Cos’è e di cosa si occupa lo United States Marshals Service

USMS
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Diventato leggendario durante il periodo storico conosciuto in patria prima, internazionalmente poi, come il Selvaggio west, lo United States Marshals Service (USMS) è il corpo di polizia federale più antico degli Stati Uniti. Esso fu costituito nel 1789 da George Washington, in occasione della seduta iniziale del primo congresso della storia statunitense, e pensato come un vero e proprio braccio armato del potere giudiziario nella neonata repubblica, con il compito di proteggere i giudici, gli imputati e tutti i partecipanti dei processi e di vigilare sulla corretta esecuzione delle udienze. Nel corso del tempo, lo USMS ha assunto poteri e funzioni sempre maggiori, fino a diventare ciò che è oggi: un’agenzia governativa diffusa capillarmente sul territorio e coinvolta nella grande maggioranza delle operazioni di polizia eseguite dentro e fuori i confini degli USA.

La nascita di un mito

Secondo una celebre tesi avanzata dagli storici per la prima volta più di un secolo fa, l’espansione verso Ovest fu il catalizzatore che trasformò gli abitanti delle ex-colonie – emigrati ancora molto europei per mentalità, usi e costumi – negli americans moderni. Ma il XIX secolo non cambiò soltanto le persone, bensì anche alcune delle istituzioni della repubblica giunte fino ai giorni nostri, e il corpo dei marshals non fa eccezione.

Nel secolo del Far west lo USMS fu, per lo Stato, una potente arma contro il crimine dilagante nei territori disabitati dell’Ovest, dove l’elusione della legge era frequente e la sorveglianza difficoltosa. Qui i marshals si resero protagonisti di numerose operazioni volte alla cattura o all’uccisione dei fuorilegge: i cosiddetti desperados.

Con la promulgazione, nel 1850, del Fugitive Slave Act, legge volta ad appianare le tensioni sempre più accese tra gli Stati del Nord e quelli del Sud, vissero una breve parentesi da cacciatori di schiavi fuggiti. In seguito alla guerra civile (1861-1864) però, nell’era della Ricostruzione, il corpo di polizia assunse poi un nuovo compito: presidiare i seggi elettorali nel Sud, sconfitto e conquistato dall’esercito confederato, perché fosse rispettata la legge che, grazie agli emendamenti XIV e XV, aveva esteso il diritto di voto anche agli afroamericani.

Il Novecento vide il corpo dei marshals coinvolto principalmente in attività di intelligence e operazioni legate alla Guerra Fredda, ma è ricordato anche per un nuovo impegno nel Sud degli Stati Uniti, dove dispose la protezione di diversi studenti universitari e molti bambini afroamericani, la cui incolumità era minacciata per via delle nuove tensioni razziali che segnarono la lotta per i diritti civili degli anni Sessanta. Fra questi si ricorda il caso di James Meredith, il primo afroamericano ammesso all’Università del Mississippi, tenuto sotto scorta dallo USMS per più di un anno dopo la sua iscrizione.

Una struttura solida e ramificata

Oggi il corpo dei marshals è una struttura solida e ramificata alle dirette dipendenze del Dipartimento di giustizia e del procuratore generale degli Stati Uniti, dotato di numerosi compiti e funzioni specifiche. Esso è in grado di compierli agilmente e con discreta efficienza grazie alla presenza diffusa sul territorio, avendo sede in ciascuno dei 94 distretti giudiziali del Paese.

Tra le funzioni più importanti ci sono il trasporto dei prigionieri e la copertura delle spese per la loro detenzione e la loro salute, l’assegnazione delle multe e il recupero, la gestione e la disposizione dei beni e del denaro sottratto indebitamente in seguito ad attività criminose, e il programma per la protezione dei testimoni.

Quest’ultimo è forse quello per cui lo USMS è più conosciuto attualmente. Si tratta di una serie di operazioni volte ad assicurare l’incolumità degli uomini e delle donne che accettano di testimoniare ai processi e, occasionalmente, della loro famiglia. Ciò si traduce non soltanto nella scorta armata per i testimoni, ma anche nell’approntamento di tutte le spese necessarie al cambio di identità dei testimoni, comprese quelle per dare loro una nuova casa, un nuovo lavoro, una vita del tutto diversa dalla precedente.

Competenza dei marshals è anche il trasporto dei prigionieri. Esso può avvenire via terra o per via aerea e si stima che nel solo 2020 abbia movimentato ogni giorno circa 600 detenuti, con un numero di viaggi totali non inferiore a 150.000. Il trasporto di un prigioniero può avvenire tra due diversi luoghi di detenzione per un trasferimento, ma anche per permettere a un detenuto di recarsi in aula per un processo o svolgere un colloquio predibattimentale con il prosecutor, oppure ancora per visite e accertamenti medici. Oggi il Justice Prisoner and Alien Transportation System (JPATS) è il più vasto programma di trasporto per detenuti degli USA.

Prospettiva dell’agenzia più antica

L’arresto dei fuggitivi è un’altra delle attività principali dello USMS che, con una media di 310 catture al giorno, ha consegnato alla giustizia oltre 77.000 persone nell’anno passato. Tutto ciò non sarebbe però possibile senza l’ampia flotta di aeroplani leggeri a loro disposizione, dotati di un sistema di tracciamento che, simulando il segnale di un ripetitore telefonico, permette ai marshals di risalire al codice identificativo dei dispositivi mobili presenti nel fazzoletto di terra che sorvolano, individuando così i ricercati. Proprio questo sistema è stato però recentemente criticato dopo la scoperta di alcuni dettagli inquietanti da parte di un gruppo di giornalisti, in seguito all’arresto di uno degli uomini di punta del cartello di Sinaloa in Messico, nel 2017. Secondo alcuni infatti i dispositivi di tracciamento installati sugli aeroplani dello USMS non sarebbero capaci di isolare i codici identificativi dei soli criminali o dei sospettati, ma agirebbero su qualsiasi telefono cellulare nel loro raggio d’azione, alimentando il sospetto secondo cui, dalla costituzione della suddetta flotta aerea (intorno al 2007), i marshals avrebbero attuato una vera e propria sorveglianza di massa sui cittadini statunitensi.

Ma le voci critiche non si sono fermate qui. Dopo i fatti avvenuti al Campidoglio il 6 gennaio di quest’anno, in molti fra gli osservatori – sia nazionali sia stranieri – si sono domandati quali fossero i motivi dietro la risposta tardiva delle autorità, incluso il corpo dei marshals, giunti sul posto con un ritardo giudicato inaccettabile insieme ad altri agenti di polizia come quelli di FBI e ATF. Oltre a tutti i compiti sopracitati lo USMS riserva infatti un distaccamento dedicato specificamente al mantenimento dell’ordine, il quale dovrebbe essere in grado di fare fronte a qualsiasi evento che metta in pericolo l’incolumità della popolazione.

Se tutto ciò porterà a una riforma strutturale dell’intero reparto è presto per dirlo, ma rimane interessante domandarsi se e come, con la richiesta sempre più forte da parte di porzioni sempre maggiori della cittadinanza USA di ripensare il ruolo delle forze dell’ordine all’interno della società, anche il corpo di polizia federale più antico degli Stati Uniti ne risentirebbe.

 

Fonti e approfondimenti

Aldhous, Peter and Zabludovsky, Karla, US Federal Agents Flew A Secret Spy Plane To Hunt Drug Cartel Leaders In Mexico, BuzzFeed News, 03/08/2017.

Falcon, Gabriel,  Inside the witness protection program, CNN, 16/02/2013.

Macias, Amanda and Mangan, Dan, U.S. Capitol secured hours after pro-Trump rioters invade Congress, CNBC, 06/01/2021.

Sito web ufficiale: https://www.usmarshals.gov/.

 

Editing a cura di Cecilia Coletti

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Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
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