Il sistema scolastico negli USA

Foto di F. Muhammad da Pixabay

Negli Stati Uniti, un Paese molto ricco ma con disuguaglianze sociali ed economiche molto profonde, il sistema scolastico influenza profondamente la strutturazione di differenze nella popolazione, in particolare in termini di livello di istruzione e di successo nel mercato del lavoro.

Cenni generali

Negli Stati Uniti il sistema scolastico è gestito in larga parte dai governi statali e locali, mentre il governo federale mantiene un ruolo marginale. Questo si riflette anche nella ripartizione della spesa per la scuola pubblica, con solo 200 miliardi di dollari provenienti da fondi federali, su un totale di 1.300 miliardi. In particolare, la maggior parte dei finanziamenti deriva dalle tasse locali sulla proprietà, il che fa sì che i distretti scolastici più ricchi ricevano molti più fondi rispetto a quelli più svantaggiati.

Gli Stati e gli enti locali hanno quindi un certo potere discrezionale, che si riflette anche su differenze quali l’età della scuola dell’obbligo (di solito il range è tra i 16 e i 18 anni) o il tipo di test standardizzati, sulla falsariga dell’Invalsi in Italia, usati per misurare il rendimento scolastico degli studenti, che spesso influenza anche la carriera universitaria di questi. Le università statunitensi infatti usano spesso metriche standardizzate nella fase di selezione degli studenti neodiplomati.

Istruzione primaria e secondaria

Il sistema scolastico statunitense è strutturato in maniera abbastanza simile a quello italiano, soprattutto per quanto riguarda i cicli scolastici. La scuola dell’obbligo negli USA inizia dopo i 6 anni e si estende per quella che viene chiamata K-12 education (ovvero, dall’asilo – kindergarden – al 12th grade – il 12esimo anno scolastico). La divisione in elementari, medie e superiori è sostanzialmente uguale a quella italiana, con l’unica differenza che le superiori finiscono nel 18esimo anno di età.

Tra le caratteristiche più prominenti del sistema educativo statunitense c’è la questione delle scuole private e, più marginalmente, dell’homeschooling, ovvero l’educazione a casa, che riguarda il 3% della popolazione studentesca.

Negli USA, il 10% degli studenti K-12 frequenta scuole private, più o meno in linea con il dato italiano. Ciononostante, mentre nel nostro Paese il sistema scolastico privato è raramente un simbolo di eccellenza, negli Stati Uniti la situazione è notoriamente ribaltata. Proprio per le caratteristiche del finanziamento delle scuole pubbliche, che riflettono le disuguaglianze sociali delle comunità del distretto di cui fanno parte, queste spesso si trovano con fondi insufficienti per supportare anche solo le attività didattiche di base, a meno che non siano in una zona ricca. Le scuole private, al contrario, hanno disponibilità economiche molto più elevate provenienti da finanziamenti privati, ma sono molto elitarie, anche per gli elevati costi che impongono. Accedervi è molto difficile, in particolare per gli studenti provenienti da contesti sociali o familiari più svantaggiati e per quelli appartenenti alle minoranze nera o latina.

Istruzione terziaria

L’istruzione terziaria negli USA risente ancora di più della divisione pubblico-privato che è già evidente nel sistema K-12. La prima opzione per gli studenti neodiplomati, quella più semplice, è il Community College, che di solito offre un titolo chiamato Associate’s Degree, ottenibile in 2 anni – anche se alcuni Community College offrono dei Bachelor’s Degree, equivalenti della nostra laurea di primo livello, che negli USA si ottiene però in 4 anni. La funzione dei Community College è spesso quella di offrire un’istruzione terziaria a persone che però hanno profonde lacune nella preparazione di base, o che non possono permettersi gli elevati costi legati allo spostarsi in un campus per 4 anni come richiedono le università. Per questo, i Community College tendono a privilegiare corsi di laurea che diano conoscenze e abilità immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, soprattutto locale. Una volta raggiunta la laurea, si può poi scegliere se entrare nel mercato del lavoro o se continuare con un’istituzione universitaria e ottenere un Bachelor’s.

Le università, invece, sono le istituzioni educative che offrono undergraduate e graduate programs, ovvero i già menzionati Bachelor’s, Master’s Degree (l’equivalente della laurea magistrale in Italia, ma solitamente della durata di un anno) e i dottorati di ricerca. Come per le scuole K-12, anche relativamente alle università il sistema privato negli Stati Uniti riceve più finanziamenti, a fronte però di un elitismo determinato anche dai costi di iscrizione e mantenimento. Non è un caso che molte persone siano costrette a indebitarsi, spesso per centinaia di migliaia di dollari, per completare i loro studi nelle università della cosiddetta Ivy League, ovvero quelle più prestigiose.

Una scuola elitaria e poco flessibile

Da un primo sguardo si evince quindi che il sistema scolastico statunitense ha tendenze molto elitarie, andando a riprodurre le disuguaglianze economiche e geografiche già esistenti. 

Come è risaputo, le scuole pubbliche sono state fondamentali in tutti i Paesi, soprattutto nel dopoguerra, per garantire un’istruzione accessibile a tutti e appianare le disuguaglianze sociali. Negli Stati Uniti, invece, le differenze in termini di scuole pubbliche e private sono molto marcate. Non è un caso che, negli USA, solo il 13% degli studenti i cui genitori non hanno un titolo universitario riesca a ottenere una laurea, contro una media OCSE del 20%. La mobilità intergenerazionale studentesca è una delle peggiori tra i Paesi più ricchi.

Oltre alla divisione pubblico-privato ci sono altri altri fattori, come l’uso massiccio di test standardizzati per misurare il rendimento degli studenti, che contribuiscono a rendere il sistema scolastico statunitense uno dei più rigidi al mondo, con conseguenze evidenti, e negative, sulle disuguaglianze tra gruppi e su quelle intergenerazionali.

 

Fonti e approfondimenti

The System Of Higher Education In The United States, Britannica.com

Guide to the Education System in the United States, Corsi-Bunker, Antonella

Intergenerational mobility in education, OECD

 

Editing a cura di Federica Affinita

 

 

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Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
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