Dalla Terra al Mercato: il commercio degli allevamenti somali

allevamenti in Somalia
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Con il termine commodity non ci si riferisce solamente alle materie prime o ai prodotti agricoli non ancora lavorati. All’interno della categoria delle commodities si trova anche il bestiame e, in senso più ampio, il settore dell’allevamento, che spesso viene destinato all’esportazione così come i beni agricoli. 

Uno dei maggiori attori a livello globale nel commercio e nell’esportazione di questa commodity è la Somalia, in cui si stima si allevino circa quaranta milioni di animali tra pecore, capre, cammelli e bovini. Gli allevamenti in Somalia contribuiscono a circa il 40% del PIL nazionale e impiega, direttamente o indirettamente, quasi i due terzi della popolazione totale del Paese. 

Agricoltura e allevamenti somali

Circa due terzi dell’economia somala sono occupati dal settore dell’agricoltura. Tuttavia, la maggiore attività economica non è rappresentata, come normalmente accade, dalle coltivazioni, bensì dall’allevamento di bestiame. Il settore agricolo del Paese si può dividere in tre settori: il pastoralismo nomade, focalizzato sull’allevamento di ovini, cammelli e bovini ed orientato verso il commercio, le esportazioni e i mercati internazionali; la tradizionale agricoltura di sussistenza praticata da piccoli contadini che, nel caso della Somalia, posseggono spesso diversi capi di bestiame; e le coltivazioni su larga scala con prodotti destinati al mercato. 

Il primo settore rappresenta per la Somalia la principale fonte di sostentamento per i suoi abitanti, impiegando oltre il 65% della popolazione. Il settore dell’allevamento in Somalia è vasto e vario. Tra gli oltre quaranta milioni di animali da allevamento posseduti, circa il 70% sono ovini, il 18% cammelli e il restante 12% sono bovini. 

Il settore privato ha un ruolo centrale nella gestione degli allevamenti, delle infrastrutture e dei commerci di animali. Questo ha permesso nel corso degli anni di creare un ambiente favorevole per gli investimenti.

Il commercio di animali: la posizione strategica della Somalia

Complice del successo nel commercio è la posizione strategica della Somalia. Il Paese presenta, infatti, la linea costiera più lunga tra tutti i Paesi africani, e i suoi porti sono affacciati su una delle zone con maggiori transiti commerciali al mondo.

Il luogo nevralgico delle esportazioni di animali da allevamento dalla Somalia è il porto di Berbera. Situato nella zona settentrionale del Paese, vicino al Mar Rosso e vicino ai partner commerciali mediorientali, nel 2014 da questo porto sono partiti circa 3,5 tra i 5 milioni di animali esportati. Ed è di notte che si concentra il lavoro, quando, per evitare le alte temperature frequenti nelle ore diurne, viene fatto il carico.  

Ad enfatizzare la posizione strategica e favorevole della Somalia nei confronti dei mercati internazionali sono le caratteristiche dei Paesi confinanti. Tra questi, al di qua e al di là del Mar Rosso, si trovano economie più avanzate e maggiormente dedite al commercio. E’ sufficiente considerare il Kenya, l’Etiopia e il Gibuti se si guarda al continente africano, e Yemen, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti se si guarda ai Paesi al di là del Mar Rosso. 

Le esportazioni di animali tra siccità e divieti internazionali

Il commercio del bestiame contribuisce a circa il 40% del PIL nazionale e, in condizioni favorevoli, rappresenta fino all’80% di tutte le esportazioni del Paese. 

Tra le principali destinazioni delle esportazioni di animali da allevamento somali troviamo l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, che insieme accolgono circa il 70% degli animali provenienti dalla Somalia. 

Nonostante il grande peso che il commercio di questa commodity ha sull’economia somala, le esportazioni di animali da allevamento hanno periodicamente subìto dei rallentamenti. Questi vennero causati da un lato da cause naturali, come annate di particolari siccità e carestie, e dall’altro lato da cause umane, come i divieti internazionali imposti dall’Arabia Saudita dal 2000 al 2009 per evitare il diffondersi della malattia della febbre della valle del Rift che si stava propagando nella regione del Corno d’Africa. Questa malattia virale colpisce sia gli animali sia gli uomini, motivo per cui il Paese decise di bloccare le importazioni di bestiame in arrivo dalla Somalia. 

L’uscita di scena dell’Arabia Saudita provocò una drastica riduzione delle esportazioni di bestiame, considerando soprattutto il peso che il Paese ha, da solo, come una delle principali destinazioni delle esportazioni somale. 

Una volta terminato il divieto di importazione di animali da parte dell’Arabia Saudita, nel 2011 la Somalia si imbatté in una delle peggiori siccità degli ultimi decenni. La siccità provocò la morte di numerosi animali sia a causa del diffondersi di malattie sia a causa della scarsità d’acqua a disposizione. 

Nel 2014 però, dopo qualche anno di ripresa, la Somalia toccò il record di numero di animali esportati, raggiungendo i cinque milioni. Il valore stimato delle esportazioni è di circa 360 milioni di dollari, considerando il prezzo medio di cinquanta dollari per un ovino, di trecento dollari per un bovino e settecento dollari per un cammello.

Il ruolo della FAO e del governo somalo

La Food and Agriculture Organisation (FAO), insieme al governo somalo, negli ultimi anni ha portato avanti una serie di iniziative volte a migliorare le infrastrutture per il bestiame, oltre ad aumentare e migliorare la produzione del foraggio e ad attivare delle campagne di vaccinazione per gli animali. 

Su quest’ultimo punto si è deciso di porre particolare attenzione, in quanto l’insorgere di nuove malattie può provocare sia la morte di numerosi animali sia l’alterazione dei mercati. Quest’ultimo a causa dei possibili divieti di importazione da parte di alcuni Paesi, come si è visto in passato con il caso dell’Arabia Saudita. Solo nel 2015, ad esempio, grazie alla collaborazione della FAO, vennero vaccinati circa dodici milioni di animali contro il diffondersi della peste dei piccoli ruminanti (PPR), una malattia altamente contagiosa e spesso mortale specialmente per gli ovini. 

Avendo vaccinato oltre trenta milioni di animali nel corso degli ultimi quattro anno, la FAO ha aiutato la Somalia a raggiungere una vera e propria immunità di gregge per i suoi allevamenti. 

Migliorare il settore dell’allevamento significa anche migliorare le condizioni della popolazione che, direttamente o indirettamente, è collegata a esso per il proprio sostentamento. Gli investimenti sono fondamentali perché permettono, nel lungo termine, di aumentare i redditi derivanti dal settore di questa commodity, di ridurre la vulnerabilità della popolazione che vive nelle aree rurali e di dare maggiore valore e qualità ai prodotti che vengono esportati. 

Nonostante la crescita delle esportazioni dell’ultimo decennio e l’impegno nell’implementazione di iniziative utili al miglioramento della filiera produttiva e commerciale degli allevamenti, il settore si è dovuto scontrare ultimamente con la crisi legata al diffondersi del Coronavirus, che ha ridotto drasticamente le esportazioni totali. Pertanto, la già fragile situazione economica, politica e ambientale della Somalia trova ora un altro ostacolo che sta mettendo a dura prova le condizioni di sostentamento della popolazione somala che, come si è visto, dipende in gran parte dal settore e dalle esportazioni degli allevamenti. Sarà ora compito del governo somalo mettere in pratica politiche per sostenere tutta quella fascia della popolazione che lavora nel settore e che è stata costretta a ricorrere a prestiti per sostenere se stessi e le proprie attività.

 

 

Fonti e approfondimenti

Alinovi, L., 2013. Fact Sheet. Somalia livestock. [online] Fao.org

Encyclopedia Britannica. 2021. Somalia – A new government. [online] 

Fao.org. 2021. Livestock |  | Food and Agriculture Organization of the United Nations. [online]

Fao.org. 2015. FAO – News Article: La Somalia nel 2014 registra un record di esportazioni di 5 milioni di capi di bestiame. [online] 

Fao.org. 2016. Somalia exports 5.3 million animals, 6% growth in 2015 : FAO in Emergencies. [online]

Faruk, O. and Bearak, M. 2020. With drastically smaller hajj, Somalia’s livestock industry goes from ‘boom to doom’. The Washington post [online]

Intracen.org. n.d. Somalia. [online] 

Patinkin, J. and Dahir, A., 2016. Photos: Somali goats and sheep join the pilgrimage to Mecca. [online] 

Somalistockexchange.so. 2021. Commodities. [online] 

 

 

Editing a cura di Giulia Lamponi

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Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
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