Il valore dell’informazione

Finanziamento pubblico, soldi privati, pubblicità selvaggia, paywall. Il dibattito attorno alla sostenibilità dei giornali è sempre molto vivo, in Italia come all’estero. Per le tante persone che vedono nell’editore privato il male, ce ne sono altrettante convinte della necessità di eliminare i finanziamenti pubblici. Le prime sono sicure che chi investe in un giornale voglia fare i propri interessi. Le seconde pensano che i soldi pubblici debbano essere destinati a cose ben più importanti, per sintetizzare. Che la si pensi in un modo o nell’altro, ciclicamente il tema torna a interessare l’opinione pubblica.

Da aspiranti giornalisti e giornaliste, anche noi della redazione de Lo Spiegone ci siamo spesso interrogati sull’argomento, cercando di trovare un equilibrio per la nostra ricetta di sostenibilità. In un primo momento la discussione è stata piuttosto semplice: non avevamo spese, o comunque ne avevamo molto poche, e ci arrangiavamo come potevamo. L’autofinanziamento è stato – e in larghissima parte è tuttora – la nostra unica modalità per sostenerci. Crescendo, dopo quasi cinque anni dalla nostra fondazione, il principio che ci ha spinto a scegliere questa strada rimane saldo.

Se avessimo raccontato in uno dei tanti corsi di giornalismo che questa era la nostra strategia per (r)esistere, ci avrebbero preso per ingenui sognatori. Quello che ti insegnano infatti è semplice: i ricavi, per un giornale, provengono dalle pubblicità e dalle copie vendute. Non ci sono molte alternative.

A noi però questa cosa non ha mai convinto. Chi segue Lo Spiegone si sarà accorto che il nostro giornale non funziona così. Tra le cose che ci hanno spinto a iniziare il progetto, oltre alla volontà di proporre un’informazione diversa, c’è sempre stata la ferma convinzione che il sapere dovesse essere libero. Dai libri di scuola a quelli universitari, dai quotidiani alle riviste di settore, tutto è sempre stato difficilmente accessibile, a volte impossibile, per chi non aveva i mezzi economici per poterselo permettere. Per noi, più fortunati e fortunate di tante e tanti altri, era e resta impensabile concepire una realtà siffatta. Per questo motivo i nostri contenuti sono tutti accessibili gratuitamente.

Nonostante ciò, siamo allo stesso tempo convinti che il giornalismo sia sì una vocazione, ma anche un lavoro – e tra i più importanti per il benessere di una democrazia. Un giornale libero da condizionamenti esterni è un giornale migliore, non corruttibile o strumentalizzabile. Siamo convinti che il giornalismo vada retribuito e siamo totalmente contrari alle condizioni economiche e lavorative che tante e tanti di noi sono costretti ad accettare. Essere giornalisti freelance in Italia è difficile, quasi impossibile.

Nel 2016 i dati dell’INPGI (Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani), riportavano che lo stipendio medio lordo dichiarato da un giornalista autonomo – i cosiddetti freelance – era di 13.918 euro. Se si tiene in considerazione che circa 2/3 dei giornalisti in Italia sono freelance, ci si rende conto che la situazione del giornalismo nel nostro Paese è quanto mai complicata.

Un pezzo deve essere retribuito e deve essere anche retribuito bene, altrimenti si rischia di produrre tanti contenuti di scarsa qualità per arrivare a uno stipendio dignitoso – spesso un giornalista autonomo è pagato ad articolo o a parole scritte. Il rischio, inoltre, è quello di creare un mercato in cui l’offerta più bassa avrà sempre e comunque una domanda. Se ci sono persone disponibili a lavorare per meno, sarò costretto ad abbassare anche io l’asticella delle aspettative economiche.

La scelta di collaborare con Lo Spiegone, per ognuna e ognuno di noi, è legata a una condivisione di prospettive e valori, ma ciò non rende accettabile l’impossibilità di retribuire le persone che lavorano con noi. Come se non bastasse, le spese da affrontare per continuare a fare ciò che voi lettori e lettrici apprezzate sono moltissime: più si cresce, più queste aumentano (pensate solo a quanto può costare l’abbonamento a un archivio fotografico). Senza considerare tutte le novità, i miglioramenti, gli eventi che avremmo voglia di condividere con voi, ma per i quali i costi di accesso sono proibitivi.

Queste difficoltà ci hanno costretto a prendere in considerazione tutte le opzioni possibili per poter portare avanti questo progetto. Qualche offerta di interessamento c’è stata, proposte di pubblicità da mettere sul nostro sito anche, ma la convinzione di voler continuare sul percorso tracciato non è vacillata.

Quella che abbiamo creato nel corso del tempo è una proposta di comunità, molto più di una semplice redazione. Il nostro rapporto non si conclude nel momento della stesura di un articolo, ma va ben oltre. Ci si confronta su temi etici, politici o di qualsiasi altro genere. Viene superato il concetto di colleghi e colleghe di lavoro, si diventa parte di un insieme coeso che non dimentica le individualità.

Si condivide l’idea che il giornalismo non sia un lavoro da svolgere singolarmente – come erroneamente ci hanno fatto credere -, che il confronto e un approccio di gruppo possa migliorare il prodotto finale. Lo Spiegone è un posto dove poter crescere, proporre e creare senza il giudizio degli altri. Un posto in cui alcuni valori sono inevitabilmente condivisi, come il diritto di accesso all’informazione. 

Siamo – e saremo sempre – convinte e convinti della bontà della nostra scelta: l’informazione deve essere libera. Vogliamo continuare a fare il nostro lavoro, sempre meglio, lasciando i contenuti liberi e senza pubblicità. Ma per farlo abbiamo bisogno di voi. Lo Spiegone è un progetto fatto materialmente dalle oltre 70 persone che ci lavorano a vario titolo, ma questo progetto è soprattutto vostro: Lo Spiegone è una comunità dove ci siete dentro tutte e tutti voi che, seguendoci, dimostrate un attaccamento incredibile al nostro lavoro. Se sentite che questo progetto è anche vostro, che la nostra informazione è anche la vostra, quello che vi chiediamo è di sostenerci, (auto)finanziandoci. Lo Spiegone non cambierà, a costo di confermare le opinioni di chi ci vede come ingenui sognatori. Il principio è semplice: chi può contribuire di più, metta di più, chi può contribuire di meno, metta di meno. Chi non può (o non vuole) contribuire per nulla, non metta nulla. 

Per tutte e tutti, in ogni caso, Lo Spiegone rimarrà sempre libero, accessibile e gratuito. 

Be the first to comment on "Il valore dell’informazione"

Rispondi

Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: