Leggere tra le righe: la “Carmen” di Mérimée, un delitto di genere

Copertina di Simone D'Ercole | Instagram: @Side_Book

di Cecilia Coletti

“Ogni donna è furia; ha però due belle stagioni: quella del letto e quella della morte.” Questa è l’epigrafe – un epigramma del poeta greco Pallada – alla “Carmen”, novella dello scrittore francese Prosper Mérimée pubblicata nel 1855. Alla storia che vi è narrata sarà ispirata la celebre opera del compositore Georges Bizet che porta lo stesso titolo. Amore e morte come destini spesso uniti in molte biografie femminili, proprio nella “Carmen” diventano un moderno archetipo letterario. Trent’anni dopo, nel 1875, all’Opéra-Comique di Parigi, Carmen diventerà la prima protagonista femminile assassinata sulla scena: viene rappresentato il primo caso di femminicidio dell’opera lirica. Dalla novella emergono dei tratti importanti di quella che, tramite l’opera, può sembrare solo una tormentata storia d’amore ma che in realtà descrive non tanto un omicidio passionale quanto piuttosto un vero e proprio delitto di genere

La novella di Mérimée racconta di una battaglia tra i due sessi. Carmen è una donna bella e sensuale, ma anche una fuorilegge, una zingara, libera, sensibile al desiderio degli uomini. Il personaggio di Don José è invece quello di un contrabbandiere che viene sedotto da Carmen, con la quale intraprende una relazione. Per gelosia uccide i suoi contendenti e stregato dalla risoluta personalità della sigaraia mette in pericolo la sua stessa vita. Gli uomini per Carmen si sfidano a duello e così finiscono per assomigliarsi tutti, determinati a possederla. Don José, che ne reclama una sorta di esclusiva, la implora di fuggire via insieme, ma Carmen, che non lo ama più e non è disposta a rinunciare alla sua libertà, va incontro, consapevolmente, al proprio destino. Elle est neè libre et libre mourra”: “lei é nata libera e libera morirà”, canta il mezzo-soprano nell’opera. L’uccisione della protagonista rappresenta l’ultimo disperato atto necessario per ristabilire l’ordine, compromesso dalla temporanea uguaglianza che ha reso i due amanti rivali. 

Educazione all’affettività

Dopo più di 170 anni dalla pubblicazione della “Carmen” di Mérimeé il problema della violenza di genere viene ancora ricondotto, in modo riduttivo, alla corporeità. La protagonista della novella ci ricorda come, già allora, la violenza fosse insita nelle relazioni tra uomini e donne. L’uomo, nell’ambito di un rapporto, si dimostra ancora oggi spesso incapace di gestire l’abbandono e la sconfitta, nel momento in cui la donna si rifiuta di farsi per lui oggetto di possesso. 

Non è un caso che la Convenzione di Istanbul abbia stabilito con l’articolo 14 l’introduzione di una forma di educazione all’affettività per le scuole di ogni ordine e grado. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica del 2011 – il primo strumento giuridicamente vincolante che fa della violenza di genere una tematica importante nel diritto internazionale –  è volta in primis a tutelare i diritti delle donne e a promuovere l’effettiva parità tra i sessi. L’articolo della Convenzione dedicato all’educazione prevede, per gli Stati firmatari, l’inclusione nei programmi scolastici di temi quali il reciproco rispetto, i ruoli di genere non stereotipati, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, la violenza contro le donne basata sul genere e il diritto all’integrità personale. Per eliminare gli stereotipi di genere a partire dalle prime fasi della formazione individuale, il Consiglio d’Europa ha sollecitato l’introduzione di un’educazione sentimentale, che comprende al suo interno quella sessuale, tenendo conto delle trasformazioni sociali nel tempo.

La lotta contro la violenza di genere in Spagna

La Spagna, il Paese dove è ambientata la novella di Mérimée, è tra gli Stati membri del Consiglio d’Europa firmatari della Convenzione di Istanbul

Nel novembre del 2020, il Gruppo di esperti contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica del Consiglio d’Europa ha prodotto il suo primo rapporto di valutazione dell’attuazione della Convenzione di Istanbul da parte della Spagna

Il GREVIO, organo indipendente responsabile del monitoraggio dell’attuazione della Convenzione da parte degli Stati contraenti, ha riconosciuto l’impegno delle autorità spagnole nel combattere la violenza contro le donne e i progressi compiuti, in particolare, circa la violenza commessa da un partner o ex-partner. 

Il meccanismo di controllo del Consiglio d’Europa, esaminando il caso spagnolo, ha evidenziato la solida agenda di politiche di prevenzione e di lotta alla violenza contro le donne del Paese. Nello specifico, il GREVIO ha sottolineato il ruolo pionieristico che la Spagna ha avuto adottando la Legge Organica del 2004 sulle misure di protezione contro la violenza di genere, soprattutto quella commessa da partner o ex-partner. La legge ha combinato provvedimenti giudiziari e penali – tra questi l’istituzione di tribunali specializzati in materia di violenza contro le donne – con misure educative, sanitarie, sociali e di assistenza alle vittime. Nella Legge Organica del 2007 per l’effettiva uguaglianza tra uomini e donne, invece, si affrontano anche altre forme di violenza come le aggressioni sessuali, i matrimoni forzati e le mutilazioni genitali femminili. L’impatto delle leggi è stato integrato dalla Strategia nazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (2013-2016) che contiene ulteriori misure per migliorare le risposte istituzionali alla violenza commessa da parte di un partner o ex-partner. 

Ciononostante i dati mostrano come, solo nel 2015, 60 donne siano state assassinate da partner o ex-partner e le stime europee al 2016 indicano che una donna su tre, con più di 15 anni, è stata vittima di violenza fisica o sessuale, o di entrambe. Secondo la Delegazione governativa contro la violenza di genere del ministero per l’Uguaglianza spagnolo, dal 2003 – anno a partire dal quale vengono raccolti i dati – ad oggi, sono stati 1078 i casi di femminicidio in Spagna, 45 nel corso del 2020 e 55 l’anno precedente. Il GREVIO ha invitato le autorità spagnole a migliorare la fornitura di servizi di supporto, ampliando il campo di applicazione della linea di assistenza nazionale a tutte le forme di violenza coperte dalla Convenzione, rinforzando il quadro giuridico sull’assistenza psicologica, lo stalking, le molestie sessuali e le mutilazioni genitali femminili e garantendo l’adeguata attuazione delle sanzioni per questi reati. 

 

Fonti e approfondimenti

Méerimée, Prosper. 2004. “Carmen”. Marsilio.

Consiglio d’Europa. “Council of Europe Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence”.

Consiglio d’Europa. “La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul): Domande e risposte”. 

Consiglio d’Europa. “About GREVIO – Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestica Violence”. 

Consiglio d’Europa. “Media release: Spain praised for action against women intimate partner but urged to do more other forms fo violence against women”. 

Delegación del Gobierno contra la Violencia de Género. “Ficha estadística de víctimas mortales de Violencia de Género”.

EIGE. “Combating violence against women: Spain”. 25/11/2016. 

 

Editing a cura di Elena Noventa

Copertina a cura di Simone D’Ercole

 

 

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