è infatti molto lunga. Molti politici democratici negli ultimi mesi sono stati ricevuti da Obama nel suo ufficio per dei colloqui privati, nei quali sembra che l’ex presidente dispensi consigli su come dare vita ad una campagna elettorale vincente. Molti di questi sono quelli che probabilmente si candideranno alle primarie del 2020 in vista della corsa per la presidenza.

Al di là di tutto è comunque possibile dire che Obama è stato sicuramente uno degli ultimi leader in grado di incarnare valori come la speranza e la possibilità di un futuro migliore. Un leader che ha fatto del suo mantra il dialogo piuttosto che lo scontro, cercando di aprire a tutti. Ed oggi è una delle personalità politiche più ammirate nel mondo.

 

 

Fonti e approfondimenti:

https://www.theatlantic.com/politics/archive/2018/03/where-is-barack-obama/555296/

http://www.youtrend.it/2017/01/17/leredita-di-obama-in-8-punti/

http://nymag.com/daily/intelligencer/2018/06/where-is-barack-obama.html

http://nymag.com/daily/intelligencer/2018/06/where-is-barack-obama.html

https://www.ilfoglio.it/esteri/2016/11/19/news/stati-uniti-obama-bilancio-governo-riforme-otto-anni-106980/

   

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