“Italiani brava gente”, anche quando si guadagna dalla guerra

export armi
Immagine generata con supporto AI © Lo Spiegone CC BY-NC

L’Italia è il Paese che sta guadagnando di più dalle guerre in corso. Secondo l’ultimo report del Sipri, l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, l’Italia è diventata il sesto Paese esportatore di armi mondiale, dopo Stati Uniti, Francia, Russia, Cina e Germania. Ha aumentato più di ogni altro Paese le sue esportazioni: +86% tra il 2019 e il 2023. Con una percentuale sull’export mondiale che se tra il 2014 e il 2018 valeva il 2,2%, oggi arriva al 4,3%. La Francia è al secondo posto con +47%. 

Dove vanno a finire le nostre armi? 

Al primo posto tra i destinatari dei nostri armamenti troviamo il Qatar (27%), poi l’Egitto (21%) e al terzo il Kuwait (13%). L’italia continua a esportare armi anche in Israele, che nel frattempo prosegue l’escalation militare nei territori palestinesi. Nel 2022 Israele ha ricevuto armi da aziende italiane per quasi 9,3 milioni di euro. Nel solo mese di dicembre 2023, nel pieno dei bombardamenti da parte di Tel Aviv a Gaza, l’export italiano ha toccato quota 1,3 milioni di euro. 

Complessivamente il 71% delle esportazioni italiane è stato destinato al Medio Oriente. Al Qatar, che è il terzo più grande importatore di armi al mondo, abbiamo venduto ben 4 fregate. Due fregate sono arrivate anche all’Egitto.

Stati Uniti al primo posto 

A confermarsi il più grande esportatore di armi al mondo sono gli Stati Uniti, che hanno aumentato le esportazioni del 17%, mentre le esportazioni russe si sono dimezzate. 

Più della metà delle importazioni di armi da parte degli Stati europei proviene dagli Stati Uniti“, ha osservato il direttore del SIPRI Dan Smith. “Allo stesso tempo l’Europa è responsabile di circa un terzo delle esportazioni globali di armamenti, compresi i grandi volumi che vanno al di fuori della regione e riflettono la forte capacità militare-industriale dell’Europa”. 

Tra i fattori che modellano le decisioni degli Stati europei nella NATO di importare armi dagli USA, la volontà di mantenere salde le relazioni transatlantiche è tra i principali. Se le relazioni tra gli alleati cambieranno nei prossimi anni, anche il futuro delle politiche di approvvigionamento di armamenti potrebbe essere quindi modificato.

“Gli Stati Uniti hanno aumentato il loro ruolo globale […] esportando più armi in più Paesi di quanto non abbiano mai fatto in passato”, ha affermato Mathew George, direttore del programma SIPRI Arms Transfers. “Questo arriva in un momento in cui il dominio economico e geopolitico degli Stati Uniti viene sfidato dalle potenze emergenti”.

Il ruolo della guerra in Ucraina 

Mosca è scalata di un gradino nella classifica, piazzandosi solo al terzo posto, dopo la Francia, probabilmente anche a causa delle sanzioni. La guerra in Ucraina, come facilmente prevedibile, ha probabilmente invece dato un’impronta ai nuovi dati, soprattutto nell’ultimo anno. Oggi è il quarto importatore di armi nel mondo, nel 2023 il principale. Dopo l’invasione russa sono almeno 30 i Paesi che riforniscono Kiev. 

È l’India invece il principale importatore di armi al mondo. Nel quinquennio 2019-2023 ha acquistato circa il 10% di tutte le armi uscite dai Paesi di produzione. 

 

Fonti e approfondimenti

la Forgia, E., “Mercato delle armi, Italia e UE – intervista a Futura D’Aprile“, Lo Spiegone, 25/02/2024

SIPRI. 2024. TRENDS IN INTERNATIONAL ARMS TRANSFERS.

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