Esiste davvero il Paraguay?

Il Paraguay è uno Stato di 406.752 km2con 6 milioni e mezzo di abitanti, pochi di meno della sola città di Londra. La sua posizione geografia è al centro del Sud America e confina con Brasile, Bolivia e Argentina. I dati del paese sono certi, ma siamo realmente sicuri che il Paraguay sia realmente uno Stato? Oppure si è trasformato in un elemento nuovo sulla carta del Sud America?

Le poche notizie che arrivano dal Paraguay parlano di fame, problemi sociali e enormi disuguaglianze interne. La storia del paese è sempre stata molto movimentata, essendo stato molto spesso influenzato da potenze coloniali o potenze vicine. Il paese ha guadagnato l’indipendenza dalla Spagna nel 1811 ma poi è stato governato da dittatori di varia natura e di varia origine: francesi, brasiliani e infine Stroessner.

El Stronado , così sono chiamati i trentacinque anni di dominio di Stroessner sul Paraguay, è stato uno dei periodi più duri per il paese. Il dittatore, salito al potere con il Partido Colorado, partito di destra che ancora oggi guida il paese, commetterà orribili crimini contro i suoi oppositori e contro tutta la sua popolazione.

A differenza degli altri grandi paesi dell’America Latina il Paraguay non è mai stato puntato, in modo particolare da grandi potenze, come obiettivo sul quale esercitare influenza. Il piccolo paese all’interno del continente è sempre stato più al centro dei desideri delle grandi organizzazioni criminali che lo usavano, e lo usano tuttora, come hub per la droga.

Il Paese adesso è governato da Horacio Cartes, uno dei presidenti più dubbi che il continente abbia mai ammirato. La sua storia inizia durante la dittatura di Stroessner quando, spinto dal ricco padre, decide di entrare negli affari e inizia a costruire aerei in Paraguay. Con molta fortuna, e quasi inspiegabilmente, diventa estremamente ricco. Questa ricchezza gli costa l’inimicizia del dittatore. La sua bibliografia, che si avvicina più ad una agiografia, racconta che Stroessner lo cacciò dal paese per le sue idee democratiche, altre voci dicono che i due erano in combutta e che l’attuale presidente non rispettò gli impegni presi con il pericoloso tiranno.

Il Paraguay è ben descritto dalla vita del suo presidente ma nel 2008 sembra esserci una speranza per il paese, tanto che Cartes in questo periodo sparisce nell’ombra. Fernando Lugo è la speranza dei Paraguagi nel 2008. Un vescovo di Asunciòn che nel 2008 corre alle elezioni e le vince diventando il primo presidente socialista del Paraguay. Le prime proposte del governo sono di stampo socialista populista: trasparenza degli organi statali, lotta alla corruzione, salario minimo, lotta alle mafie.

Per quattro anni Lugo combatte nel paese ma la situazione non sembra migliorare. Gli strati alti della popolazione gli remano contro e il 2012 è il suo ultimo anno da presidente. Iniziano ad uscire scandali, sembra che il presidente abbia dei figli, eppure è un prete. Lui ne riconosce due, la chiesa che lo ha sempre sostenuto se ne lava le mani. Dopo una manifestazione in cui negli scontri vengono uccisi dei contadini, il parlamento propone un impeachment e in 48 ore il presidente, senza neanche la possibilità di difendersi, è defenestrato. Le grandi democrazie socialiste del Sud America hanno sempre definito questo avvenimento un colpo di stato e questo è costato al Paraguay l’esclusione dal Mercosur.

Cartes nel 2012 ricompare e sembra, dalle storie raccontate negli ambienti più alti, che abbia comprato un posto per correre alle presidenziali tra le fila del Partito Colorado. Dopo lo scandalo di Lugo, il partito Colorado vince e il paese finisce nuovamente nelle mani di Cartes. Erano state promesse misure miracolose nella campagna elettorale ma non sono mai state attuate.

La povertà è aumentata e il paese è sempre più in ginocchio. La maggior parte della popolazione vive nelle regioni orientali e cerca di sopravvivere attraverso l’agricoltura, ma il terreno è poco fertile e sono stati fatti terribili errori nelle scelte economiche. Le rivolte dei campesinos sono all’ordine del giorno e il governo Cartes ha imparato a fare i conti con gli scioperi totali che hanno paralizzato il paese. Proprio per questo anche il suo partito gli ha tolto l’appoggio. Non esistono politiche pubbliche e la popolazione vive di espedienti, infatti l’emigrazione è altissima in particolare verso il Brasile e l’Argentina.

Il Presidente Cartes ha promesso che non si ricandiderà ma il Partito Colorado troverà un nuovo candidato per continuare ad avere il potere.Il Paraguay ha un PIL di 29 miliardi di dollari americani, terzultimo in Sud America, davanti solo a Suriname e Guyana. In base al Transparency index è 130/168 con un punteggio di 27/100 e di conseguenza è considerato uno degli stati più corrotti del mondo. Le elezioni sono pilotate e le manifestazioni dei contadini organizzati in cooperative, finiscono spesso represse nel sangue. Il paese sembra più nelle mani delle mafie che lo usano come un hub per spostare droga, alcool e tabacco di contrabbando.

Ora possiamo ritornare alla nostra domanda e provare a darci una risposta: il Paraguay è ancora uno Stato?

 

Per approfondire:

http://www.ruralpovertyportal.org/country/home/tags/paraguay

http://www.independent.co.uk/news/world/americas/horacio-cartes-millionaire-criminal-business-titan-homophobe-the-next-president-of-paraguay-8580851.html

https://www.foreignaffairs.com/articles/paraguay/2016-02-05/sneaking-smoke

http://www.economist.com/node/21557802#footnote1

http://www.telesurtv.net/english/news/67-Percent-of-Paraguayans-Disapprove-Cartes-Administration-20150816-0019.html

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