Perchè Podemos non è il M5S

Negli ultimi anni due nuovi partiti hanno sfidato l’establishment spagnolo, inserendosi prepotentemente nel vecchio dualismo tra popolari e socialisti. Podemos e Ciudadanos hanno storie simili e alcune affinità ma sono profondamente diversi. Molti nel tempo hanno pargonato il primo con l’italiano Movimento 5 Stelle, un confronto opinabile, la cui correttezza è cambiata nel tempo con l’evoluzione dei due soggetti.

Questi partiti sono divenuti fondamentali per risolvere il caos politico generato tra le elezioni di dicembre 2015 e quelle della scorsa settimana, periodo nel quale in Spagna non si è riusciti a formare una maggioranza parlamentare. Tralasciando per ora Ciudadanos, vediamo da vicino gli outsider Podemos, da molti accostati all’italiano M5S, per capire se questo confronto ha o meno degli argomenti convincenti.

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Pablo Manuel Iglesias Turriòn

Podemos

Podemos nasce dal grande movimento di popolo degli Indignados del 2010, quando una parte della rete di attivisti formatasi in quel periodo si diede una struttura di partito basata sulla trasparenza, mettendo al proprio vertice il professore Pablo Iglesias. Il partito nasce dal malcontento verso la politica tradizionale, la corruzione e le misure di austerità imposte alla Spagna durante la sua crisi del debito pubblico, facendo proprie le spinte che portarono la gente in piazza e affiancandole con altre istanze politiche di stampo socialdemocratico.

Podemos ha fin da subito una forte connotazione di sinistra, tanto da allearsi alle amministrative di Madrid e Barcellona con la Izquierda Unida, raggruppamento delle forze della sinistra radicale. Il rapporto tra i due ri rafforzerà fino alla costituzione dell’alleanza elettorale Unidos Podemos per le elezioni 2016, con l’intento di diventare la prima forza di sinistra del paese scavalcando i socialisti del PSOE.

I primi eclatanti successi di Podemos sono state le vittorie delle candidate sindaco da loro appoggiate alle comunali di Madrid e Barcellona: Manuela Carmena e Ada Colau. Alle elezioni politiche 2015 ha ottenuto il 20,65% dei voti, diventando di fatto la terza forza politica del paese. Per questo risultato sono stati la forza in grado di risolvere la paralisi istituzionale spagnola ma, non accettando l’alleanza di governo con il PSOE in quanto non soddisfatti dalle sue proposte, non hanno permesso la formazione di una maggioranza parlamentare portanto quindi il paese a nuove elezioni.

Podemos esce ridimensionato dal voto 2016, ottenendo le stesse percentuali del 2015 ma dentro la coalizione con la Izquierda Unida, il che significa una perdita netta di circa un milione e mezzo di voti. Il vero dato politico di questo voto, oltre il rafforzamento del centro-destra del Partito Popolare, resta quindi il fallito sorpasso ai danni del PSOE socialista, obiettivo elettorale della coalizione che quindi si attesta come seconda forza di sinistra del paese.

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Unidos Podemos è il nome adottato dalla coalizione

Il Movimento 5 Stelle non è Podemos

Confrontare i due movimenti aveva un senso anni fa, quando entrambi si stavano affacciando sui rispettivi scenari politici nazionali, ma già allora le differenze odierne erano in incubazione. Entrambi nascono e si alimentano tra coloro che si sentono delusi dalla politica tradizionale, dai partiti di governo e dalle misure di austerità economica e contrazione del welfare seguiti alla crisi economica del 2008. Entrambi nascono “dal basso”, seppur con diverse modalità (blog e meet-up uno, assemblee di quartiere l’altro), ed entrambi usano largamente i nuovi media e si appellano fortemente ai giovani e ai precari.

In quella fase entrambi si riferiscono allo stesso elettorato e propongono simili misure di lotta alla corruzione, trasparenza nella politica e rilancio dell’economia e dei sevizi pubblici a favore delle classi medie e popolari. Entrambi hanno come obiettivi programmatici il reddito minimo di cittadinanza, l’opposizione al pareggio di bilancio e una gestione finanziaria meno sottomessa al settore bancario. A dire il vero le affinità tra i due gruppi finiscono qui, poichè prendono immediatamente due strade diverse, che divergono con il tempo.

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Il partito di Pablo Iglesias offre una chiara linea politica: ha deciso di prendere il posto a sinistra del PSOE nel ventaglio parlamentare spagnolo, una chiara dichiarazione di identità con gli storici temi della Sinistra che si rispecchia nell’enorme impegno sociale del partito. Il Movimento 5 Stelle al contrario si presenta come calderone di istanze provenienti da più direzioni, mutevole e composito e senza una linea unitaria e precisa. Nel M5S l’opposizione all’establishment è ancora la battaglia principale, mentre per Podemos va di pari passo con un programma politico centrato su temi sociali e occupazionali.

Il Movimento 5 Stelle, almeno nella sua versione iniziale, puntava a dare voce l’avversione qualunquista alla politica, mentre Podemos, nascendo dalle assemblee di quartiere, affianca a questa avversione un disegno politico di governo e di guida del paese, non volendosi limitare al ruolo di oppositore e controllore ma puntando alla guida del paese. Entrambi si prefiggono comunque di superare il dualismo destra/sinistra e i partiti tradizionali, ma Podemos non intende “fare da solo” come il M5S, cercando invece alleanze tra le altre forze per portare avanti le proprie istanze.

Camera dei Deputati - Voto di fiducia al nuovo governo

Le dichiarazione di Luigi Di Maio nel post-voto delle amministrative 2016 fanno presagire una volontà di parte del M5S di superare l’antipolitica e diventare una forza con aspirazioni di governo, ma bisognerà fare i conti con una base costituita su un populismo a tratti incompatibile con questa svolta. La sfida per l’evoluzione del partito è stata lanciata, vedremo nel prossimo futuro se sarà accolta e se, forte del grande consenso che riscuote, il partito riuscirà a raffinare la sua posizione e diventare una forza capace di correre responsabilmente per l’ingresso nel governo e nei ministeri, oltre che nelle giunte di decine di comuni, Roma e Torino.

 Approfondimenti

Democrazia anno zero. Il manifesto politico del leader di Podemos di Pablo Iglesia Turriòn

Podemos. La sinistra spagnola oltre la sinistra di Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena

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