Il personaggio dell’anno Nord America: Alexandria Ocasio-Cortez

Di Emanuele Bobbio, Emanuele Murgolo e Damiano Mascioni

I voti dei nostri lettori hanno consegnato il titolo di “Personaggio dell’anno” della zona Nord America alla giovane deputata democratica del Bronx Alexandria Ocasio-Cortez. La stessa decisione è stata presa da una parte importante dell’elettorato americano che, come dimostrano i risultati di novembre, al Presidente aggressivo e irriverente ha preferito il mondo rappresentato dalla 28enne ispanica.

Adesso spetta a noi mostrarvi per quali motivi la giovane deputata può vantare a tutto diritto questo titolo. Il primo dei motivi è sicuramente legato all’importanza che la giovane ispanica ha avuto nella tornata elettorale. Se dovessimo cercare un volto per il voto del 6 novembre sicuramente il suo sarebbe un’ottima scelta per varie ragioni. Ocasio-Cortez non solo ha stravinto contro il suo competitor repubblicano, ma ha anche lanciato delle innovazioni politiche, tecniche e ideologiche che influenzeranno a lungo la politica americana.

Guardando all’interno del Partito Democratico americano la giovane Ocasio-Cortez ha dimostrato una cosa fondamentale: si può vincere contro l’establishment dicendo di essere socialisti e portando avanti i cavalli di battaglia che sono stati di Bernie Sanders nel 2015. Questo è un grande merito che le va riconosciuto. Dopo le primarie del 2015 questo spettro aleggiava sulle spalle dell’ala di sinistra del Partito Democratico, che si era in qualche modo arresa all’idea di un establishment impossibile da battere da parte dei movimenti dal basso. Il Bronx con Alexandria, eliminando Joseph Crowley, ha introdotto una novità e ha scatenato un po’ di paura all’interno dei notabili del partito.

La fiamma del Bronx non è e non deve essere vista esclusivamente come un qualcosa di negativo per il Partito Democratico. Tutti ci ricordiamo la tristezza, il pianto e la disperazione sui volti degli attivisti democratici alla notizia dell’elezione di Trump nel 2016. Un partito in depressione, come veniva spesso definito. Ocasio-Cortez, insieme a tanti altri personaggi, è diventata il simbolo della ripresa democratica, non solo sul piano dei risultati ma anche sul piano della partecipazione e della passione. La gente ha ripreso a iscriversi nei movimenti, nei caucus è tornata vita e i giovani si sono ritrovati nell’attivismo di partito.

La stessa Ocasio-Cortez ha contribuito a trasformare il movimentismo democratico, riportando al centro dei temi messi da parte dalla reticenza del partito, che avevano da tempo allontanato i giovani. Quando la giovane Ocasio-Cortez parla sembra che la rivoluzione sia veramente a portata di mano e che ciò non si sia concluso con la campagna elettorale. Appena arrivata a Washington ha già partecipato a varie manifestazioni e proteste, come quella ambientalista del “New Green Plan” nell’ufficio di Nancy Pelosi.

L’innovazione però non si è fermata all’entusiasmo e alla dimensione interna rispetto  all’establishment, ma è stata anche riportata in auge una linea comunicativa diversa. Possiamo definirla una comunicazione “nel popolo“, ritornando a quel concetto di popolo espresso da Lincoln nel famoso discorso di Gettysburg.

L’innovazione è arrivata nel concetto di comunità da cui è partita la sua candidatura. Proprio su quei gruppi di cittadini attivi e su quelle associazioni di volontariato e di protesta lei ha costruito la sua fama. Ha fatto campagna nei giardini, nelle strade, nei palazzoni e nelle periferie più lontane, mostrandosi vicino ad un popolo che negli ultimi anni si era sentito tradito.

Molti hanno descritto il voltafaccia alla Clinton come qualcosa basato su motivi politici o sull’antipatia che l’ex first lady suscitava nel suo pubblico, ma pochi hanno guardato al fatto che i politici democratici avevano smesso di parlare all’interno del popolo sentendosene parte. Ocasio-Cortez viene da una minoranza e sfrutta queste sue due posizioni per lanciare un’idea di comunità che da molto, per non dire da sempre, manca negli States per il partito dell’asinello.

In tutto questo si va ad aggiungere un discorso generazionale. La Ocasio-Cortez si è eretta a vera rappresentante dei millennials non garantiti. La giovane di origini ispaniche proveniente da una famiglia povera, che lavora nei bar per pagarsi gli studi e fa politica nel tempo libero è un’immagine rivoluzionaria per un gruppo sociale che deve ancora mostrare tutte le sue potenzialità e una vera leadership. Ha costruito il suo successo sui giovani e ha fatto partire proprio da lì la sua linea politica, affermando che i suoi tirocinanti verranno pagati con il salario minimo garantito.

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Alexandria Ocasio Cortez in occasione della “Marcia per le Donne” di NY. Fonte: Dimitri Rodriguez via Flickr

Il popolo degli sconfitti della globalizzazione, di coloro che sono schiacciati dai debiti universitari o che vivono in un perenne stato di precarietà nel 2016 aveva trovato il suo rappresentante in Donald Trump. Ora sembra aver deciso di affidare la propria fiducia ad Alexandria Ocasio-Cortez e a tutti i deputati dei Democratic Socialists.

L’ultimo motivo che sicuramente rende la giovane deputata il volto dell’anno per il Nord America è la sua storia. Probabilmente non ci avreste creduto se vi avessero raccontato che una giovane donna di soli 28 anni, proveniente da una minoranza etnica, tra le più bistrattate negli States, si sarebbe guadagnata attraverso il duro lavoro in comunità un posto che da 18 anni è sempre andato a uno dei grandi notabili del Partito Democratico.

Il suo essersi fatta da sola, il fatto che incarni in qualche modo un nuovo modello di sogno americano più democratico, più inclusivo e più progressista di qualsiasi cosa prima di lei la rende il Personaggio dell’Anno perfetto per una zona, come quella del Nord America, che ha chiesto a grande voce un cambiamento.

Fonti e approfondimenti:

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