Il Global Gender Gap Report 2020 e la parità di genere in Francia

Le differenze di genere
Gender pay gap (credits:Wikimedia commons)

Secondo il Global Gender Gap Report 2020 pubblicato dal World Economic Forum occorrerà ancora quasi un secolo prima di raggiungere la parità di genere, tenendo conto dell’attuale ritmo dei cambiamenti posti in atto. Secondo Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo, “all’alba degli anni ’20 costruire economie più giuste e inclusive deve rappresentare l’obiettivo dei leader globali, nazionali e industriali”.

Il Global Gender Gap Index

Il Global Gender Gap Report è un rapporto che viene pubblicato annualmente per fornire un quadro della parità tra uomini e donne sia a livello globale che nei singoli Paesi. Esso include il Global Gender Gap Index, un indice utilizzato per esprimere con un valore la disparità di genere. Per calcolarlo si tiene conto di 14 indicatori, ma affinché sia possibile valutare la situazione di un Paese è necessario avere a disposizione i dati di almeno 12 di essi. Ad oggi, 107 Paesi sono stati sempre inclusi in ogni edizione pubblicata a partire dalla prima del 2006.

I valori vengono calcolati su una scala da 0 a 1, dove 1 rappresenta la raggiunta parità di genere. Dai risultati ottenuti viene elaborata una classifica dei Paesi che riporta anche il miglioramento rispetto alla posizione occupata nell’anno precedente.

La parità di genere in Francia

All’interno del Global Gender Gap Index oggi la Francia, con un valore di 0,781, occupa il 15° posto su 153 Paesi di cui si tiene conto nel Report. Nel 2006, anno della prima pubblicazione del rapporto, la Francia aveva un punteggio di 0,652, collocandosi al 70° posto.

Spostando l’analisi all’ambito europeo, la Francia segue nell’ordine l’Islanda (1°), la Norvegia (2°), la Finlandia (3°), la Svezia (4°), l’Irlanda (7°), la Spagna (8°), la Germania (10°), la Lettonia (11°) e la Danimarca (14°). Il paragone con l’Italia è sorprendente, perché il nostro Paese si colloca al 76° posto con un indice di 0,707.

Il Report presenta, inoltre, i dati anche per quattro sub-indici principali relativi a un risultato ideale di parità di genere: economic participation and opportunity, educational attainment, health and survival e political empowerment.

Sebbene la parità di genere rappresenti una questione molto vasta, si porrà in quest’analisi l’accento sulle differenze esistenti nell’ambito del mercato del lavoro.

Tra i dati più interessanti e rilevanti si può notare, infatti, che la Francia si posiziona al 65° posto  per quanto riguarda l’ambito economico e, in particolare, registra un punteggio di 0,528 per quanto riguarda la wage equality for similar work, ovvero la parità di retribuzione per lo svolgimento di un lavoro simile, si posiziona al 127° posto.

I dati sono, invece, assolutamente sorprendenti per quanto riguarda il livello di istruzione. In questo ambito in Francia si raggiunge la piena parità di genere, collocandosi al 1° posto. Per calcolare il sub-indice dell’educational attainment si tengono in considerazione i seguenti indicatori: il tasso di alfabetizzazione e l’iscrizione all’istruzione primaria, secondaria e terziaria. Tuttavia, è interessante notare che questo importante primato non conduce a una maggiore parità di genere nel mondo del lavoro, ma al contrario la diseguaglianza cresce all’aumentare del grado di istruzione. 

Le innovazioni legislative in Francia

Per quanto riguarda il percorso storico-giuridico della materia, risale alla legge del 22 dicembre 1972 l’inserimento in Francia del principio dell’eguale remunerazione tra uomini e donne. Nel 1983, la Loi Roudy riaffermava il principio dell’uguaglianza nell’ambito professionale nei diversi aspetti dell’assunzione, della remunerazione, della promozione e della formazione.

La legge del 4 agosto 2014 per l’uguaglianza reale tra le donne e gli uomini, promulgata all’inizio del quinquennato Hollande,  si occupa, invece, delle ineguaglianze in tutte le dimensioni dalla sfera privata, a quella professionale e a quella pubblica. Essa prevede, tra le altre cose, importanti disposizioni riguardanti il congedo parentale, la protezione delle donne vittime di violenza e le competenze del Conseil supérieur de l’audiovisuel (Consiglio superiore dell’audiovisivo) per assicurare il rispetto dei diritti delle donne nei media.

L’ 8 gennaio del 2019, è stato emanato il decreto n° 15 con l’obiettivo di eliminare lo scarto di remunerazione tra donne e uomini nel settore privato delle imprese. Queste ultime devono, infatti, dotarsi di un indice che misuri la differenza tra i salari tenendo conto della medesima posizione e delle medesime competenze, con l’obbligo di pubblicazione dei dati.

L’indice in questione è il risultato di cinque indicatori: la differenza di remunerazione tra donne e uomini (40 punti), la differenza della distribuzione degli aumenti individuali (20), la differenza della ripartizione delle promozioni (solo per le imprese con più di 250 dipendenti) (15), il numero di dipendenti donne a cui è stato aumentato lo stipendio al ritorno dal congedo di maternità (15) e la parità tra le dieci più alte remunerazioni (10). L’indice è rappresentato da un punteggio su una scala di 100 punti e il minimo accettabile è considerato 75/100. Qualora l’azienda non lo raggiunga, dovrà mettere in atto delle misure correttive per poterlo raggiungere in massimo 3 anni.

Come date entro le quali procedere alla pubblicazione veniva previsto il 1 marzo 2019 per le imprese con più di 1000 dipendenti, il 1 settembre per quelle con almeno  i 250 e il 1 marzo 2020 per quelle con almeno 50 dipendenti.

La disparità di genere nel mondo del lavoro: la parola ai dati

Il Global Gender Gap Report indica che il gender pay gap in Francia è del 9,9%. Il gender pay gap viene definito come la differenza tra guadagno orario lordo tra uomini e donne inseriti nel mondo del lavoro. Si tratta, quindi, di un valore che pone l’accento sulla questione della retribuzione.

I dati forniti da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, sono aggiornati al 2018. Il gender pay gap medio per i Paesi dell’UE a 27 è del 14,8%. La Francia, con il 15,5%, supera di poco la media (era il 17,3% nel 2007).

Il metodo adottato per il calcolo risulta importante per valutare le differenze salariali esistenti, poiché le percentuali che indicano lo scarto possono variare di molto. Se si tiene, infatti, conto della somma di tutti i salari netti percepiti dagli individui nel corso dell’anno, al di là di quale sia il tempo di lavoro impiegato, il pay gap in Francia sale al 23,7%, secondo i dati disponibili del 2015. Il dato si è ridotto nel tempo perché un maggior numero di donne ha potuto accedere a ruoli dirigenziali, passando dal 27,8% del 2002 al 23,7% del 2015.

Secondo i dati forniti dall’INSEE, l’Institut national de la statistique et des études économiques, se si parla delle medesime posizioni e competenze la differenza è del 9,3%. Questo è un dato complessivo, in quanto tiene conto del medesimo settore di attività, dell’età, della categoria professionale, della dimensione dell’impresa e del tempo impiegato.

La differenza cresce per le posizioni di rilievo, così come all’aumentare del grado d’istruzione. A livello dirigenziale la differenza è,  infatti, del 20%.

Altri dati e considerazioni risultano interessanti. L’80% dei lavori a tempo parziale è svolto da donne che accedono generalmente di meno a ruoli dirigenziali. Inoltre, il diventare genitore ha delle conseguenze sulla vita professionale di uomini e donne, specialmente per quanto riguarda l’orario di lavoro o l’organizzazione della giornata di lavoro. Infatti, le donne che occupano posizioni dirigenziali, esse riducono più delle altre donne dipendenti il loro tempo di lavoro per potersi occupare anche dei figli. Ben il 41% delle donne dirigenti ha, inoltre, dichiarato di aver ridotto o modificato l’orario  di lavoro.

L’attuazione delle misure

Secondo la definizione fornita dall’INSEE, la parità e uguaglianza di genere indicano un principio in nome del quale sono state promulgate molte leggi con l’obiettivo di ridurre le diseguaglianze esistenti nei salari, nell’educazione e nella rappresentanza delle donne in ambito politico ed economico. In Francia, molti progressi sono stati fatti negli ultimi decenni per ridurre le differenze esistenti tra uomini e donne nell’ambito del mercato del lavoro.

Ad esempio, per quanto riguarda l’ultima novità legislativa introdotta in materia, ovvero il decreto n° 15 dell’8 gennaio 2019, il 5 marzo Muriel Pénicaud, ministra francese del lavoro, faceva il punto sul rispetto da parte delle imprese delle disposizioni previste. Il 66% delle imprese aveva proceduto alla pubblicazione dell’indice, di cui l’83% delle imprese con più di 1000 dipendenti, il 71% di quelle con un numero di dipendenti compreso tra 250 e 1000 e il 49% di quelle con almeno 50 dipendenti.

Tuttavia, i dati esistenti indicano che la disparità di genere rappresenta una criticità sempre attuale e per risolverla sono necessarie azioni più urgenti e concrete, che provengano sia dal settore privato che dalle istituzioni. Colmare le differenze esistenti tra uomini e donne deve diventare una priorità nell’immediato, perché non si può aspettare davvero un secolo per raggiungere la piena parità.

 

Fonti e approfondimenti

Bentoudja L., Razafindranovona T., Être parent: des cadres aux ouvrières, plus de conséquences sur l’emploi des femmes, INSEE, 03/2020;

Blaquière J., Zeau P., Les inégalités femmes-hommes dans le monde, 08/03/2019;

EIGE,  What lies behind the gender pay gap?, 31/10/2019;

European Commission, Equal Pay? Time to close the gap!, 31/10/2019;

European Commission, The gender pay gap in France, 25/10/2018;

European Comission, 2019 Report on equality  between women and men in the EU, 2019;

Eurostat, Gender pay gap statistics, last modified on 06/03/2020;

INSEE, Femmes et hommes, l’ègalité en question, 07/03/2017;

Malhère M., À peine 6% des entreprises respectent l’égalité salariale femmes-hommes, Le Figaro, 24/01/2019;

Ministère du Travail, Index de l’égalité professionnelle: calcul et questions/réponses, 06/03/2020;

Mustafa Douine H., Les 3 chiffres de l’inégalité salariale entre les hommes et les femmes, Le Figaro, 04/03/2019;

Rodier A., Muriel Pénicaud tance les mauvais élèves de l’égalité salariale en entreprise, Le monde, 06/03/2020;

World Economic Forum, Global Gender Gap Report 2020, 16/12/2019;

World Economic Forum, The Global Gender Gap Index 2020 Rankings – France, 16/12/2019.

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