La Corte Penale Internazionale e il caso Sudafricano

Il Sudafrica ha annunciato, con un documento firmato il 19 Ottobre dal Ministro delle Relazioni Internazionali, la sua intenzione di ritirarsi dall’ICC, l’International Criminal Court. A questo si vanno ad accompagnare le intenzioni sia del Burundi che del Gambia di procedere nella stessa direzione.

L’accusa mossa dal Paese africano riguarda l’impossibilità di adeguarsi ad alcune obbligazioni della corte ritenute in contrasto con le leggi nazionali. In particolare il caso a cui ci si riferisce è quello del presidente del Sudan Omar al-Bashir accusato di genocidio e crimini contro l’umanità, ma, nonostante ciò, non arrestato dalle autorità sudafricane quando, nel 2015, si trovava sul loro territorio nazionale.

Secondo le regole dell’ICC, accettate dallo Stato nella ratifica dello Statuto di Roma, ogni nazione membro all’accordo ha il dovere di collaborare affinché vengano arrestati i criminali accusati dei peggiori crimini, qualora essi agiscano o si trovino sul proprio territorio. Nessun tipo di immunità può essere concessa a questi individui che devono, in qualsiasi caso, venire processati.

Su questo ultimo punto ha spinto quindi il governo sud-africano affermando che la regola in questione è apertamente in conflitto con le proprie leggi nazionali ,che garantiscono l’immunità diplomatica, ed accusando l’ICC di aver preso ingiustamente di mira il governo del Paese dopo la decisione di non arrestare il presidente al-Bashir.

Il pericolo che la Corte Internazionale si trova ad affrontare in questi giorni riguarda quindi la possibilità che questa decisione possa influenzare altri paesi dell’area, portando alla perdita di una delle zone più importanti ed influenti, in quanto, solo in Africa, si contano circa 1/4 degli stati membri ed in cui, quindi, ricade la giurisdizione della corte stessa.

 

Ma cos’è la Corte Penale Internazionale e perché è così importante?

Il 17 Luglio 1998, una conferenza di 160 Stati adottò, attraverso lo Statuto di Roma, la giurisdizione della Corte Penale Internazionale (ICC), organo permanente che divenne una realtà effettiva solo il 1 luglio 2002, quando si raggiunsero le 60 ratifiche necessarie stabilite dallo statuto stesso.

L’ICC può essere definita come la prima corte permanente, internazionale ed autonoma creata per investigare, perseguire e processare gli individui accusati di aver commesso i crimini più atroci, in particolare si occupa del crimine di genocidio, di quelli contro l’umanità, dei crimini di guerra e, dal 1 gennaio 2017, si occuperà del crimine di aggressione.

L’esigenza di istituire un tribunale permanente si manifestò già nel 1948 quando venne adottata la Convenzione sulla prevenzione e punizione del crimine di genocidio. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconobbe infatti questa esigenza come la necessità di creare un organo che potesse occuparsi di tutte le questioni attinenti ai crimini più gravi, invece di dover ricorrere ogni volta alla creazione di tribunali ad hoc, come il caso di Norimberga, Tokyo, Yugoslavia e Rwanda.


Ad oggi gli stati membri dell’ICC sono più di 120, anche se la situazione che si sta venendo a creare in Sud Africa potrebbe portare ad un allargamento del malcontento nello stesso territorio africano, in cui si contano più di 30 paesi “parte” allo statuto.

Vediamo ora come è composta la corte, quali procedimenti vengono utilizzati per la risoluzione dei processi e quali crimini possono essere perseguiti.

Va innanzitutto sottolineato che la corte e le sue funzioni sono regolate dallo Statuto di Roma che stabilisce i crimini che si trovano sotto la sua giurisdizione, le regole per i procedimenti ed i meccanismi che devono seguire gli stati nella cooperazione con la corte stessa. Per quanto riguarda quest’ultimo punto va inoltre ricordato come essa non vada a sostituire i singoli tribunali nazionali ma operi, appunto, in cooperazione, con gli stati qualora non ci sia la volontà o la possibilità di perseguire una determinata persona. La giurisdizione della corte inoltre copre soltanto i territori degli stati parte allo statuto ed, eventualmente, gli stati che accettino la giurisdizione. Se il processo viene suggerito dal consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, organo con cui la corte ha stretto un’intesa nel 2004, la giurisdizione si può estendere anche alle nazioni parte dello stesso.

 

LA STRUTTURA

Lo statuto di Roma stabilì tre corpi separati:

  • L’Assemblea degli stati membri: si riunisce almeno una volta all’anno e svolge una funzione di controllo della corte, in particolare per quanto attiene l’elezione dei giudici, del procuratore ed approva inoltre il budget.
  • La Corte penale internazionale.
  • Il Fondo fiduciario per le vittime: provvede all’assistenza, al supporto e alle riparazioni per le vittime

In Particolare si decise di dividere la corte in quattro organi con diverse funzioni:

  • La Presidenza: consiste in tre giudici, un presidente e due vice, eletti con maggioranza assoluta dei 18 giudici della corte e possono rimanere in carica al massimo per tre anni. Ricade su questo organo la responsabilità per l’amministrazione della corte, fatta eccezione dell’ufficio del procuratore. Rappresenta inoltre la corte nel mondo e fornisce aiuto per l’organizzazione del lavoro dei giudici.
  • Le Camere: i 18 giudici sono divisi in tre camere, la Pre-Trial Chamber, la Trial Chamber e l’Appeals Chamber, che analizzeremo nella spiegazione del procedimento giudiziario.
  • L’ufficio del Procuratore: è un organo indipendente della corte, deve ricevere ed analizzare le informazioni circa situazioni che potrebbero ricadere nella giurisdizione dell’ICC e determinare se ci siano delle basi sufficienti per iniziare un’indagine e portare l’accusato davanti alla corte. E’ diviso in tre uffici: l’Investigation Division, la Prosecution Division e la Jurisdiction, Complementarity and Cooperation Division.
  • La Cancelleria: il suo compito è quello di aiutare la corte nello svolgimento di un processo giusto, imparziale e pubblico. Fornisce inoltre un supporto amministrativo alle camere ed al procuratore ed è responsabile per le informazioni pubbliche riguardo l’ICC.


I CRIMINI

La corte può occuparsi solamente di eventi che si sono svolti dopo la ratifica, nel 2002, dello Statuto di Roma, il che vuol dire che non può svolgere un’azione retroattiva che vada a punire crimini precedenti. Essa si può inoltre occupare solo degli stati che hanno ratificato lo statuto e solamente dal momento in cui è avvenuta questa ratifica, a meno che lo stato non accetti con una dichiarazione un effetto retroattivo.

Il processo può essere svolto solamente nei confronti di un individuo, maggiorenne, e non nei confronti di gruppi di persone e di Stati e rientrano nella categoria di crimini punibili:

  • Il Crimine di Genocidio: definito tramite la risoluzione delle Nazioni Unite del 1946, riguarda tutti quegli atti caratterizzati dall’intento specifico di distruggere in tutto o in parte un gruppo razziale, etnico, nazionale o religioso. Rientrano in questi atti sia l’assassinio, sia danni mentali e fisici gravi, sia infine il costringere un determinato gruppo a condizioni di vita che possano portare all’estinzione del gruppo stesso sia tutte quelle azioni per limitare le nascite all’interno di un determinato gruppo.
  • I Crimini Contro L’umanità: riguardano tutte quelle azioni contro la popolazione civile. Lo statuto di Roma elenca 15 forme principali tra cui uccisioni, rapimenti, prigionia, sparizioni forzate, schiavitù, tortura, apartheid e deportazione.
  • Crimini di Guerra: rientrano in questa categoria le violazioni gravi del  Convenzioni di Ginevra nel contesto dei conflitti armati per esempio per quanto attiene all’utilizzo di bambini soldato, le torture , attacchi ad ospedali, luoghi di culto, costruzioni con scopi umanitari.
  • Il Crimine di Aggressione: quest’ultima tipologia non è ancora perseguibile dalla corte in quanto la sua prima definizione, che va ad emendare lo Statuto di Roma, è stata data solo nel 2010, alla Conferenza sullo Statuto a Kampala, Uganda. Dovrà essere ratificato da almeno 30 stati e potrà entrare in vigore solo dal 2017. Si andranno così a punire tutti quegli Stati che ricorreranno all’uso della forza armata contro la sovranità, integrità e indipendenza di un altro Stato membro dello Statuto.

 


IL PROCESSO

La corte internazionale ha sede all’Aja e, in questo luogo, si svolge l’intero processo.
Il caso può essere presentato all’ufficio del procuratore da ogni stato parte allo statuto e da qualsiasi stato accetti la giurisdizione della corte, il procuratore può inoltre agire di sua propria iniziativa  se ritiene che ci siano delle basi sufficienti per iniziare un’indagine.

Il procedimento inizia quindi con degli esami preliminari attraverso cui l’ufficio del procuratore deve determinare se ci siano abbastanza prove e se il crimine sia abbastanza grave per farlo rientrare nella giurisdizione dell’ICC. 
Qualora questa prima parte venga soddisfatta si può procedere con le indagini. Il Procuratore in questa fase può emettere un mandato di arresto, che si svolgerà grazie alla cooperazione delle forze di polizia dello stato membro, o il sospettato può essere chiamato a comparire, nel caso lo voglia fare in modo volontario.

Inizia così il processo di fronte alle camere in cui il processato sarà considerato innocente fino a prova contraria.

  • Pre-Trial Stage: il primo step avviene presso le Pre-Trial Chambers, composte da un minimo di 1 ad un massimo di 3 giudici. Si analizza in questa fase l’indagine del Procuratore, si decide se accettare la richiesta del mandato di arresto o della chiamata a comparire e ci si assicura che il sospettato abbia compreso le accuse.
  • Trial Stage: una volta che si è proceduto al mandato di arresto la presidenza istituisce una Trial Chamber composta da tre giudici. La colpa dell’accusato deve essere provata dal procuratore e, a quel punto, i giudici, analizzando tutte le prove ed ascoltando entrambe le parti, devono emettere un verdetto. Qualora si tratti di un verdetto di colpa si deve procedere con una sentenza. La sentenza non può superare la reclusione di 30 anni, a meno che non ci siano prove schiaccianti e si decida, quindi, di procedere con l’ergastolo che il detenuto dovrà scontare in uno dei paesi membri. In questa fase si decide inoltre in merito alle riparazioni per le vittime.
  • Appeal Stage: c’è comunque, in qualsiasi caso, la possibilità per il Procuratore e per la Difesa di ricorrere in appello per presentare nuove prove. La Camera di Appello si compone di quattro giudici, che non hanno partecipato a nessuna delle fasi precedenti, e del Presidente. La decisione può essere confermata o rovesciata.
  • Enforcement of sentence: con questo procedimento si diffonde la sentenza in tutti i paesi che hanno accettato la giurisdizione della corte.

 

 

   Verde: Parties
 Blu: States which are parties to the Statute but for which it has not entered into force
Giallo: States which have signed but not ratified the Statute
Arancione: States which signed but subsequently withdrew their signature of the Statute
Rosso:UN member states and observers which have neither signed nor acceded to the Statute
(Aggiornato al 2013)

Il potere della corte, ad oggi, è quindi messo a rischio dalla possibilità di uscita di sempre più paesi africani, i quali ritengono eccessive le ingerenze dell’ICC sul territorio. Questa accusa si accompagna al fatto che molte tra le più grandi potenze, tra cui Cina, Russia e Stati Uniti, non sono paesi membri dello Statuto ed, essendo membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, possono anche ricorrere al diritto di veto per evitare che la corte possa estendere la propria giurisdizione sui propri territori e cittadini. Infine, gran parte del mondo arabo, ad eccezione della Giordania, non ha accettato di entrar a far parte dello statuto sottraendo quindi alla corte il potere di estendere la propria giurisdizione. La perdita degli Stati africani potrebbe dunque rendere vano il progetto internazionale di cooperazione tra gli stati al fine di eliminare i crimini più gravi e seri che possono essere compiuti e rimanere impuniti.

FONTI

ICC: https://www.icc-cpi.int/Pages/Home.aspx

How the Court Works: https://www.icc-cpi.int/about/how-the-court-works/Pages/default.aspx#

Statuto di Roma: https://www.icc-cpi.int/nr/rdonlyres/ea9aeff7-5752-4f84-be94-0a655eb30e16/0/rome_statute_english.pdf

Testi fondamentali: https://www.icc-cpi.int/resource-library#legal-texts

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