I giardini tascabili di Atene

Copertina a cura di @side_book

Ad Atene stanno prendendo piede i parchi “tascabili”, utili a mitigare i cambiamenti climatici e a migliorare la salute dei residenti. Nato come fenomeno spontaneo, la costruzione di queste piccole aree verdi è stata inserita dall’amministrazione comunale tra i progetti chiave per lo sviluppo della città nei prossimi decenni. 

Temperature estreme, edilizia e crisi economica

Atene è una delle città europee dove in estate si registrano abitualmente 40 gradi, con picchi fino a quasi 50. Sono sempre più frequenti le ondate di calore e la siccità, e si prevede che nel giro di qualche decade possa divenire sostanzialmente invivibile per alcuni mesi all’anno, dato che risentirà drammaticamente dei cambiamenti climatici

La città soffre il caldo estremo anche perché ai cambiamenti climatici si uniscono difetti strutturali, che sono diretta conseguenza della corsa all’edilizia iniziata negli anni Cinquanta, dovuta all’emigrazione interna verso la capitale. La rapida e sregolata cementificazione della città, a cui si accompagnano oggi traffico e inquinamento, peggiora il problema delle alte temperature, aumentando di diversi gradi la temperatura media estiva.

L’amministrazione si trova poi davanti alla difficile scelta di cosa fare di diverse aree dismesse e inutilizzate. Da un lato, infatti, Atene è densamente popolata, (ospita tre milioni e mezzo di abitanti), ma dall’altro abbondano gli spazi non utilizzati. In seguito alla crisi economica, parcheggi, negozi e centri commerciali sono rimasti vuoti e dismessi, sia in periferia sia in pieno centro. 

Una delle soluzioni ai molteplici problemi della città sembra possa essere offerta dalla creazione di sempre più piccoli spazi verdi. 

Conversione di spazi urbani

I parchi tascabili si sviluppano su lotti isolati, piccoli, irregolari e possibilmente danneggiati. Spesso, poiché questi lotti potrebbero non essere utilizzati per fini commerciali, il terreno su cui sono situati è relativamente economico da acquisire e trasformare in uno spazio verde. Ad Atene, proprio a causa della crisi economica e della passata “corsa al cemento” non mancano gli spazi che potrebbero venire così riconvertiti.

La conversione di spazi urbani in parchi non è infatti del tutto una novità per la città, e uno dei più famosi esempi del fenomeno è il parco Navarinou. Nel 2008, i residenti del quartiere di Exarcheia (uno dei quartieri centrali, famoso per i suoi collettivi sociali) hanno riconvertito un isolato in uno spazio verde auto-organizzato. Quando il contratto di locazione di un grosso parcheggio è scaduto e non è stato rinnovato a causa della crisi, è emersa l’idea di riqualificare la zona, rendendola uno spazio verde per la comunità locale. I residenti hanno quindi organizzato un evento in cui, in modo spontaneo, si è rotto l’asfalto, portato terra e piantato fiori e alberi, dando vita al parco.

Ora, l’amministrazione del sindaco Bakoyannis sembra prendere d’esempio quello fatto a Exarcheia e sta finanziando la creazione di nuovi parchi tascabili. Il progetto pilota prevede la creazione di dieci nuovi parchi, nelle località di Kypseli, Kolonos e Pagrati.

I nuovi progetti sostenibili

Ciò che contraddistingue i nuovi parchi di Atene è che siano stati realizzati secondo stringenti standard di sostenibilità ambientale. I materiali da costruzione utilizzati sono stati reperiti localmente; il calcestruzzo utilizzato per costruire il perimetro del terreno e dei  marciapiedi è ecologico, mentre legno riciclato è stato utilizzato per costruire panchine e recinzioni. Inoltre, i giardini sono illuminati da impianti fotovoltaici autonomi all’avanguardia, tra cui un pannello digitale con informazioni su temperatura, umidità e altri fattori ambientali.

I parchi vogliono essere un simbolo di una nuova consapevolezza e una maggiore attenzione per le tematiche ambientali. Un moderno sistema di irrigazione sotterraneo viene utilizzato per innaffiare l’intera vegetazione, composta da piante autoctone e sempreverdi. Accanto a ogni pianta sono stati installati cartelli che forniscono informazioni sulla vegetazione e sul paesaggio tipico del Paese, e sono state montate delle strutture utili alla nidificazione di insetti pollinatori.

La cittadinanza sembra aver reagito molto positivamente alla creazione dei nuovi spazi verdi e l’amministrazione spera di finanziarne di nuovi. La creazione di queste piccole zone verdi è strumento utile alla mitigazione dei cambiamenti climatici e migliora la qualità di vita dei cittadini. In particolare, questo progetto sembra rappresentare una soluzione calzante per numerosi problemi della capitale greca, la cui architettura deve essere, almeno in parte, ripensata. Similmente, l’idea di creare piccoli parchi diffusi è ora entrata nelle agende di altre grandi città europee, tra cui per esempio Parigi, che vuole divenire una nuova capitale verde. Ci si aspetta che la creazione di nuovi spazi verdi diffusi sarà parte integrante del futuro delle città.

 

Fonti e approfondimenti

Smith, H. ‘The next decade will be all about heat’: can Athens head off climate crisis? | Greece | The Guardian 01/05/2021.

Self-organized Park Navarinou and Zoodochou Pigis str., Greece | EJAtlas

Gibbens, S. How parks help cities adapt to climate change (nationalgeographic.com) 21/05/2019.

Praveena B. K., Sreetheran M. Factors contributing to the usage of pocket parks―A review of the evidence – ScienceDirect Urban Forestry & Urban Greening

Volume 58, March 2021, 126985.

 

Editing a cura di Elena Noventa

Copertina a cura di Simone D’Ercole

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