I diritti umani secondo Lukašenko: quando libertà e stabilità non vanno di pari passo

La Repubblica di Belarus (nome internazionale con cui la Bielorussia è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite dopo la dissoluzione dell’URSS) non è un Paese solitamente sotto i riflettori del palcoscenico internazionale. Forse perché – come introdotto dal nostro precedente articolo sulla storia di questo Stato al centro dell’Europa – dal 1994 il regno senza fine di Aleksandr…

Il caso Khashoggi promemoria dell’autoritarismo saudita

L’Arabia Saudita continua a rimanere al centro del palcoscenico internazionale. L’ultima vicenda che ha richiamato l’attenzione sul regno è la nota scomparsa del giornalista Jamal Khashoggi: entrato nel consolato saudita ad Istanbul lo scorso 2 ottobre per ritirare dei documenti, non ne è più uscito – vivo. Il fatto ha destato una forte eco a…

Ricorda: Las Casas, la difesa di una razza

“La nostra sarà una pulizia etnica controllata e finanziata”. Alla fine del XV secolo Ferdinando II completò la Reconquista spagnola, strappando Granada agli arabi e ponendo fine a un processo durato 750 anni. Di lì a poco Carlo V avrebbe riunificato il Sacro Romano impero e l’Europa, ereditando dalla madre Giovanna di Castiglia, figlia di Ferdinando,…

L’Unione Europea incontra la Cina

Il 16 luglio il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Junker e il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk hanno preso parte al 20° Summit EU-Cina a Pechino, ospiti del Primo Ministro cinese Li Keqiang. In contemporanea con il primo incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin a Helsinki, l’UE e la Cina si sono…

I diritti dell’infanzia e l’Amministrazione Trump

Secondo il Dipartimento di Sicurezza Interna degli Stati Uniti circa 2000 bambini, nell’arco temporale che copre il periodo 19 aprile e 31 maggio 2018, sono stati separati dalle proprie famiglie alla frontiera statunitense. Secondo i gruppi di attivisti i numeri sono ancora più alti.

L’Argentina verso l’aborto legale

Dopo l’esperienza cilena dello scorso anno, anche in Argentina si riapre il dibattito sul tema dell’aborto legale. A breve, infatti, il Congresso discuterà la proposta di legge sulla depenalizzazione dell’aborto, elaborata dalla “Campagna per il diritto all’aborto legale, sicuro e gratuito” e sostenuta da un gruppo trasversale di deputati. In Argentina l’interruzione volontaria o indotta…

Migro perché sono: migranti LGBT e religione

di Jasmine Faudone Dopo aver approfondito la problematica delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, sia nell’ambito CEDU che nell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, il seminario “Migro perché sono” ha affrontato il rapporto tra i migranti LGBT e la religione.

Migro perché sono: le tutele per le persone LGBT nel quadro della CEDU

Una volta individuate le tutele per le persone LGBT nel quadro dell’Unione Europea, il Seminario “Migro perché sono” ha proseguito ad analizzare le stesse tutele nel contesto della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, soffermandosi sulle posizioni assunte dalla Corte e su come esse siano cambiate nel tempo.

La Dichiarazione sui Difensori dei Diritti Umani: poche vittorie e poche tutele

In occasione del 50′ anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nel 1998, veniva adottata dall’Assemblea Generale la risoluzione A/RES/53/144, attraverso cui si portava a compimento un processo durato più di dieci anni dichiarando l’entrata in vigore della Dichiarazione sui difensori dei diritti umani. Venti anni dopo l’adozione di questa dichiarazione molti sono ancora i problemi…

Favelas di Rio: tra violenza e denuncia

Esattamente un mese fa, Marielle Franco, attivista femminista, sociologa e consigliera comunale di Rio De Janeiro, è stata brutalmente assassinata di ritorno a casa da una conferenza alla quale aveva partecipato nella serata. Marielle era nata 38 anni fa nel Complexo do Maré, un agglomerato di favelas che raccoglie circa 130 mila abitanti della città…

Presidenziali in Egitto: Al-Sisi verso il II mandato

Al – Sisi ha vinto le elezioni che si sono tenute tra il 26 e il 28 marzo in Egitto. Nessun colpo di scena: l’ex colonnello egiziano si è aggiudicato il secondo mandato con una maggioranza schiacciante, come già accaduto nel 2014.  E, tuttavia, queste elezioni più che confermare la stabilità del regime, sembrano evidenziarne…