Midterm elections: un’onda blu annunciata ma mai arrivata

Di Emanuele Bobbio e Damiano Mascioni

Tutto è andato come ci si aspettava. A differenza del 2016 in queste elezioni di medio termine i pronostici sono stati pienamente rispettati: la Camera è andata ai Democratici e i Repubblicani hanno mantenuto il controllo del Senato. Tuttavia, il vantaggio conquistato dai Dem alla Camera risulta essere più basso di quanto ci si aspettava in precedenza: la cosiddetta “Blue wave” non c’è stata.

Gli attivisti hanno bussato alle porte, le celebrità hanno chiamato al voto, ma alla fine la regola delle midterm è stata rispettata. Il presidente Trump ha sofferto, ma si è difeso evitando una landslide democratica. Gli elettori sono stati pochi e solo nei collegi più combattuti l’effetto mobilitazione dei democratici ha dato un qualche risultato. Per il resto tutto è andato allo stesso modo.

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Come escono da questo voto i democratici?

Se il Partito Democratico era arrivato con grandissima fiducia all’Election Day, il corso dello spoglio ha visto ridimensionare le sue aspettative. La Florida, il Tennesse e l’Indiana dovevano essere tappe obbligatorie per raggiungere il sogno di guadagnare anche il Senato. La Camera è stata portata a casa con un margine minimo. Questo creerà un problema a livello politico: sarà più difficile fare un’opposizione coesa. I deputati democratici dei Red States avranno più peso nelle decisioni del partito e questo comporterà anche una maggiore tendenza a trattare con la Presidenza.

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Chiunque sarà il leader della maggioranza alla Camera dovrà fare i conti con un drappello più battagliero di deputati provenienti dai Democratic Socialists (nonostante molti di questi siano stati sconfitti dai Repubblicani negli Swing States).
Ocasio Cortes è stata eletta e con lei sono entrati alla Camera lo spirito e le istanze delle periferie, dei ghetti e delle zone più disagiate. La domanda sarà: che cosa succederà tra la parte più di sinistra e la parte più moderata? Nei prossimi mesi potremmo avere una risposta.

Se da una parte è la sinistra di Sanders ad aver avuto delle vittorie, la sconfitta a pochi voti tiratissima in Texas di Beto consegna ai cosiddetti Liberal Democrats un esempio da poter in qualche modo seguire.

Come escono i repubblicani da questo voto?

Per i Repubblicani questo risultato, nonostante la perdita della Camera, è indubbiamente un buon risultato. Timorosi di una Blue wave fino a poco prima delle elezioni, alla fine una breve maggioranza dei Democratici – con un margine poi non così ampio – è accettabile: i Repubblicani potranno in ogni caso lottare in maniera maggiormente agevole per far passare i propri atti legislativi; allo stesso modo, un qualsiasi tipo di ostruzionismo nei confronti dei Democratici in materia legislativa sarà più favorevole. Trump può quindi tirare un sospiro di sollievo: poteva andare molto peggio.

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Nel sollievo ci sono anche delle piccole vittorie personali di Trump. La lotta all’ultimo voto di Cruz in Texas, nonostante la vittoria finale, indebolirà un personaggio che ha sempre in qualche modo messo una spina del fianco del Presidente. Il Tea Party è indebolito e Trump ne godrà ampiamente attirando su di sé ancora molti nomi provenienti da questo gruppo.

La prima volta di queste elezioni

Queste midterm hanno portato anche alcune prime volte molto importanti per il Paese. Il Michigan ha portato la prima donna musulmana alla Camera dei Rappresentanti: figlia di rifugiati palestinesi, Rashida Tlaib, conquista un grande successo nell’America della paura di Trump. Il Minnesota ha subito seguito l’esempio eleggendo la seconda donna musulmana alla Camera: Ilhan Omar. La comunità LGBT americana con Jared Polis in Colorado riesce, invece, a eleggere un governatore dichiaratamente omosessuale: un’altra prima volta importante in un Paese che sembra essere sempre di più ostico alle minoranze e alle differenze. In Kansas Sharice Davis è la prima donna di origini Native Americane ad essere eletta alla Camera dei Rappresentanti inoltre è parte della comunità LGBT.

Le donne hanno raggiunto un traguardo straordinario. Per adesso sono 92 le donne elette alla Camera dei Rappresentanti superando il record di 84 della precedente legislatura. La sopracitata Alexandra Ocasio Cortez con 29 anni sara la più giovane donna ad essere eletta alla Camera.

Molti altri invece non sono riusciti a conquistare i loro primi record, in particolare negli Stati del Sud. La Georgia non avrà un governatore donna di colore, come Stacey Abrams, né ci sarà la prima transgender governatrice di uno stato americano, come la Halqueist in Vermont

Cosa ci dobbiamo aspettare nel prossimo futuro?

Il futuro sarà tutto da scrivere. Da oggi si apre la campagna per le presidenziali. Il Partito Democratico dovrà fare i conti al suo interno con una Blue wave annunciata e mai arrivata. L’opposizione a Trump dovrà capire che strada prendere e dovrà contarsi una volta per tutte per decidere come fare opposizione. Trump potrà continuare ad avere la direzione che ha avuto nei precedenti due anni. In ogni caso, pur avendo sicuramente difeso dei bastioni importanti, qualche scricchiolio deve averlo sentito, se non fossero stati questi 33 i seggi da eleggere, molto probabilmente staremo qui a parlare di una sconfitta repubblicana di dimensioni molto maggiori.

Fonti e approfondimenti:

https://www.vox.com/2018/11/6/18025036/election-results-democrats-win-house-trump-investigations-analysis

https://www.vox.com/2018/11/6/18047996/election-results-new-mexico-deb-haaland-native-american-winner,

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