Il personaggio dell’anno: Abe Shinzo

Abe Shinzo
Remix di Matteo Savi - CC BY 4.0

Il 27 settembre 2022, all’interno del Nippon Budokan (palazzetto costruito per le Olimpiadi di Tokyo 1964) vengono sparati diciannove colpi di cannone a salve. 

Quattromila ospiti, tra cui la vice-presidente degli Stati Uniti Kamala Harris, il Primo ministro indiano Narendra Modi e l’omologo australiano Anthony Albanese, osservano in silenzio Abe Akie trasportare un’urna contenente le ceneri del marito, Abe Shinzo, ex Primo ministro giapponese. Assassinato a luglio 2022 da Tetsuya Yamagami (apparentemente per i suoi legami con la Chiesa dell’Unificazione), Abe è stata la figura politica più significativa del Giappone negli ultimi vent’anni.

Un politico inaspettato

Figlio di una dinastia politica, da giovane Abe non era affatto interessato alla cosa pubblica: nelle sue memorie racconta che, da bambino, voleva fare il regista. 

Considerato uno studente non particolarmente dotato, decise di non tentare l’esame di ammissione alla prestigiosa Università di Tokyo, ateneo frequentato dal padre e da entrambi i nonni. Dopo aver trascorso un breve periodo in California (dove si iscrisse all’università senza mai conseguire la laurea), Abe tornò in Giappone per lavorare a Kobe Steel, importante produttore di acciaio. Il lavoro lo portò a vivere a New York per circa un anno, e poi finalmente a Tokyo. 

Abe abbandonò il posto a Kobe Steel (convinto dal suo stesso datore di lavoro) soltanto nel 1982, per diventare segretario personale del padre, Abe Shintaro, neo ministro degli Esteri nel governo di Kishi Nobusuke. Nel 1987, Abe sposò Matsuzaki Akie, ex dj radiofonica di Shimonoseki, città natale di Abe Shinzo. Negli anni, Abe Akie avrebbe preso il soprannome di “partito di opposizione domestica”, per le sue frequenti prese di posizione contrarie a quelle del marito, in particolare sui diritti della comunità LGBT+ e delle minoranze.

La carriera politica

Nel 1993, Abe venne eletto alla Camera dei rappresentanti, vincendo il seggio nel distretto di Yamaguchi, un tempo occupato dal padre. Entrato finalmente in  politica, una delle sue prime battaglie fu quella dei cosiddetti abductees, (almeno) diciassette cittadini giapponesi rapiti dal governo nordcoreano tra gli anni Settanta e Ottanta. Abe si impegnò per la causa lavorando con le famiglie delle persone coinvolte dai rapimenti e adottando posizioni dure contro il proprio partito e il ministero degli Esteri.

L’impegno gli valse il favore della popolazione: Abe ottenne il primo incarico governativo nel 2001, diventando vice-segretario di gabinetto dell’allora Primo ministro Koizumi Junichiro. Accompagnando spesso Koizumi nelle visite internazionali, Abe cominciò a farsi notare negli Stati Uniti e a emergere tra i giovani leader più promettenti del partito. 

Nel 2006, divenne finalmente Primo ministro, ma abbandonò l’incarico dopo un anno a causa dei problemi legati a una colite ulcerosa. In realtà, il suo primo governo venne travolto da numerosi scandali. Abe tornò alla guida del Giappone dieci anni fa, nel 2012, spingendo per riportare il Paese al centro delle relazioni internazionali

Si dimise infine nell’agosto del 2020, lamentando gli stessi problemi di salute che lo avevano fatto rinunciare all’incarico quattordici anni prima. Anche in questo caso, dietro la sua scelta alcuni vedono motivazioni politiche: il governo non aveva brillato nella gestione della pandemia. 

Relazioni internazionali e interpersonali

Abe è stato un “uomo forte” della politica, circondato da altri uomini forti alla guida delle potenze amiche (gli Stati Uniti di Trump e l’India di Modi) e di quelle “nemiche” (la Cina di Xi Jinping e la Russia di Putin). Proprio per questo, la sua eredità è principalmente legata al protagonismo sullo scenario internazionale: una delle caratteristiche di Abe è di aver sempre tentato di coltivare relazioni interpersonali con i suoi omologhi, ottenendo un mix di successi e fallimenti. 

Le partite di golf e le telefonate con l’ex presidente Trump riuscirono a rafforzare le relazioni tra Tokyo e Washington, in un periodo in cui le dichiarazioni social e mediatiche del tycoon stavano mettendo in crisi i rapporti degli Stati Uniti con i suoi principali alleati. Anche le relazioni tra Tokyo e Nuova Delhi sono migliorate durante la premiership di Abe, guidate dall’amicizia costruita con Modi. Alla morte di Abe, il Primo ministro indiano ha dichiarato di aver perso un  «grande amico» con cui aveva un forte «legame personale»

Invece, il legame costruito con Putin non ha portato a nessun passo avanti in merito alla questione dei cosiddetti “territori del Nord” (le isole Curili), che Giappone e Russia si contendono dalla fine della Seconda guerra mondiale. 

Un funerale controverso per un’eredità discussa

Abe è stato il secondo Primo ministro giapponese  (dopo Yoshida Shigeru) a ricevere un funerale di Stato, costato oltre 1.2 miliardi di yen (circa 8 milioni di dollari). Le esequie di Stato non sono state accolte con favore dalla maggior parte della popolazione: secondo un sondaggio condotto da “Yomiuri Shimbun”, all’inizio di settembre oltre la metà dei cittadini e delle cittadine giapponesi era contraria alla cerimonia

Uno dei motivi è un’altra eredità lasciata dall’ex Primo ministro: nonostante Abe sia generalmente ricordato come un leader democratico e un “gigante della politica” non bisogna dimenticare come la sua ideologia politica fosse fortemente revisionista, in particolare rispetto ai crimini di guerra commessi dal Giappone durante la Seconda guerra mondiale. Ciò ha reso Abe una delle figure più divisive nel panorama politico giapponese e mondiale.

«La costituzione giapponese è stata scritta quando il Giappone era sotto l’occupazione [statunitense, ndr]. Credo che sia importante che noi giapponesi scrivano una nuova costituzione per noi stessi, che rifletta ciò che riteniamo desiderabile nel XXI secolo», disse Abe un’intervista rilasciata nel 2007 al “Chicago Tribune, in preparazione alla prima visita alla Casa bianca, allora guidata dal presidente George W. Bush. 

Nonostante la mancata riforma costituzionale sia considerata un fallimento della sua amministrazione, la serie di cambiamenti in politica estera e di difesa ha premuto comunque l’acceleratore verso la rimilitarizzazione del Giappone, il vero desiderio di Abe: sui desideri del popolo giapponese, a parlare ora sarà la storia. 

 

 

 

 

Fonti e approfondimenti

Centre for Strategic and International Studies. “Abe’s Investment in His Relationship with President Trump has Advanced Japanese Interests”, Debating Japan, 30 (1), 30 gennaio 2020.

Fee, Will, “Why people are opposed to Abe’s state funeral”, The Japan Times, 16 settembre 2022.

Gan, Nektar e Jozuka, Emiko. “Akie Abe, widow of assassinated leader Shinzo Abe, set a new mold for Japanese first ladies”, CNN, 11 luglio 2022.

Harris, Tobias. “The Iconoclast. Shinzo Abe and the New Japan” Hurst Publishers, 2020.

Hughes, Christopher, W. “Japan’s Foreign and Security Policy Under the ‘Abe Doctrine. New Dynamism or a New Dead End?”, Palgrave MacMillan, 2015.

Miller, Manjari Chatterjee. “India’s Special Relationship with Abe Shinzo”, Council on Foreign Relations, 14 luglio 2022.

Walker, Joshua e Azuma Hidetoshi. “Shinzo Abe’s Unifinished Deal with Russia”, War on The Rocks, 11 settembre 2020.

 

 

 

 

Editing a cura di Beatrice Cupitò

 

 

 

 

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