L’Italia e il Piano energia-clima

Nel precedente articolo abbiamo ripercorso le tappe principali della lotta al cambiamento climatico, con un occhio puntato sull’Italia. Le politiche adottate finora stanno aprendo a fatica la strada verso la sostenibilità e nel frattempo la salute del nostro pianeta è sensibilmente peggiorata.

Una nuova stagione di provvedimenti sta per iniziare in Europa, a fronte di un percorso di negoziazione lungo e complesso, che ha preso le mosse dalla necessità di presentare una strategia per la COP21. Gli Stati membri hanno concordato sull’urgenza di una governance forte per arrivare a misure complementari e sufficientemente ambiziose. Il fine ultimo è quello di creare l’Unione europea dell’energia, atta a favorire la transizione a un sistema economico di energia pulita.

Solo con la trasparenza e la collaborazione tra gli Stati sarà possibile conseguire con successo i risultati di cui abbiamo un disperato bisogno; il processo coinvolge ben cinque dimensioni:

  • la sicurezza energetica;
  • il mercato interno dell’energia;
  • l’efficienza energetica (contenimento della domanda);
  • il processo di decarbonizzazione;
  • la ricerca, l’innovazione e la competitività

In tale contesto è di fondamentale importanza l’azione di coordinazione tra Stati e Unione, tra atti legislativi e non legislativi. Solo in questo modo si potrà compiere una trasformazione del sistema energetico europeo, creando un modello che possa essere non solo resiliente e sostenibile, ma anche un laboratorio di sperimentazione da cui prendere esempio.

Secondo il cosiddetto “Winter Package” (Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla governance dell’Unione dell’energia, che copre il periodo 2021-2030) il 1° gennaio 2019 e successivamente ogni dieci anni, ciascuno Stato membro deve notificare alla Commissione un piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Vediamo qual è il nostro.

Il PNIEC

Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima è stato inviato alla Commissione europea in data 8 gennaio 2019, dopo un periodo di lavoro che ha coinvolto tecnici di diversi ministeri (MiSE, MATTM, MIT) e di altri enti (tra cui GSE, RSE, ENEA e ISPRA). Nel piano sono stati elaborati due scenari, al fine di creare una robusta base analitica da cui partire: lo “scenario base” esamina la situazione in cui il sistema energetico si evolva con le politiche e misure correnti, mentre lo “scenario PNEC” tiene in considerazione gli obiettivi strategici del piano.

Fonte: PNIEC Italia

Dal secondo scenario si evincono tra gli obiettivi cardine del PNEC i seguenti:

  • Quota di FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) nei Consumi Finali Lordi di energia pari al 30%
  • Quota di FER nei Consumi Finali Lordi di energia nei trasporti pari al 21,6%
  • Riduzione dei consumi energetici pari al 43% (dove per una minore domanda si intende una maggiore efficienza energetica)
  • Riduzione dei gas ad effetto serra per i settori non ETS del 33% rispetto al 2005
Fonte: PNIEC Italia

Il 2030 è inteso come una tappa intermedia verso una decarbonizzazione profonda del settore energetico, poiché per completare la transizione sarà necessario un ripensamento del sistema di produzione e distribuzione dell’energia fin dalle sue fondamenta. Inoltre, il sistema produttivo dovrà essere riadattato, ammodernando allo stesso tempo le professioni toccate da questo cambiamento.

Il ministro dell’ambiente Sergio Costa ha presentato il PNIEC in data 20 marzo 2019:

“I cambiamenti climatici non vanno temuti perché arriveranno, ma perché sono già in atto. Per questo urge un piano mondiale in cui ogni Paese deve programmare i propri anni a venire per una transizione energetica e ambientale diversa.”

Davide Crippa, Luigi Di Maio e Sergio Costa durante la presentazione del PNIEC

Prima che il piano diventi vincolante, sarà necessario un periodo di consultazione delle parti interessate e tutte le proposte concordi con gli obiettivi del piano saranno sottoposte al processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Il piano definitivo dovrà essere adottato, previo ok dall’esecutivo UE, entro il 31 dicembre 2019 e diventerà quindi vincolante entro il 1° gennaio 2020. Inoltre, ogni due anni lo Stato membro dovrà riferire alla Commissione in merito ai progressi compiuti.

 

Qualche riflessione sul piano

Nel piano vengono presentati dei punti largamente condivisibili, quali la necessità di riorganizzare e potenziare i sistemi di accumulo, l’autoconsumo e la formazione di comunità energetiche, l’urgenza di rispondere al problema della povertà energetica, la necessità di aumentare i fondi per le ricerche sull’energia e di promuovere un’azione di informazione e formazione delle persone.

Il PNIEC è stato additato come poco ambizioso; tuttavia, va tenuto presente che i target fissati superano in valore assoluto quelli stabiliti dall’UE per lo stesso periodo e quelli della precedente Strategia Energetica Nazionale (SEN) del governo Gentiloni.

Fonte: PNIEC Italia

Come si vede in tabella, la dipendenza energetica, dovuta principalmente alle importazioni di petrolio e gas naturale, diminuisce di circa 8 punti percentuali dal 2020 al 2040. Tale diminuzione, sensibile ma non sostanziale, potrebbe mettere a rischio l’obiettivo di decarbonizzazione del settore energetico entro il 2050.

Inoltre, un tema importante e significativo come quello dell’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili, rimane quasi inesplorato. Anche se tali sussidi vengono definiti inefficienti da un punto di vista sia economico sia ambientale, il piano non si esprime in termini concreti per quanto riguarda un processo di abbandono dei sussidi stessi.

Fonte: Terranuova.it

Possiamo dire che il PNIEC sicuramente si inserisce bene nel contesto europeo, ma è pur vero che la criticità della situazione in cui versa il nostro pianeta forse richiederebbe degli sforzi a livello Europa, ma anche a livello mondiale, di ben altra natura.

Infine, le misure proposte non possono funzionare senza la volontà collettiva di abbracciare uno stile di vita che si allontani dai consumi. Per consumare meno, è necessario ripensare i nostri bisogni e sganciarci dal ruolo di consumatore che ci è stato attribuito. La strategia vincente combina la sufficienza e l’efficienza: è il fare meno, con meno.

 

Fonti ed approfondimenti

Proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima
https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/2039046-piano-nazionale-integrato-per-l-energia-e-il-clima-inviata-la-proposta-a-bruxelles

https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Proposta_di_Piano_Nazionale_Integrato_per_Energia_e_il_Clima_Italiano.pdf

Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla governance dell’Unione dell’energia
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1555346598121&uri=CELEX:52016PC0759

 

 

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