Il personaggio dell’anno: Amy Coney Barrett 

Grafica di Valerio Angiolillo

di Cecilia Marconi e Alessia Cerocchi

Il nostro personaggio dell’anno è una donna cattolica che ha adottato due bambini di Haiti pur avendo già cinque figli biologici ed è considerata ancor più conservatrice del suo mentore, il giudice Scalia. 

La cerimonia per la sua nomina a giudice della Corte Suprema, tenutasi nel Rose Garden della Casa Bianca, verrà ricordata per essere diventata un focolaio di Covid-19 che ha colpito mezzo Partito repubblicano.

Stiamo parlando, ovviamente, di Amy Coney Barrett. Indubbiamente tra i personaggi di cui, per un motivo o per un altro, si è parlato di più in questa seconda metà del 2020, il giudice Barrett si può considerare una delle figure più importanti e controverse per il Nord America.

Perché la sua nomina ha fatto tanto scalpore? 

La nomina di Amy Coney Barrett è avvenuta dopo la morte di Ruth Bader Ginsburg, un’icona dell’emancipazione femminile, che da avvocatessa ha dibattuto davanti alla Corte Suprema, già negli anni ‘70, una serie di cause contro la discriminazione di genere. 

Coney Barrett è invece una devota cattolica, e in molti sono preoccupati che la sua vicinanza a certi gruppi religiosi possa pesare fortemente sulle sue decisioni come giudice, soprattutto in materia di diritti civili, lotta alle discriminazioni e aborto. Per esempio, la sua famiglia è legata alla setta People of Praise, una comunità cattolica che predica, tra l’altro, la “conversione” degli omosessuali e l’istituzione di una gerarchia familiare tra mariti e mogli. 

Non solo, ma gli attivisti sono preoccupati per la possibile condotta di Coney Barrett su tematiche ambientali. Infatti, potrebbe dover prendere decisioni fondamentali sulla responsabilità delle compagnie petrolifere, nonostante in passato abbia ammesso di avere un conflitto di interessi nei casi che coinvolgono Royal Dutch Shell – perché suo padre vi lavorava come avvocato.

Inoltre, sembra che la giudice Barrett esprima delle opinioni “conservatrici” anche in campo legislativo: come il suo mentore, il giudice Scalia, è unaoriginalista. Gli originalisti sostengono che i giudici dovrebbero tentare di interpretare le parole della Costituzione come le intendevano gli autori quando sono state scritte. Perciò, il significato di una disposizione costituzionale è fissato al momento della sua adozione e può cambiare solo mediante emendamento costituzionale. 

I commentatori statunitensi esprimono grande preoccupazione per questo orientamento giuridico di Coney Barrett. In passato la candidatura di un originalista alla Corte Suprema fu respinta: nel 1987, la nomina di Robert Bork non venne confermata, proprio perché le sue convinzioni vennero ritenute pericolose per la salvaguardia dei diritti costituzionali.

Risvolti per la legislazione statunitense

La nomina di Barrett potrebbe quindi avere forti ripercussioni sulla legislazione statunitense. In una Corte Suprema già a maggioranza conservatrice, il suo voto potrebbe fare la differenza, soprattutto su questioni controverse come l’Affordable Care Act del presidente Obama (che Trump ha descritto come “un disastro”) e l’aborto.

Potrebbe essere proprio il voto di una donna a ribaltare la storica sentenza Roe vs Wade, che ha legalizzato l’aborto negli Stati Uniti. Il giudice Scalia, morto nel 2016, ha ripetutamente chiesto che la sentenza venisse annullata, sostenendo che la Costituzione non dice nulla sull’aborto e che gli Stati dovrebbero essere autorizzati a decidere da soli in merito alla questione. In un contesto già difficile, dato che in molti Stati si riscontrano importanti problematiche per quanto riguarda l’accesso alle procedure per l’interruzione di gravidanza, cancellare Roe vs. Wade riporterebbe gli Stati Uniti indietro nel tempo, compromettendo la vita e la salute di molte donne e delle loro famiglie

Risvolti sulle elezioni e sul futuro degli Stati Uniti

Il motivo fondamentale dietro alla nomina della giudice Barrett riguarda il piano che Trump aveva pensato per la sua rielezione. Il suo voto, per esempio, sarebbe potuto essere decisivo per bloccare le deadlines per il voto per posta in alcuni Swing States, come North Carolina e Pennsylvania (che, come ci si aspettava, ha ribaltato l’iniziale vantaggio di Trump).

Al momento, l’esito delle elezioni sembra inoppugnabile ma, come abbiamo visto, Coney Barrett ricoprirà sicuramente un ruolo fondamentale nel plasmare la giurisprudenza statunitense dei prossimi anni. Nella sua scelta, Trump è stato sicuramente molto furbo: ha scelto una donna piuttosto giovane che, al di là delle sue convinzioni dottrinali, condivisibili o meno che siano, è una giurista preparata e con esperienza, formalmente con tutte le carte in regola per ottenere un posto nella Corte Suprema. Questo fattore non ha aiutato i democratici, che già non avevano i numeri necessari in Senato, a opporsi alla scelta. Il partito di Joe Biden ora teme che la conferma della giudice Barrett alla carica per tutta la vita, favorirà i repubblicani in casi politicamente delicati per decenni a venire.

In un sistema di common law come quello degli Stati Uniti, in cui la Corte Suprema gioca un ruolo fondamentale nella statuizione del diritto, la nomina della giudice Barrett in una Corte a maggioranza conservatrice potrebbe preannunciare anni di sentenze che porteranno gli USA a fare un passo indietro su molti temi e che sicuramente faranno discutere. Oppure i democratici riusciranno a modificare la composizione della Corte Suprema e ripristinare l’equilibrio?

Con i seggi in Senato riservati alla Georgia ancora in bilico, la partita è tutta da giocare.

 

Fonti e approfondimenti

“Barrett’s Record: A conservative who would push the Supreme Court to the right”, The New York Times, 2020

Inside the People of Praise”, The New York Times, 08/10/2020

“Senate Confirms Amy Coney Barrett for Supreme Court”, Whitehouse.gov, 26/10/2020

“Amy Coney Barrett: Who is Trump’s Supreme Court pick?”, BBC News, 27/10/2020 

“Why Amy Coney Barrett’s addition to Supreme Court may undermine climate fight”, The Guardian, 27/10/2020 

“Could the 2020 US election really be decided by the Supreme Court?”, The Guardian, 28/10/2020

“No one likes Amy Coney Barrett’s Abortion Answer”, The Atlantic, 13/10/2020

 

Editing a cura di Federica Affinita

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