Belarus: la storia di uno stato al centro dell’Europa

Chi mette il piede per la prima volta nella Repubblica di Belarus rimane colpito dall’anacronismo dell’architettura ferma al futurismo sovietico degli anni Venti. Tra le fermate della metro in stile Metropolis e condomini ispirati dalle forme geometriche in calcestruzzo di Le Corbusier, la capitale Minsk è il volto di un Paese che è rimasto inesorabilmente uguale nel passare dei decenni. In questo articolo ne ripercorriamo brevemente i cenni storici dai tempi dell’URSS fino ai giorni nostri.

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La capitale bielorussa dista circa duemila chilometri dall’Italia, ma nonostante ciò, appare molto più lontana delle altre città europee, come Lisbona o Tallinn. La Belarus si trova perfettamente al centro dell’Europa, dal 2007 confina con l’Unione Europea (ad ovest con la Polonia, a nord con Lituania e Riga) e condivide confini a sud con l’Ucraina e a est con la Federazione Russa. La posizione geografica ha da sempre avuto forti influenze sull’identità nazionale e culturale, divise tra l’euroasiatico “Russkiy mir” (mondo russo) e uno sguardo all’occidente.

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Gli stati limitrofi hanno da sempre giocato un ruolo importante anche nella storia del Paese. Belarus ha conosciuto due dominazioni plurisecolari: quella della Polonia fino alla fine del ‘700 e quella della Russia zarista e sovietica. Il Paese ha avuto un’evoluzione parallela e dipendente a quella di Mosca: lo stesso nome “Bielorussia” risale al tempo della dominazione zarista. Il 25 marzo 1918, durante l’occupazione tedesca, venne dichiarata l’indipendenza e la nascita della Repubblica Popolare Bielorussa. Il regime ebbe in ogni modo una vita molto breve. Dopo vari smembramenti dei territori Bielorussi, contesi tra la Polonia e le guardie rosse, nel 1922 nacque la Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa, che ha ammesso all’URSS la parte orientale del Paese.

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Le terre occidentali sono state annesse all’Unione Sovietica solamente dopo la spartizione delle sfere di influenza tra la Germania e l’URSS, con il Patto Molotov-Ribbentrop concluso nel 1939. Successivamente, nel 1941 la Bielorussia viene nuovamente occupata dalle truppe tedesche. Il conflitto per la riannessione delle terre bielorusse all’URSS ha comportato la distruzione totale di tutte le città medio-grandi e dei villaggi rurali, bruciati assieme agli abitanti, e lo sterminio di un terzo della popolazione totale nel periodo della guerra.

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Nel 1986 la Bielorussia venne colpita da una catastrofe: l’esplosione di una centrale nucleare nella vicina Ucraina, con rilascio di radioattività duecento volte superiore alle bombe di Hiroshima e Nagasaki messe assieme. A causa dell’incidente alla centrale atomica di Černobyl’, la maggior parte delle regioni vennero contaminate dalle radiazioni.

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Belarus ha acquistato la piena indipendenza soltanto in seguito alla dissoluzione dell’URSS avvenuta l’8 dicembre 1991 e annunciata da Boris Eltsin (all’epoca presidente della Repubblica Russa). Il crollo ha comportato una cesura irreversibile con il passato, segnata anche dal cambiamento del nome. Quello che prima era la Bielorussia da ora in poi verrà chiamata Repubblica di Belarus. L’etimologia del nome fa riferimento a “rus’ bianca”. Rus risale al nome del regno fondato nel IX secolo da una tribù scandinava stanziatasi in quei territori e l’aggettivo cromatico intende invece la parte del territorio che nel XIII secolo rimase libera dall’occupazione tartara.

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Tuttavia, ancora oggi, Minsk è l’unica città dell’ex Unione Sovietica dove sventola la bandiera dell’Unione Sovietica, nel segno della nostalgia del socialismo reale. I monumenti della storia sovietica, salvo quelli di Stalin, sono tutti al loro posto. Dopo la dissoluzione dell’URSS, Belarus per prima assieme all’Ucraina ratificò il trattato costituente del Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), un tentativo di far rivivere lo spazio geopolitico sovietico. All’indipendenza ottenuta nel 1991 non è seguita l’instaurazione di una vera democrazia e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, diversamente da quanto accaduto in altri ex componenti del blocco sovietico. Belarus ha avviato un difficile processo di transizione, tanto sul piano interno quanto su quello internazionale.

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La relazione privilegiata con Mosca e l’autoritarismo con il quale il paese è stato guidato nella fase post-indipendenza hanno rappresentato i principali motivi di frizione con i paesi occidentali, in particolare con gli Stati Uniti. Tuttora il Paese continua ad avere un legame peculiare con la Russia, sia dal punto di vista economico ed energetico che da quello politico e strategico. Questo è stato confermato dalla sottoscrizione dell’Unione Russia-Bielorussia, entità sovranazionale e intergovernativa che si poneva l’obiettivo di riunificare i due paesi.

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Sin dal 1994 Belarus è guidata dal presidente Aleksandr Lukašenko, ex funzionario di un kolchoz (azienda agraria collettiva sovietica). Il parlamento è bicamerale e composto dalla Camera dei rappresentanti, con 110 membri, e dal Consiglio della repubblica, con 64 membri. Nell’Assemblea Nazionale, a partire dalle elezioni del 2016, sono presenti ben due rappresentanti dell’opposizione.

La mancata democratizzazione e le forti restrizioni alle libertà civili e politiche hanno generato notevoli attriti anche con l’Unione Europea e un crescente isolamento internazionale. Nonostante ciò, Belarus è considerata dall’Unione Europea uno dei paesi dello spazio post-sovietico con cui è importante avere relazioni politiche e economiche: è infatti parte del Partenariato Orientale dal 2009. Il Partenariato Orientale è un accordo di cooperazione multilaterale che ha come principali obiettivi la cooperazione in materia di immigrazione, la creazione di un’area di libero scambio e la possibilità di concludere accordi energetici. I paesi coinvolti nel Partenariato dovrebbero ricevere aiuti finanziari dall’Ue in cambio di riforme politiche ed economiche che garantiscano la stabilità e lo sviluppo dell’area, e si impegnano a favorire la democrazia, la costituzione di uno Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

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Eppure, nonostante l’avvicinamento a Occidente, lo stallo nel percorso di democratizzazione appare insormontabile. Ciò ha portato il Consiglio europeo all’approvazione delle sanzioni nei confronti del paese per violazione dei diritti umani. Nel tentativo di alleviare l’isolamento economico e politico, il Paese ha stretto negli ultimi anni rapporti privilegiati con paesi come l’Iran, il Sudan e il Venezuela, caratterizzati al pari di Belarus da relazioni tese con il mondo Occidentale.

 

Fonti e Approfondimenti:

  1. http://www.limesonline.com/cartaceo/nuova-ucraina-o-vassallo-russo-i-dilemmi-della-bielorussia?prv=true
  2. https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=303.20
  3. https://freedomhouse.org/report/freedom-world/2018/belarus
  4. http://www.belarus.by/en/about-belarus/history
  5. http://mfa.gov.by/en/organizations/membership/list/f53c19bc6297c819.html
  6. https://belarusdigest.com
  7. https://it.euronews.com/2018/04/06/bielorussia-belarus-minsk-democrazia-cambiamenti-liberta-valerie-gauriat-sophie-claudet

 

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