Praxis: Le lungimiranti politiche ambientali della Costa Rica

Copertina a cura di @side_book

La Costa Rica è un hotspot (punto caldo) globale della biodiversità, dove si stima che si trovi il 6% di tutte le specie conosciute dall’uomo. A differenza di altri Paesi del Sud e del Centro America, dove l’alto tasso di disboscamento sta mettendo a rischio la salvaguardia di complessi ecosistemi naturali, la Costa Rica è riuscita a invertire il trend con una serie di politiche lungimiranti. A partire dagli anni Novanta, il governo ha sperimentato dei meccanismi di finanziamento che hanno contribuito a proteggere le foreste, preservando gli habitat naturali di circa 500.000 specie.

Deforestazione tropicale

Attualmente, la deforestazione è uno dei più importanti problemi ambientali. La perdita di foreste ha un profondo impatto sulla salute del pianeta, con effetti drammatici legati al clima (aumento dei gas serra nell’atmosfera, fenomeni di desertificazione, erosione del suolo, inondazioni) e sulla biodiversità.

Secondo le stime dell’ONU, le foreste stanno scomparendo a un ritmo vertiginoso. Questo è vero soprattutto per le foreste tropicali, come la foresta amazzonica, il bacino del Congo e le foreste pluviali del sud-est asiatico. Sebbene coprano solo un decimo della terraferma, queste foreste ospitano circa la metà di tutte le specie viventi ed emettono un terzo dell’ossigeno del pianeta. 

Quando si cominciò a disboscare il territorio della Costa Rica, negli anni Quaranta, il 75% del Paese era ricoperto da foreste pluviali. Tra gli anni Settanta e Ottanta, la Costa Rica registrò uno dei più alti tassi di deforestazione al mondo e le aree boschive si ridussero a poco più del 20%. L’abbattimento delle foreste fu causato dalla crescente pressione demografica e dall’espansione dei territori dedicati all’allevamento del bestiame – tuttora uno dei principali driver della deforestazione a livello globale. Dal 1979, il Paese ha però cominciato a tutelare le proprie aree boschive, con l’approvazione della prima legge forestale. 

Pagamento per i servizi ecosistemici

Negli anni Novanta è stato istituito un programma di pagamento per i servizi ecosistemici (Pagos por servicios ambientales, PSA). Questo pionieristico programma ha avuto successo nel promuovere la conservazione delle foreste e della biodiversità, rendendo la Costa Rica l’unico Paese tropicale ad aver invertito il fenomeno della deforestazione.

Il programma prevede una serie di incentivi economici per gli agricoltori che si impegnano a fornire dei “servizi ambientali” e stabilisce quattro obiettivi: lo stoccaggio di carbonio, la protezione dei bacini idrografici, la protezione della biodiversità e la preservazione della bellezza paesaggistica. Di fatto, per coloro che aderiscono al programma, questi obiettivi si concretizzano nella protezione degli appezzamenti boschivi della Costa Rica.

Dal 1997, la Costa Rica ha investito 14 milioni di dollari in PSA e il programma ha riguardato quasi un milione di ettari di foresta. Il programma è stato riconosciuto a livello internazionale come uno dei più efficienti e ingegnosi piani di protezione ambientale: la copertura forestale è tornata a un livello superiore al 50% della superficie del Paese, quando negli anni Ottanta era solo al 20%. Le aree protette sono ora oltre 160 e coprono circa un quinto del territorio nazionale. 

Le attività di PSA sono finanziate dallo Stato, che si avvale di diversi strumenti. Da un lato, il PSA è stato inizialmente finanziato con una tassa sul carburante stabilita dalla legge forestale 7575, che ha istituito il Fondo nazionale per il finanziamento forestale (Fondo Nacional de Financiamento Forestal), FONAFIFO. Dall’altro, la Costa Rica si è avvalsa anche della cooperazione internazionale, data l’importanza del suo territorio per la biodiversità globale. Il PSA è cofinanziato dalla Banca Mondiale e dal Global Environment Facility (GEF) con il progetto Ecomarkets (Ecomercati).

Grandi risultati, non solo in campo ambientale

Recentemente, FONAFIFO ha creato il Fondo sostenibile per la biodiversità (FBS) progettato per indirizzare i programmi PSA ai proprietari di piccoli appezzamenti di terra, comunità indigene e comunità con bassi tassi di sviluppo. Infatti, un altro punto a favore di questo programma è proprio l’aver coinvolto le minoranze. Secondo l’ONU, la partecipazione al programma sia di comunità indigene, sia di donne, è aumentata esponenzialmente negli ultimi venti anni. 

Inoltre, sembra che l’adozione del programma PSA abbia aiutato a regolarizzare gradualmente la proprietà immobiliare tra proprietari terrieri e abbia incoraggiato la conformità agli obblighi di sicurezza per i dipendenti delle aziende agricole.  L’ottemperanza a questi obblighi è un requisito fondamentale per ricevere gli incentivi economici.

Il programma PSA della Costa Rica è riuscito a combinare politiche governative, cooperazione internazionale e incentivi economici per raggiungere un risultato unico in termini di protezione ambientale e sviluppo sostenibile. Gli ambientalisti, indipendentemente dalla loro appartenenza ideologica, sono d’accordo sul considerare il PSA come un esempio di buona pratica. Programmi simili, che combinano la realizzazione di obiettivi legati alla protezione ambientale con redistribuzione di ricchezza e inclusione delle minoranze,  vengono ora implementati in diversi Paesi e si estendono ad altre problematiche ambientali, come la protezione di aree marine.

 

Fonti e approfondimenti

Biodiversity Finance (BIOFIN), Costa Rica.

International Institute for Environment and Development (IIED), Markets and payments for environmental services.

FAO, State of the World’s Forests 2020 (fao.org), 2020.

OECD, Marine Protected Areas: Economics, Management and Effective Policy Mixes, p. 125, 2017.

OECD, Cost-effective targeting of payments for ecosystem services, 2010.

 

Editing a cura di Cecilia Coletti

Copertina di Simone D’Ercole

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