Referendum: tipologie, obiettivi e problematiche

La parola referendum deriva dal latino, nello specifico è il gerundivo del verbo refero, e significa “riporto”, “riferisco”. Il referendum è un istituto di democrazia diretta, insieme all’iniziativa legislativa popolare e alla petizione. Le origini di questo istituto possono essere ritrovate in comunità della Svizzera, dove i delegati alle diete cantonali si pronunciavano con riserva “ad audiendum et referendum” nei confronti dei loro deleganti.

Nel pensiero politico moderno il primo a sostenere e a parlare di questo istituto è stato Rousseau, che riteneva necessario che ogni legge venisse ratificata dal popolo. A Rousseau si va ad opporre il pensiero di Montesquieu, secondo il quale invece la maggioranza dei cittadini era in grado di scegliere i propri rappresentanti, ma non abbastanza da decidere in merito a progetti di legge e opere di governo.

Il referendum quindi è uno strumento di democrazia diretta tramite il quale gli elettori sono chiamati a decidere su varie tematiche. 

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Jean – Jacques Rousseau

Le tipologie di referendum

Deliberativo

Questo tipo è quello che meglio esprime l’idea di democrazia diretta. Una volta espressi e contati i voti, l’opzione prescelta dagli elettori dovrebbe essere attuata, nei limiti del possibile, senza ulteriori mediazioni, né politiche né legislative.

Abrogativo

Questo riguarda la cancellazione di una legge o di sue parti. Anche in questo caso l’elettore si trova di fronte all’alternativa sì/no, abrogando in tutto o in parte un testo legislativo, oppure conservando, in tutto o in parte, quel testo. Come conseguenza della abrogazione c’è la necessità di interventi legislativi poiché si va a provocare un vuoto legislativo in un determinato ambito.

Consultivo

Viene definito anche, non del tutto propriamente, “di indirizzo”. Con questo tipo di referendum i governanti e le assemblee elettive esprimono l’esigenza di capire le preferenze degli elettori su una determinata questione. Si fa ricorso spesso a questo tipo di istituto quando le questioni che vengono sottoposte a referendum sono particolarmente complesse e controverse.

Costituzionale

Il referendum costituzionale, in linea di massima, deve essere collocato fra i referendum deliberativi. Possiede, però, alcune caratteristiche rilevanti. Molte costituzioni, in particolare quelle formulate dopo guerre, crisi di regime o nascita di nuovi Stati, sono sottoposte a referendum per ottenere una maggiore legittimità. Inoltre molti ordinamenti prevedono che qualsiasi modifica alla costituzione vigente sia sottoposta a referendum costituzionale, anche in questo caso per una maggiore legittimità delle modifiche.

Confermativo

Viene previsto dalla Costituzione italiana per le revisione di leggi costituzionali. Secondo l’art. 138 il referendum è facoltativo e può essere richiesto da un quinto dei membri di una Camera o da cinquecentomila elettori o da cinque Consigli regionali. La modifica costituzionale è promulgata esclusivamente se approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Nonostante la difficoltà a categorizzare le varie tipologie di questo istituto possiamo trovare tre elementi che li differenziano:

  1. Chi può attivare lo strumento referendario? Questo potere viene attribuito a autorità istituzionali, governanti, parlamento, enti locali, e un certo numero di cittadini
  2. La seconda importante distinzione riguarda il livello politico-territoriale al quale sono indetti i referendum. Alcune tra le grandi democrazie contemporanee non hanno mai fatto ricorso a referendum nazionali (Giappone, India, Israele, Olanda e Stati Uniti). Nel secondo dopoguerra la Repubblica Federale Tedesca (poi la Germania unita) ha rinunciato alla possibilità di tenere referendum nazionali, cosicché persino la riunificazione tedesca del 1990 è stata preceduta da un referendum svoltosi soltanto nei Länder della Germania dell’Est.
  3. La terza distinzione riguarda le conseguenze dei referendum. Alcuni referendum sono promossi dai detentori del potere politico che mirano a rafforzare il loro potere. Altri invece sono promossi dai cittadini, che usano questo strumento per mettere sotto controllo e ridimensionare il potere di quelli che lo detengono.

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L’oggetto del referendum

Possiamo fare un’ulteriore distinzione relativa agli oggetti dei referendum. Quali tematiche possono essere sottoposte a referendum e quali vengono, invece, esplicitamente escluse? Le due tematiche tipiche che vengono affrontate tramite referendum riguardano l’assetto territoriale dello Stato e la sua costituzione. Per quanto riguarda l’assetto dello Stato il referendum avviene per annettere territori e popolazioni ad uno Stato esistente o in formazione. Attraverso il referendum, spesso definito anche plebiscito, i cittadini dei territori interessati esprimono direttamente la loro posizione in merito. Con il referendum, inoltre, si può procedere anche all’abbandono di uno Stato esistente da parte di alcuni settori della sua popolazione, sia per creare uno Stato nuovo che per unirsi ad uno già esistente.

Come abbiamo detto esistono materie specifiche sulle quali gli elettori sono chiamati a decidere, ma non è possibile individuare una volta per tutte le materie sottoposte a referendum e quelle sistematicamente escluse, in quanto possono mutare da caso a caso.

Gli obiettivi del referendum

Possiamo individuare quattro obiettivi perseguibili grazie ai referendum.

  1. Il primo obiettivo riguarda la scelta della forma di Stato, della Costituzione, delle modifiche territoriali e costituzionali.
  2. Il secondo obiettivo consiste nella legislazione su tutte le materie consentite dai vari ordinamenti giuridici.
  3. Il terzo obiettivo consiste nell’abrogazione di leggi esistenti.
  4. Il quarto obiettivo invece riguarda il peso che il referendum ha sul sistema dei partiti, andandone a ridefinire i contorni.

Critiche all’istituto e problematiche

Un problema radicato è quello che riguarda il livello e la qualità delle informazioni che i cittadini ricevono affinché la loro decisione risulti all’altezza della questione referendaria. I critici del referendum sostengono che i rappresentanti eletti siano più in grado di prendere decisioni rispetto ad i cittadini perché hanno maggiori opportunità ed interesse nell’informarsi in merito alla questione referendaria, proprio grazie al ruolo che ricoprono. Secondo i critici del referendum la maggioranza dei cittadini avrà sempre un’informazione inferiore, poco adeguata e incompleta. I sostenitori dei referendum invece credono che, proprio grazie alla grande rilevanza che si vuole dare ad una determinata questione sottoponendola a referendum, venga stimolato nei cittadini un certo livello di curiosità, che li porti ad acquisire informazioni superiori a quelle comunemente avute in quel determinato ambito.

Il dibattito referendario dovrebbe consentire ai cittadini di scegliere con la stessa preparazione e consapevolezza con cui questi scelgono un partito o un candidato piuttosto che un altro. Andando ad affermare che il cittadino non sia pienamente in grado di decidere in merito ad una particolare e complessa questione mette in crisi lo stesso processo democratico.

 

 

Fonti e Approfondimenti:

http://www.treccani.it/enciclopedia/referendum_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/

http://www.treccani.it/enciclopedia/referendum/

http://opil.ouplaw.com/view/10.1093/law:epil/9780199231690/law-9780199231690-e1088

 

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