Lo stato di emergenza è giunto al termine. L’Eliseo pensa così di guidare la de-escalation in Nuova Caledonia, dove le rivolte dei kanak hanno segnato il mese di maggio. Ma anche a fronte delle migliori intenzioni di Parigi, l’abbandono della violenza politica non è affatto scontato.
Dietro alle proteste ci sono molteplici ragioni. Una riguarda la riforma del sistema elettorale, volta a penalizzare il margine politico degli indigeni. Ma l’instabilità si nutre anche della crisi economica e sociale che contraddistingue l’arcipelago. Crisi che ha nel nichel uno dei propri fili conduttori.
Le vene aperte della Nuova Caledonia
In Nuova Caledonia la storia dell’estrazione mineraria è strettamente legata alla colonizzazione francese. Dopo aver imposto il proprio dominio per sottrarre l’arcipelago all’egemonia britannica a metà dell’Ottocento, la potenza coloniale ha depredato a lungo le risorse naturali del territorio.
Per questo, con la lotta per l’emancipazione politica delle comunità kanak, nell’ultima parte del Novecento sono aumentate le rivendicazioni indigene sulle riserve. Nel frattempo, si è riversata sul nichel una grande attenzione da un capo all’altro del globo, in quanto esso rappresenta un elemento cruciale per la transizione ecologica.
Oggi, le miniere di nichel si trovano quindi al centro di un conflitto dalle profonde implicazioni economiche, sociali e ambientali. Alle pretese delle grandi multinazionali rispondono infatti le comunità indigene ma anche le organizzazioni non governative ecologiste.
Non è un mistero infatti che il processo estrattivo sia altamente impattante. E le conseguenze, come quasi sempre accade, finiscono per impoverire la qualità della vita delle popolazioni native. Senza mettere in secondo piano fauna e flora locali – compresi beni patrimonio dell’Unesco – anch’esse minacciate più o meno direttamente dal processo estrattivo.
Il paradosso del nichel
La Nuova Caledonia è il terzo più grande fornitore mondiale di nichel e ha le quinte riserve mondiali di metallo (dati relativi al 2023). Data la straordinaria concentrazione in un territorio relativamente piccolo, le miniere di Nouméa negli ultimi due secoli hanno sempre rappresentato una fonte di potere.
Ma gli ultimi sviluppi del mercato hanno visto un progressivo indebolimento dell’offerta neocaledonese. In questi anni infatti Jakarta ha fatto dei passi da gigante nel settore del nichel. I forti investimenti, sostenuti anche dalla Repubblica popolare cinese, hanno portato le realtà indonesiane a incrementare notevolmente la produzione.
I costi di produzione a Nouméa sono molto più alti che a Jakarta. Questo determina una situazione apparentemente paradossale. Sebbene si stimi che nei prossimi 20 anni vi sarà una triplicazione dell’offerta, in Nuova Caledonia gli attori dell’estrazione e del commercio si sono trovati ad affrontare difficoltà crescenti. Finendo anche per alzare bandiera bianca.
Il filo conduttore del nichel
Glencore e PRNC stavano infatti cercando di vendere partecipazioni nelle rispettive società, ben prima che iniziassero le proteste. Insieme a SLN, essi rappresentano i tre giganti del settore, impiegando più di 13 mila lavoratori – la popolazione complessiva dell’arcipelago è di 270 mila.
Nella ricerca di una via di uscita dalla crisi, il governo Macron ha proposto a novembre il cosiddetto Patto per il nichel. Si tratta di un pacchetto di salvataggio da 200 milioni di euro, volto a sovvenzionare i costi energetici delle imprese in cambio di una serie di riforme del settore. Le ostilità tra fazioni lealiste e indigene hanno però comportato uno stallo sull’accordo. Che di fatto deve essere ancora discusso.
Lungi dall’essere un mero elemento sullo sfondo, il controllo di questa risorsa strategica e il futuro dell’industria sono uno dei fili conduttori delle attuali violenze. Per le comunità che promuovono l’indipendenza dalla Francia, il nichel simboleggia la strada verso l’autonomia e soprattutto l’autodeterminazione. Una questione pienamente politica. Che solo con la politica potrà essere risolta.
Fonti e approfondimenti
Bezat, J.M., “New Caledonia’s nickel: Key resource for archipelago and pro-independence movement”, Le Monde, 18/05/2024
Decloitre, P., “New Caledonia’s nickel French ‘pact’ in limbo”, RNZ News, 19/04/2024
Trompiz, G., “Explainer: What New Caledonia riots mean for the nickel industry”, Reuters, 22/05/2024
Turton, S., “New Caledonia unrest deals further blow to nickel industry”, Nikkei Asia, 24/05/2024


