Navalny e la giovane opposizione russa

Le manifestazioni che hanno avuto luogo nell’inverno tra il 2011 e il 2012, contro i brogli nelle elezioni che avevano riportato alla presidenza Putin, un’ondata di leggi (alcune chiaramente di carattere anticostituzionale) che hanno limitato fortemente la libertà di manifestare le opinioni in pubblico. Le susseguenti ondate di manifestazioni sono state sciolte per inerzia o per l’intimidazione di misure sempre punitive; appellandosi all’Art. 20.2.2  del codice sugli Illeciti Amministrativi che porta il nome di “Organizzazione della presenza contemporanea di massa o circolazione dei cittadini in luoghi pubblici che portano alla commissione dei reati di ordine pubblico”, la protesta non autorizzata porta a 15 giorni di detenzione, 40 giorni di lavori socialmente utili o cinque anni di reclusione per i recidivi.

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L’occasione per la manifestazione dello scorso 26 marzo è stata l’indagine fatta dal’Anti Corruption Foundation (FBK) di Alexey Navalny sulle proprietà che l’odierno capo del governo russo (Medvedev) possiede all’estero, e che gestisce tramite intermediari. Sono stati numerosi i possedimenti resi noti dal documentario facilmente visibile online: dalla dacia con piscina, tre eliporti, pista da sci privata e stagno pieno di papere (di fatti le papere di gomma gialla sono divenute il segno di questa protesta), ed anche la villa e azienda vinicola nel Chianti, l’Aiola. La protesta si è svolta in maniera piuttosto pacifica ma è stata repressa con la solita severità: oltre alle 700 detenzioni totali (secondo la Odv-info, un’organizzazione indipendente che informa sui provvedimenti giudiziari per motivi politici) dove anche lo stesso leader dell’opposizione Navalny ha subito l’ennesimo arresto. Gli è stata data una pena di detenzione sospesa a cinque anni, mettendo in dubbio la sua corsa alla presidenza nel 2018.

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Ma chi è Navalny?

Avvocato e blogger, guidato da posizioni nazionaliste, è diventato popolare dopo aver indagato sulla corruzione dell’élite putiniana e ha guadagnato sostenitori soprattutto durante le manifestazioni di piazza del 2011. Da quel momento ha dovuto affrontare numerosi problemi giudiziari. Fa parte della corrente ‘nazionaldemocratica’ inquadrabile politicamente a metà tra il populismo di centrodestra e populismo della nuova destra radicale. Oggi egli  milita nel partito populista di centrodestra “Partito Del Progresso” e in passato era stato nel partito liberale di centrosinistra “Yabloko”.
Naval’nyj è noto per aver espresso commenti xenofobi oltre che ad aver partecipato a manifestazioni di carattere nazionalista e contro l’immigrazione clandestina come la “marcia su Mosca” del 2011. Un altro tentativo di mettere a tacere il capo dell’opposizione è stata la condanna per appropriazione indebita nel 2013, ma allora gli fu permesso di candidarsi alle elezioni comunali a Mosca. Già allora ha dimostrato la portata del sostegno che ha alle spalle: con il 27% dei voti si è posizionato dietro al favorito di Putin, Sergei Sobyanin (odierno sindaco di Mosca).

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Durante la manifestazione di quest’anno, la polizia ha fatto irruzione negli uffici di Fbk: tutti i presenti sono stati arrestati, documenti e pc posti sotto sequestro. Il co-fondatore, Leonid Volkov, potrebbe essere incriminato per “estremismo”, delitto punibile con sei anni di carcere duro, per la diretta streaming sul sito di Fbk delle immagini della manifestazione moscovita senza autorizzazione.

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L’opposizione russa, che è stata sempre giudicata dalla sua apparenza elitaria e dalla sua limitatezza all’interno della società, ha apparentemente preso una nuova direzione. Vladimir Putin è al potere da 18 anni, durante i quali si è alternato tra la carica di presidente e quella di primo ministro. Questo significa che le persone che hanno meno di vent’anni, hanno sempre vissuto sotto il suo dominio e che i minori di trent’anni non si ricordano di un altro leader. Sembra però che la generazione putiniana ne abbia abbastanza: perché a quanto giudicare dall’età dei presenti sono stati gli studenti a riempire le piazze. E’ stata rotta l’apparente a-politicità che ha guidato per tanti anni la popolazione russa, con la dimostrazione dell’esistenza di un’opposizione decisa, moderata e responsabile, e di come invece Cremlino tema la piazza. Questa volta hanno attivamente partecipato anche le zone remote come Barnaui, nell’Altaj e Chita, nel Transbajkal. Ciò è stato reso possibile soprattutto grazie ai canali di comunicazione usati da Navalny: i social networks nei quali gli adolescenti trascorrono gran parte del loro tempo è divenuto l’habitat perfetto per spargere il verbo.

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L’immagine della Russia in subbuglio ha lasciato abbastanza perplesso il teatro internazionale. Il lunedì scorso l’Unione Europea ha invitato Mosca a rilasciare i manifestanti arrestati; L’UE ritiene che la detenzione dei manifestanti violi i diritti dei cittadini alla libertà di espressione. Negli Stati Uniti hanno si è commentato il comportamento della Federazione come “insulto ai valori democratici.” Un fatto interessante è che la scorsa settimana, la Russia è stata ordinata dalla CEDU a pagare Navalny più di £ 54.000 a titolo di risarcimento perché il suo diritto alla protesta pacifica era stato ripetutamente violato dal 2012.

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Lo scorso 30 marzo 2017 è giunto uno dei primi feedback governativi rispetto alla manifestazione: lo stesso Vladimir Putin ha dichiarato di approvare l’attenzione che è stata posta sul problema della corruzione ma avverte anche che le riunioni non dovrebbero essere uno strumento di lotta politica. Egli ha ribadito che un tale comportamento è stato uno dei motivi per il colpo di stato in Ucraina, paragonando l’evento quindi alle Primavere Arabe e all’Euromaidan. I mesi che separano il Paese dalle elezioni presidenziali del 2018 potrebbero esser fatali alla cosiddetta “democrazia controllata” che vige in Russia e smascherare un regime di fatto sempre più autoritario.

FONTI:

  1. https://navalny.com/
  2. https://www.theguardian.com/world/2012/feb/04/anti-putin-protests-moscow-russia
  3. https://www.opendemocracy.net/od-russia/alexandr-litoy/guide-to-political-persecution-in-russia
  4. http://time.com/4713352/protests-in-moscow-russia/
  5. https://lenta.ru/news/2017/03/27/navalny_arrest/
  6. https://lenta.ru/news/2017/03/27/espescov/

INDAGINE FBK (russo): https://www.youtube.com/watch?v=qrwlk7_GF9g&t=111s

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