I lavoratori egiziani tra ETUF e sindacati indipendenti

All’interno delle società moderne e del terzo settore, un ruolo fondamentale è ricoperto dai sindacati, strumento di rappresentanza e di difesa per milioni di lavoratori. Come qualsiasi organizzazione non direttamente affiliata allo Stato, in molte aree del mondo i sindacati subiscono la repressione di regimi autoritari. In Egitto, ad esempio, la situazione appare critica. Di fatto, in un Paese in cui la parola “sindacalismo” riporta alla mente scenari poco chiari come la morte di Giulio Regeni, una delle costanti che hanno accomunato i vari regimi al potere è stata il diretto controllo esercitato sui sindacati.

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Cartellone di protesta a una manifestazione organizzata da Amnesty International. Fonte: CC Search

 

Il monopolio dell’ETUF dal 1957 al 2011

La prima forma di rappresentanza dei lavoratori in Egitto risale al 1957, anno in cui venne istituita l’Egyptian Trade Union Federation. Anche se creata sull’onda dell’entusiasmo post-rivoluzione, l’ETUF ha costituito più uno strumento di repressione che di rappresentanza. Lo stesso Nasser, tra i massimi esponenti del socialismo arabo, ricorse più volte all’ETUF per tenere sotto controllo i rappresentanti dei lavoratori. Infatti, nominando a proprio piacimento le più alte cariche dell’ente, Nasser trasformò  la più grande sigla sindacale d’Egitto in uno strumento di propaganda. La stessa politica venne poi adottata anche da Mubarak, che rimase al potere per trent’anni. Proprio sotto il regime di quest’ultimo, l’ETUF arrivò a rappresentare 6 milioni di lavoratori e a divenire ufficialmente l’unico sindacato del Paese.

Il monopolio dell’ETUF finì nel 2011 con la caduta del regime di Mubarak in seguito alla Primavera Araba egiziana. Nello stesso anno, l’ETUF iniziò a perdere la propria posizione privilegiata anche a causa dei verdetti provenienti dalla Suprema Corte Amministrativa. Infatti, sotto la presidenza transitoria di Essam Sharaf, la Corte delegittimò a livello nazionale l’ETUF: il verdetto del 2012, infatti, provò l’irregolarità delle elezioni interne all’organizzazione nel 2001. Elezioni, come provato, pilotate e prive di qualsiasi controllo giuridico super partes. Inoltre, sempre durante lo stesso processo, fu provato l’utilizzo della federazione come strumento di repressione: dal 2006 al 2010 esponenti dell’ETUF, accompagnati da membri delle forze armate, hanno minacciato a più riprese rappresentanti indipendenti dei lavoratori pronti a indire scioperi.

Sull’onda dell’indignazione, nel 2011, milioni di egiziani scesero in piazza chiedendo il diritto all’autorganizzazione. In quel momento si aprì una breve parentesi libertina per il sindacalismo egiziano, parentesi che sarebbe stata chiusa dalle aggressive politiche di al-Sisi.

Il post-Primavera araba e il tripolarismo sindacale egiziano tra ETUF, EFITU e EDLC

Tra i tanti fattori che hanno contribuito alla nascita dei moti rivoluzionari egiziani, la situazione sindacale e dei lavoratori in generale risultano tra i più importanti. Il 30 aprile 2011, durante uno dei tanti sit-in di protesta in Piazza Tahir, da un comitato indipendente nacque l’EFITU (Egyptian Federation Indipendent Trade Union). La nascita del primo sindacato indipendente d’Egitto riscosse un enorme successo, evolvendosi fin da subito in una sigla di caratura nazionale. Infatti, le classi lavoratrici non rappresentate dall’ETUF (associabile principalmente ai lavoratori statali) in poco tempo si convertirono all’interno della nuova sigla con quasi 2 milioni di iscritti.

La nuova organizzazione guidò per i mesi successivi gran parte degli scioperi e delle proteste dei lavoratori. Nel 2015, l’ONG egiziana Democracy Matter ha rilevato come la nascita dell’EFITU abbia coinciso con un aumento delle dimostrazioni dei lavoratori su tutto il territorio nazionale. Dal 2011 al 2013, le manifestazioni organizzate dalla nuova sigla sindacale si sono contate a centinaia, con un picco nel 2013 con 751 azioni.

Inoltre, si può affermare che il 2013 ha rappresentato un anno di svolta per i sindacati egiziani sotto diversi aspetti. Da un lato, il colpo di stato militare di Sisi ha preannunciato l’ennesima dura repressione nei confronti dei sindacati indipendenti, in quanto nel disegno politico dell’attuale Presidente l’ETUF sarebbe tornato a svolgere la sua tipica funzione di strumento di propaganda. Dall’altro lato, il 2013 ha visto la nascita della terza organizzazione sindacale egiziana: l’Egyptian Democratic Labour Congress. Quest’ultima è andata a raccogliere il consenso dei lavoratori del settore privato, stimabili intorno ai 2 milioni e fino ad allora rimasti senza rappresentanza.

Al momento, quindi, i sindacati egiziani sono tre. Mentre l’ETUF gode dell’appoggio statale e dell’esercito, le sigle indipendenti EFITU e EDLC godono del riconoscimento internazionale dell’International Labour Organization (ILO). Vista l’iniziale situazione di stallo legale, per la quale l’EFITU e l’EDLC sono state a cavallo tra legalità e illegalità per anni, le tre organizzazioni hanno competuto tra loro (anche in maniera violenta) per ottenere più iscritti e quindi più legittimità. Mentre al-Sisi ha promesso bonus ai lavoratori dei settori iscritti all’ETUF nel caso non avessero cambiato sigla, l’EFITU e l’EDLC si sono spartiti i consensi tra i ceti più bassi del mondo lavorativo.

Per diversi anni i tre sindacati hanno visto un constante cambiamento di fronte da parte dei propri iscritti, accompagnato da violenze e intimidazioni. Complice del caotico scenario è stato il vuoto legislativo in materia. La situazione, infatti, è divenuta più chiara solo nel 2017, con l’approvazione da parte del Parlamento egiziano di una legge a riguardo.

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Manifestazione a favore delle sigle sindacali indipendenti a Il Cairo. Fonte: CC Search

“The Trade Union Organization Law” del 2017 e la repressione di al-Sisi

Nel dicembre 2017, il Parlamento egiziano ha approvato il pacchetto di leggi che da quel momento in poi avrebbe regolato il mondo dei sindacati. Fortemente voluto da al-Sisi, organizzazioni egiziane e internazionali come ILO ne hanno però ripetutamente criticato il contenuto, in quanto ripetizione della legge precedente: infatti, come facile aspettarsi, la nuova legge favorisce l’ETUF e danneggia le sigle indipendenti.

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al-Sisi con il Ministro degli affari esteri egiziano Shoukry e il Commissario europeo Avramopoulos. Fonte: CC Search

In particolare, la legge chiede ai sindacati indipendenti la registrazione presso enti affiliati al Ministero del Lavoro. Le nuove organizzazioni sono anche costrette a rispettare alcuni obblighi al fine di essere legalmente riconosciute. Ad esempio, sono considerate sindacati solo le sigle che raccolgono un minimo di 15 organizzazioni e almeno 20.000 iscritti, e che abbiano una commissione composta da 150 membri, ognuno di almeno 15 anni e non impiegato in alcun settore.

Lo stesso ILO ha apertamente criticato la legge in quanto obbliga i sindacati indipendenti  a un lungo e non scontato percorso burocratico per venire riconosciuti. La legge, infatti, una volta approvata, impone a ogni associazione lo scioglimento e la ricostituzione da eseguire seguendo il nuovo iter burocratico che, tra le altre cose, prevede un tempo limite di 60 giorni dalla nascita dell’organizzazione per registrarsi presso il Ministero del Lavoro. Fattore che, unito agli altri cavilli burocratici, ha reso la vita dei sindacati estremamente difficile.

Infine, è da notare anche come la legge vada a favorire l’ETUF, impedendo legalmente a EFITU e EDLC di andare a raccogliere al proprio interno organizzazioni rappresentanti settori tipicamente affiancati al sindacato di Stato.

 

Fonti e approfondimenti:

Egypt today, “Egyptian Parliament approves Trade Union Organization law”, 9/11/2017 http://www.egypttoday.com/Article/1/31658/Egyptian-parliament-approves-Trade-Union-Organization-law

Carnegie, “The shrinking independence of Egypt’s Labour Unions”, 20/09/2016 https://carnegieendowment.org/sada/64634

Foreign Affairs, “Who speaks for Egypt’s workers?”, 6/09/2012  https://foreignpolicy.com/2012/09/06/who-speaks-for-egypts-workers/

The Guardian, “Hosni Mubarak’s puppet trade union federation dismantled”,  5/08/2011 https://www.theguardian.com/world/2011/aug/05/mubarak-trade-federation-dissolved-egypt

Daily News, “The Egyptian Trade Union Federation: a history of obedience”, 28/04/2015 https://dailynewsegypt.com/2015/04/28/the-egyptian-trade-union-federation-a-history-of-obedience/

Middle East Observer, Labor Unions in Egypt on Fire, 13/06/2013 https://www.middleeastobserver.org/2016/06/13/labor-unions-in-egypt-on-fire/

Middle East Observer, Egypt Holds Labor Unions’ Elections Under Strict Government Control, 31/05/2018 https://www.middleeastobserver.org/2018/05/31/egypt-holds-labor-unions-elections-under-strict-government-control/

Middle East Observer, “Egyptian trade unions”, 22/07/2016  https://www.middleeastobserver.org/tag/egyptian-trade-unions/

The Legal Agenda, “Egypt’s Trade Union Law: Closing in on Egypt’s Trade Union Movement”, 22/01/2018 http://legal-agenda.com/en/article.php?id=4092

 

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