Midterm elections: Democrats a New York, una sfida tutta interna

New York non è solo New York. Eppure la grande mela, ovvero New York City, rappresenta un centro fondamentale per la vita politica di questo Stato con i suoi otto milioni di abitanti. Questo dato appare centrale quando ci si trova ad affrontare gli appuntamenti elettorali, come avviene quest’anno con le elezioni di metà mandato previste per il 6 Novembre.

Decenni di storia indicano che è sempre bene guardare con  grande attenzione alle dinamiche politiche di questo Stato, dal quale sono uscite importanti personalità in grado di influenzare la politica dell’intero Paese. 

Le primarie del Partito Democratico

Lo scorso Giovedì 13 Settembre si è svolta la seconda tornata delle primarie del Partito Democratico nello Stato di New York, dato che si tratta dell’unico Stato che sta tenendo primarie separate per quanto riguarda il livello statale e federale, in vista dell’appuntamento di Novembre.

Le prime, quelle riguardanti le elezioni a livello federale, si sono svolte il 26 Giugno, mentre ad essere selezionati questa volta sono stati i candidati democratici che concorreranno per le cariche interne allo Stato di New York. 

Ad essere centrale è stata la sfida per il ruolo di governatore di Stato che si è rivelata piuttosto intrigante: a tentare, senza successo, di mettere fuori gioco l’attuale governatore Andrew Mark Cuomo, in corsa per il terzo mandato, si è presentata Cynthia Nixon, che ha giocato la carta della sua popolarità, guadagnata come protagonista della serie americana Sex and the City, e il suo impegno come attivista per attirare l’attenzione dei media.

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Ma con il 65,6% di voti, i cittadini hanno confermato la loro fiducia nell’uomo che li governa ormai da otto anni. Sebbene sempre molto sicuro di sé, Cuomo ha investito nella campagna elettorale qualcosa come 12 milioni di dollari, forse preoccupato per i successi ottenuti da candidati più progressisti nelle primarie di Giugno. 

Cuomo figlio di Cuomo: la politica di padre in figlio

Se Andrew Mark Cuomo dovesse sconfiggere i suoi avversari e vincere le elezioni di Novembre, diventerà governatore dello Stato di New York per la terza volta consecutiva, proprio come suo padre Mario Cuomo, che fu governatore newyorkese dal 1983 al 1994.

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Cuomo ha fortemente sottolineato la sua ampia esperienza e quanto questa sia importante per essere governatore, in un momento storico in cui la principale lotta politica si presenta quella dell’opposizione al Presidente Trump, minaccia di tutti i valori e i diritti della comunità di New York. Tuttavia, pur mostrandosi come l’uomo che fermerà Trump e che bloccherà le sue politiche, ha negato di voler concorrere per la Casa Bianca nel 2020, interrompendo a metà il suo mandato.

Sebbene non faccia parte dell’ala più  progressista del partito, Cuomo ha potuto rivendicare alcuni importanti successi ottenuti nel corso dei suoi mandati: le misure per il controllo delle armi, la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso possibile dal 2011 a seguito dell’approvazione del Marriage Equality Act, e l’aver portato il salario minimo a 15 dollari.

La figura di Cuomo è espressione anche di quel connubio mitologico della vita politica americana in cui gli affari sentimentali si incrociano con le aspirazioni professionali e politiche. Nel 1990 ha, infatti, sposato Kerry Kennedy, figlia di Robert Francis Kennedy, da cui ha divorziato nel 2005.

Andrew Cuomo ha origini italiane sia da parte di madre che da parte di padre. Eppure l’intera famiglia, come in ogni grande famiglia di discendenze politiche americane che si rispetti, è stata coinvolta dall’impegno politico. È un’idea attribuibile alla madre Matilda quella del Mentoring USA, un progetto che si propone di arginare l’abbandono scolastico fin dal 1986.

Progressisti e conservatori: le due facce dei Democratici a New York 

Nel caso della sfida tra Cuomo e la Nixon, la fiducia e l’affetto per il primo, ha arginato l’ondata progressista alla Bernie Sanders in cui la Nixon ben si inseriva. Appoggiata dal Working Families Party, ha creduto fino alla fine di poter replicare l’incredibile successo ottenuto a Giugno da Alexandria Ocasio-Cortez.

La ventottenne socialista latino-americana ha, infatti, sconfitto l’imponente figura di Joseph Crowly, affermandosi come candidata democratica al Congresso per il 14esimo distretto di New York, in quella che è stata definita dal Time “the biggest upset of the 2018 elections so far”.

Figure e personalità che mostrano un altro volto del Partito Democratico, una svolta in senso progressista e anti-establishment e che hanno posto al centro delle loro campagne elettorali il raggiungimento di una uguaglianza sociale che sia davvero reale. Hanno parlato dei finanziamenti alle scuole pubbliche, di trasporti, difeso i diritti dei lavoratori dello stato di New York, contrapponendosi a candidati esponenti dell’establishment ed amici di Wall Street.

Ma i cittadini di New York hanno sempre dimostrato di preferire dei personaggi in vista, soprattutto proprio per il ruolo di governatore. Che fossero Democratici o Repubblicani, si è sempre trattato di uomini ricchi in grado di fare campagne elettorale da milioni di dollari.

La rivalità giocata a New York è stata finora interna tra questa due diverse anime e correnti del Partito. A Novembre i candidati sfideranno gli avversari degli altri partiti, ma almeno per quanto riguarda la carica di governatore la conferma di Cuomo risulta essere molto probabile.

Non solo il ruolo di governatore…

In questa tornata elettorale di primarie non si è votato solamente per il ruolo di governatore. Ad essere in ballo c’è il posto di attorney general, vale a dire un funzionario di stato presente nei sistemi di common law, che ha come compito principale quello di consulenza giuridica del governo. A concorrere per questa posizione erano ben quattro democratici, e ad avere la meglio è stata Letitia James con il 40,6% di voti.

Per il ruolo di lieutenant governor ha vinto le primarie Kathy Hochul, che attualmente occupa questa posizione,  e si è affermata con il 53,3%. Le primarie riguardavano anche i candidati democratici per le elezioni che porteranno all’assegnazione di 63 seggi nel Senato di Stato (tradizionalmente a maggioranza Repubblicana) e di tutti i 150 seggi nell’Assemblea di Stato (tradizionalmente controllato dai Democratici).

Per quanto riguarda, in particolare, la città di New York, si è votato anche anche per i giudici della Civil Court.

Fonti e Approfondimenti 

https://www.nytimes.com/interactive/2018/09/13/us/elections/results-new-york-primary-elections.html

https://www.andrewcuomo.com

http://time.com/5322905/joe-crowley-alexandria-ocasio-cortez/

https://www.elections.ny.gov

https://edition.cnn.com/politics/live-news/new-york-primary-election/index.html

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