TWAIL: le sfide del diritto internazionale

Dopo aver delineato le linee caratteristiche dei TWAIL, è interessante soffermarci sulle sfide e le questioni più recenti, in continua evoluzione, che si trovano ad affrontare gli studiosi di diritto internazionale, ponendo principale attenzione alle letture date dai TWAIL-ers.

Una prima considerazione di carattere generale riguarda la velocità e il sovraccarico di avvenimenti storici che hanno caratterizzato gli ultimi 70 anni. In questa varietà e vastità di eventi un ruolo di primario rilievo è rivestito dal fenomeno della globalizzazione e dalla creazione di un ordine globale, che ha portato negli ultimi anni a parlare di un “diritto globale“. In ottica TWAIL, la globalizzazione e i suoi meccanismi mascherano subdolamente gli “antichi” strumenti di controllo del Primo nei confronti del Terzo Mondo.

Una seconda analisi di carattere più specifico si sofferma sull’umanizzazione del diritto internazionale e, dunque, sull’attenzione attribuita al singolo, rispetto al classico approccio della materia come diritto tra gli Stati. Simbolo della direzione presa dal diritto è la Corte Penale Internazionale e il diritto penale internazionale in genere.

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Corte Penale Internazionale, L’Aia. Credits: commons.wikimedia

 

Diritto penale internazionale

In relazione a quest’ultima questione, moltissime discussioni sono state sollevate e moltissime parole sono state scritte. Di rilievo per avviare l’analisi è la forma che il giudice brasiliano della Corte Internazionale di Giustizia, Antônio Augusto Cançado Trindade, auspica per il diritto internazionale dei nostri giorni. Egli ritiene che esso debba essere un “diritto internazionale dell’umanità“. Tale concezione privilegia il concetto di popolo rispetto al più tradizionale e autoritario concetto di Stato. In una importante sentenza della CIG sul tema molto dibattuto delle armi nucleari, il giudice brasiliano ha preso le distanze dal resto della Corte, pubblicando un’opinione dissenziente in cui enfatizza il valore di giustizia che l’organo giudiziario delle Nazioni Unite deve promuovere. Esso, infatti, seppur volto alla risoluzione delle controversie tra Stati, deve mostrare sensibilità e attenzione nei confronti del genere umano, che, in quanto soggetto di diritto, risulta essere una delle vittime principali dell’utilizzo delle armi nucleari. Dunque, deve essere soggetto a sanzioni lo Stato che non rispetta i diritti dell’uomo.

Il ragionamento del giudice brasiliano è in perfetta linea con le letture dei TWAIL-ers già viste in precedenza, e ci avvicina a un ramo del diritto internazionale di recente costituzione, vale a dire il diritto penale internazionale. Si è dato ampio spazio negli ultimi decenni al tema di diritto internazionale dei diritti umani, e quindi alla maggiore attenzione nei confronti della violazione di questi ultimi e dell’esecuzione dei crimini internazionali. La creazione dei tribunali, quali, in un primo momento, il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (ICTFY) e il Tribunale penale per il Ruanda (ICTR), e, in seguito, la Corte Penale Internazionale (ICC), è un argomento fondamentale per comprendere le critiche e le letture degli studiosi terzomondisti. Da una parte, la decisione di istituire il ICTFY e il ICTR è stata considerata come un tentativo di redenzione dovuto alla inazione degli Stati occidentali per crimini commessi davanti ai loro occhi. Questa lettura, molto cruda, non si distacca da quanto già delineato.

Dall’altra parte, nonostante non siano mancate critiche, diversa è stata la visione del Terzo Mondo e di alcuni suoi studiosi in relazione alla nascita della Corte Penale Internazionale. E’ noto l’entusiasmo dimostrato dalla neonata Unione Africana per la ratifica dello Statuto della Corte. L’ottima disposizione nei confronti di essa rappresentava un nuovo esperimento nella giustizia internazionale, che, per la prima volta, sembrava non essere caratterizzata dalla tradizionale dialettica tra ricchi e poveri, Nord e Sud, Primo e Terzo Mondo. Inoltre, altro aspetto fondamentale nell’alimentare il supporto dipese dall’apparente limitazione del potere nelle mani del Consiglio di Sicurezza. Per ottenere la ratifica di 60 Stati, non tutti gli aspetti innovativi furono, però, rispettati. E quindi la critica dei TWAIL-ers non si fece attendere. La definizione più azzeccata, per esprimere la posizione TWAIL a tal riguardo, è “mediocrità della giustizia internazionale“.

Una giustizia internazionale che fosse il risultato diretto del diritto internazionale, da loro molto criticato, era destinata a essere mediocre, in quanto avrebbe risposto agli interessi degli Stati, limitando così la vera giustizia ad agire.

Globalizzazione

Premettendo la complessità nel definire la globalizzazione, questo paragrafo evidenzia ancora una volta il punto di vista TWAIL, senza affatto voler dare un proprio punto di vista al fenomeno.

La prima modifica apportata dalla globalizzazione nel rapporto tra Primo e Terzo mondo riguarda la denominazione stessa delle due parti. Si inizia a parlare, infatti, di Global South in opposizione al Nord, più avanzato e democratico. Come già anticipato, la globalizzazione e l’imposizione delle sue logiche e valori ha fatto sì che si ripetesse ancora una volta il meccanismo della dinamica della differenza che caratterizza l’intera dottrina TWAIL. La nascita dei cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) rappresenta secondo questa lettura un esempio pratico e addirittura un passo avanti rispetto a quanto per anni predicato e previsto dagli studiosi: Stati del Terzo Mondo si sono adeguati agli standard richiesti dall’Occidente e una volta raggiunti hanno iniziato ad agire così come l’Occidente ha per secoli operato nei loro confronti.

Una delle più rivoluzionarie novità della globalizzazione è la nascita del diritto globale. Esso ha minato la tradizionale idea di un diritto sovrastatale che fosse esclusivamente tra Stati. Come conseguenza si è assistito alla diffusione di nuovi attori, diversi dagli Stati, ma a volte anche più potenti. L’ordine globale appare, quindi, più complesso e difficile da organizzare. Balakrishnan Rajagopal, studioso TWAIL, dà voce all’intera categoria, ritenendo che l’attuale crisi della globalizzazione può essere un trampolino di svolta per gli approcci terzomondisti, che mirano alla realizzazione di una sistema basato su principi che siano sostenibili dal punto di vista morale, economico e ambientale. A tal riguardo, si è espresso anche il professor Anghie, considerando la complessità della realtà globale come un’opportunità per diffondere voci critiche e dissenzienti, che possano introdurre nel sistema internazionale nuove prospettive differenti e innovative.

Conclusioni

Ad integrazione di quanto già emerso nell’articolo precedente, le letture TWAIL sono caratterizzate da un criticismo che può sembrare eccessivo e, spesso, sterile. Ciò che può essere attinto da questi studiosi è proprio il loro approccio critico e, prendendo alla lettera le parole della professoressa Ibironke Odumosu, è fondamentale comprendere che “se i discorsi di resistenza e opposizione dei TWAIL sono scritti con successo del diritto internazionale, quest’ultimo non può rimanere invariato, perché la resistenza genera alternative.”

Fonti e approfondimenti

Statuto della Corte Penale Internazionale, 17 luglio 1998

A. Anghie, “Time Present and Time Past: Globalization, International Financial Institutions, and the Third World”, 32 New York University Journal of International Law and Politics, 2000.

A. Anghie, B.S. Chimni, “Third World Approaches to International Law and Individual Responsibility in Internal Conflicts”, 2 Chinese Journal of International Law, 2003.

O.C. Okafor, “Newness, Imperialism, and International Legal Reform in Our Time: A TWAIL Perspective”, 43 Osgoode Hall Law Journal, 2005.

M. R. Ferrarese, Prima lezione di diritto globale, Taranto, Laterza, 2012.

B. Rajagopal, “International Law and Its Discontents: Rethinking the Global South”, 106 Proceedings of the Annual Meeting (American Society of International Law), 2012.

A.A. Cançado Trindade, International Law for Humankind, Leiden/Boston, Martinus Nijhoff Publishers, 2013.

W. Schabas, “The Banality of International Justice”, 11 Journal of International Criminal Justice, 2013.

J. Raynolds, S. Xavier, “The Dark Corners of the World: TWAIL and International Criminal Law”, 14 Journal of International Criminal Justice, 2016.

D. Archibugi, A. Pease, Delitto e castigo nella società globale. Crimini e processi internazionali, Roma, Castelvecchi, 2017.

Sentenze della CIG interessanti ai fini della lettura TWAIL

Dissenting Opinion of Judge Cançado Trindade, Obligations concerning Negotiations relating to Cessation of the Nuclear Arms Race and to Nuclear Disarmament (Marshall Islands v. India), Jurisdiction and Admissibility, Judgment, I.C.J. Reports 2016

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