Le elezioni generali in Belize: verso un possibile cambiamento

Nello Stato meno popolato del continente americano, oggi si terranno le none elezioni generali dall’indipendenza per eleggere per un mandato di cinque anni, i 31 membri della Camera dei Rappresentanti. Con la presentazione delle candidature il 21 ottobre, la campagna elettorale effettiva è durata solo due settimane, limitata inoltre dalle misure per il contenimento del Covid-19.

Chi può votare

In Belize, il diritto al voto è riservato ai cittadini maggiori di 18 anni. Possono partecipare tutti i cittadini del Commonwealth britannico che siano stati domiciliati o residenti nel Paese per almeno un anno. Tuttavia, i belizeani che vivono all’estero non posso votare.

Il sistema politico belizeano

La Camera costituisce, insieme al Senato, l’Assemblea Nazionale, che è la base rappresentativa del governo locale, guidato dal primo ministro. Questo è il capo del partito che ottiene la maggioranza dei 31 seggi e dirige, insieme al suo gabinetto, il potere esecutivo. Tuttavia, sulla carta, il Capo dello Stato è la regina Elisabetta II, che è rappresentata localmente da un governatore generale, dal ruolo solo simbolico.

I sei distretti territoriali del Belize sono divisi in 31 circoscrizioni elettorali, ognuna delle quali manda un rappresentante alla Camera. I partiti nominano – o nel caso dei partiti piccoli provano a nominare – un candidato per ogni circoscrizione e il vincitore diventa il rappresentante dell’area all’Assemblea Nazionale. Per governare, un partito ha bisogno di almeno 16 circoscrizioni.

Il bipartitismo

A vincere le ultime elezioni del 2015 è stato il United Democratic Party (UDP) con 19 seggi. I restanti 12 sono andati tutti al partito dell’opposizione, il People’s United Party (PUP).
Da quanto il Belize è indipendente, la Camera è stata unicamente formata dall’UDP e dal PUP. La mancanza di fondi e di organizzazione a livello nazionale, in aggiunta alla pratica di compravendita dei voti dei due maggiori partiti, hanno ostacolato l’affermazione di altri partiti, che non hanno mai vinto un seggio. Questo fenomeno ha fatto sì che le minoranze siano state sempre poco rappresentate.
Tuttavia, qualora due partiti vincessero lo stesso numero di seggi creando una maggioranza, dovrebbero formare una coalizione di governo.
Visto il contesto attuale, che approfondiremo in seguito, queste elezioni potrebbero, per la prima volta, generare risultati sorprendenti.

Il governo uscente

Con la forte popolarità del primo ministro Dean Barrow, all’inizio dell’anno sembrava che l’UDP avrebbe ottenuto senza problemi la quarta vittoria consecutiva dal 2008. Tuttavia, sono bastati pochi mesi per rimettere tutto in dubbio, soprattutto a causa degli effetti dell’emergenza sanitaria e dei numerosi casi di corruzione che hanno coinvolto il partito.

Già a gennaio, la Corte Suprema aveva stabilito che il governo di Barrow era andato contro la Costituzione spendendo circa 650 milioni di dollari di fondi pubblici senza ottenere prima l’approvazione in Parlamento. Una cifra considerevole, che rappresenta circa il 6% del PIL del 2019.

Barrow ha annunciato che si sarebbe ritirato dal vertice del Partito, incarico che occupava sin dal 1998. I membri dell’UDP hanno votato il suo successore, John Saldivar, che tre giorni dopo la nomina è stato obbligato a ritirarsi a causa della notizia della sua implicazione diretta in un caso di frode negli Stati Uniti. Con una legittimità fortemente intaccata, il partito ha designato a luglio Patrick Faber come dirigente.

I belizeani sono scesi in strada per protestare contro la corruzione, come è avvenuto a febbraio. Il cambio di dirigenza però non è bastato per voltare pagina dopo i numerosi scandali. I belizeani si aspettano che l’UDP prenda misure più drastiche contro la corruzione.

L’economia e l’attuale recessione

Sul lato economico, il governo uscente ha ottenuto scarsi risultati. La grande promessa dei mandati precedenti era la creazione e il rafforzamento della Banca Nazionale del Belize, che ad oggi si ritrova quasi a dover chiudere.
Inoltre, la gestione dei fondi pubblici è stata molto dibattuta. Le spese maggiori sono state fatte nelle infrastrutture, soprattutto nelle strade. Tuttavia, in un Paese in cui le necessità sono tante, il miglioramento delle strade non è considerato così essenziale dai cittadini, né tanto meno urgente.

Se il Belize è stato l’ultimo Stato del continente a riportare il primo caso di coronavirus, ora il sistema sanitario è al bordo del collasso. La chiusura delle frontiere, con il conseguente stop al turismo, settore che contribuisce per oltre il 40% al PIL del Paese, ha messo in ginocchio l’economia belizeana. Inoltre, la siccità e gli sciami di locuste hanno fortemente danneggiato i ricavi dell’agricoltura, uno dei settori produttivi più importanti del PaeseL’economia dovrebbe chiudere l’anno con una riduzione del 13.5 %, e il debito pubblico raggiungerà proporzioni allarmanti.

Verso le elezioni

L’aeroporto internazionale ha riaperto al turismo il 1° ottobre. L’UDP spera che la ripresa del turismo contribuisca a ridare una parvenza di normalità che gli sarà favorevole nelle urne. Ma tra corruzione e scarsi risultati economici, i mandati del partito hanno deluso gran parte dei belizeani. Il nuovo manifesto elettorale si concentra su piani per i giovani, sullo sviluppo economico, su sistemi di supporto sociale e ancora una volta sulle infrastrutture, il cavallo di battaglia delle amministrazioni dell’UDP sin dal 2008.

L’opposizione: il PUP

Anche il partito di centro-sinistra si presenta con un nuovo dirigente: Johnny Briceño. Il suo manifesto elettorale, con lo slogan #planBelize, si basa in gran parte su come rimediare agli errori e alle mancanze imputate al governo uscente.

Al centro del programma vi è la creazione e la salvaguardia di 50 000 posti di lavoro attraverso un pacchetto di misure per stimolare l’economia. Nell’ambito della sicurezza, il partito promette di aumentare e di migliorare le forze di polizia. Per quel che riguarda la salute, il partito propone la costruzione di nuove strutture ospedaliere e la riduzione dei costi sanitari. La politica estera sarà indirizzata verso lo sviluppo del territorio, tramite la stipulazione di accordi commerciali, che nella regione hanno teso a creare situazioni di dipendenza estera molto forti.
Inoltre, il partito promette di concentrarsi sull’empowerment delle donne a livello economico-lavorativo, di garantire i diritti ancestrali della terra, la salvaguardia dell’ambiente e di rendere l’educazione scolastica gratuita.

Il Belize People’s Front (BPF)

Tra i due piccoli partiti in competizione, Il BPF, che si autodefinisce un movimento progressista nato da attivisti insoddisfatti delle condizioni del Paese, si presenta per la prima volta alle elezioni. La dirigente è Nancy Marin, e la novità sta anche nel fatto che sia una donna: attualmente, solo 2 dei 31 seggi della Camera sono ricoperti da donne e tra gli 88 candidati, le donne sono solo 13.

Con lo slogan Breaking Corruption, Building a Nation (Distruggere la Corruzione, Costruire una Nazione), il BPF basa la sua campagna sulla lotta alla corruzione e in generale sul malcontento accumulato a causa dalle amministrazioni passate. Infatti, incolpa l’UDP e il PUP di essere responsabili della crisi che attraversa il Paese.
Tra le promesse del loro programma elettorale vi è come priorità la lotta alla criminalità, e pretendono di farlo seguendo i precetti della Bibbia. Le riforme proposte sono la re-instaurazione della pena di morte, il miglioramento delle forze di polizia, l’implementazione di programmi di prevenzione e di centri di detenzione e la castrazione chimica ai violentatori e ai pedofili.

In altri ambiti, il BPF vuole assicurare ai belizeani residenti all’estero il diritto al voto, far diventare il Senato eleggibile, ridurre i costi dell’educazione e aumentare il salario minimo. In considerazione della disputa territoriale con il Guatemala, il BPF propone di rafforzare l’esercito e le armi a disposizione.

Il Belize’s Progressive Party (BPP)

Il BPP, il partito più a sinistra nel piccolo spettro politico della nazione centroamericana, si è presentato con lo slogan Changing the system in Belize (cambiando il sistema in Belize) per 9 seggi alla Camera. La loro principale proposta di riforma è quella di far diventare il Paese una repubblica e di far gravare le tasse in modo uguale sulla totalità dei cittadini attivi, oltre che corporazioni multinazionali, attualmente esentate. Inoltre, il partito vuole garantire a ogni cittadino adulto una casa, la possibilità di votare per i belizeani all’estero, lo sviluppo dell’ecoturismo, educazione e una salute gratuite e la fine della corruzione.

I risultati aspettati

I cittadini, insofferenti nei confronti della corruzione e della mancanza di trasparenza nella politica, potrebbero favorire chi dichiara di voler mettere fine a questi fenomeni. Se così fosse, un partito oltre al PUP e all’UDP entrerebbe alla Camera, e forse anche nel gabinetto del primo ministro. Tuttavia, anche se l’UDP dovesse vincere un’altra volta, lo farebbe con un nuovo volto.

Le sfide del futuro governo

La corruzione, la mancanza di misure drastiche per fronteggiarla e l’impatto della pandemia metteranno il nuovo governo davanti a grandi sfide socioeconomiche. Inoltre, gli alti tassi di violenza e la loro crescita, i traffici umani e l’aumento delle attività legate al narcotraffico sono tematiche che vanno affrontate con urgenza. Per di più, i governi hanno teso a farsi guidare dagli interessi economici stranieri e questa situazione di dipendenza ha alimentato la povertà interna.
Vari programmi elettorali promettono di far fronte a gran parte di questi problemi. Staremo a vedere se finalmente arriverà un cambiamento, e se chi governerà manterrà le sue promesse elettorali.
In questo scenario, durante il prossimo quinquennio, si determinerà anche la potenziale fine della secolare disputa territoriale con il Guatemala, in mano alla Corte Internazionale di Giustizia.

 

Fonti e Approfondimenti

A. Fürst, “L’Altra America: il Belize” Lo Spiegone, 26/03/2020.

The 2015-2020 UDP — a corrupt GOB that performed poorly“, Amandala, 28/10/2020.

Freedom in the World 2020 – Overview: Belize“, Freedom House.

R. Looney, “In Belize, Corruption and COVID-19 Imperil the Ruling Party’s Reelection Hopes“, World Politics Review, 16/10/2020.

 

Be the first to comment on "Le elezioni generali in Belize: verso un possibile cambiamento"

Rispondi

Lo Spiegone è una testata registrata presso il Tribunale di Roma, 38 del 24 marzo 2020
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: