Netanyahu e le accuse di corruzione: la risposta è nel caos

Lo scorso 21 giugno Sarah Netanyahu, la moglie del leader israeliano, è stata accusata di frode per aver utilizzato circa $100,000 di fondi pubblici tra il 2010 e il 2013 per acquistare piatti gourmet. La notizia è apparsa sulle prime pagine dei quotidiani israeliani come l’ennesima puntata del romanzo criminale a base di illeciti e…

Lunga vita ad Erdogan: l’opposizione aveva davvero una chance?

La Turchia è sempre stata in qualche modo al crocevia tra democrazia ed autoritarismo, e le ultime elezioni hanno confermato questa natura ibrida. Nonostante la crescente repressione delle libertà individuali, gli arresti politici e il graduale accentramento del potere nelle mani del Presidente, l’affluenza alle urne è stata dell’87%: le elezioni si sono svolte per…

La corsa di Erdogan alle urne

Con le elezioni del prossimo 24 giugno in Turchia si deciderà il destino politico del Paese all’indomani delle profonde riforme costituzionali approvate con il referendum dello scorso anno. I cittadini turchi saranno infatti chiamati ad eleggere sia il Parlamento che il Presidente e l’inizio della prossima legislatura assegnerà, a meno di una vittoria dell’opposizione, nuovi…

Vento di protesta in Giordania

La Giordania ha vissuto una settimana di intense proteste che hanno portato alla caduta del governo in carica e hanno riaperto il dibattito pubblico sul rapporto tra governo e cittadini. Sebbene l’ondata di malcontento sia scaturita dalla proposta di una riforma fiscale che, stando alle critiche, avrebbe contribuito a peggiorare le condizioni di vita nel…

Elezioni in Iraq: vittoria shock di Al-Sadr

I risultati preliminari delle elezioni parlamentari di sabato hanno sconcertato quanti pensavano che le urne avrebbero lasciato lo status quo inalterato e favorito l’attuale PM, Haider al- Abadi. Con circa 90% dei voti contati, la coalizione al-Sa’iroun capeggiata dal clerico sciita Moqtada al- Sadr sarebbe arrivata prima in almeno 6 delle 18 province irachene, tra…

L’Iraq alle urne dopo l’ISIS: un Paese frammentato

Mentre in Libano si chiudono le urne, in Iraq si consumano gli ultimi giorni di campagna elettorale in vista delle parlamentari del 12 maggio. Con circa 7000 candidati e 27 coalizioni, questa tornata elettorale rispecchia le profonde spaccature che dividono il Paese. All’indomani della sconfitta dell’Isis, gli imperativi che attendono la prossima classe dirigente sono…

Presidenziali in Egitto: Al-Sisi verso il II mandato

Al – Sisi ha vinto le elezioni che si sono tenute tra il 26 e il 28 marzo in Egitto. Nessun colpo di scena: l’ex colonnello egiziano si è aggiudicato il secondo mandato con una maggioranza schiacciante, come già accaduto nel 2014.  E, tuttavia, queste elezioni più che confermare la stabilità del regime, sembrano evidenziarne…

Lavoro, libertà, dignità: la Tunisia torna in piazza

Nel 2011, dalla Tunisia partì un domino di proteste ribattezzate poi dai media “Primavere arabe”. Da quel momento il Paese è stato in grado di avviare un processo di apertura politica e istituzionale in cui la società civile ha rivestito un ruolo chiave. Tuttavia il mese scorso, proprio nell’anniversario degli eventi del 2011, una serie…

Islam Insight: Shari’a e diritto islamico

Nel primo articolo di Islam Insight sulla Fratellanza Musulmana abbiamo notato come il fine ultimo dei movimenti freristi sia quello di costituire uno Stato islamico regolato dalla Shari’a. Ma cosa è la Shari’a e come si compone? Perchè il diritto islamico è diverso da quello occidentale? Come si è evoluto il rapporto tra legge islamica…

Islam Insight: I Fratelli Musulmani

Islam Insight Mentre il termine “Islam” denota, in maniera ampia, gli aspetti religiosi, culturali, sociali e storici della religione islamica dal VII secolo ad oggi, la parola “Islamismo” o “Islam politico”, si riferisce ad una corrente riformatrice, emersa a partire dall’800, che ha come obiettivo la costituzione di un sistema islamico (nizam islami) a fondamento…

Il ritrovato ruolo della Russia in Medio Oriente

Durante la presidenza Yeltsin, tra l’espansionismo della NATO nell’Europa Orientale e il disastroso stato delle finanze di Stato, la neonata Russia è rimasta ai margini della scena mediorientale. Tuttavia l’elezione di Putin nel 2000 ha segnato un rinnovato attivismo nella regione, culminato con l’intervento in Siria del 2015. Vediamo dunque quali sono gli attori coinvolti…