Un ponte tra Africa e Cina: la centrale idroelettrica di Caculo Cabaça in Angola

centrale idroelettrica di Caculo Cabaça

Negli ultimi anni l’Angola ha lanciato un ambizioso programma per incrementare la produzione di energia idroelettrica, in modo da sostenere il suo rapido sviluppo e affermarsi come potenza regionale in Africa meridionale. La realizzazione di questo programma passa per la costruzione di alcune imponenti infrastrutture, tra cui spicca la centrale idroelettrica di Caculo Cabaça, che una volta realizzata sarà uno dei principali poli energetici del continente.

Le autorità angolane hanno stretto una partnership con aziende legate al governo cinese per realizzare questo progetto, aggiungendo un nuovo capitolo agli intensi rapporti politici ed economici che legano i due Paesi. In Angola, come in altri paesi africani, infatti, le grandi infrastrutture sono uno dei settori in cui si coltivano legami sempre più stretti con la Cina, che stanno plasmando radicalmente i progetti di sviluppo industriale del continente.  

Il progetto

La centrale idroelettrica di Caculo Cabaça si trova nel nord-ovest dell’Angola vicino al piccolo centro di Donde, a circa 200km a nord-ovest della capitale Luanda, nella provincia di Cuanza Norte. Il progetto prevede la costruzione di una diga idroelettrica di 103 metri di altezza per 553 di larghezza, lungo il corso del fiume Kwanza. L’obiettivo infatti è la creazione di un grande bacino idrico di 16,6 chilometri quadrati, il quarto lungo il corso di questo fiume, che permetterà poi di attivare le quattro enormi turbine idroelettriche della centrale. 

La costruzione della centrale di Caculo Cabaça è iniziata nel 2017 e al momento  le autorità angolane hanno comunicato che la conclusione dei lavori è attesa per il 2024. Una volta completata, la centrale rappresenterà il maggior complesso idroelettrico dell’Angola, con una capacità a pieno regime di 2.172 megawatts, dato che la renderà la seconda maggiore centrale idroelettrica del continente africano dopo la Grand Ethiopian Renaissance Dam.

A costruire materialmente l’impianto è la China Gezhouba Group Company Limited, un colosso cinese dell’ingegneria civile. Il gruppo Gezhouba è uno dei maggiori appaltatori al mondo nel campo delle grandi infrastrutture, e ha come maggior azionista Energy China, uno dei maggiori conglomerati statali cinesi nel settore dell’energia. Pechino non è presente in questo progetto solo come costruttore, ma anche come finanziatore, visto che oltre l’80% dei 4,5 miliardi di dollari necessari al completamento del progetto saranno forniti dalla Industrial and Commercial Bank of China (ICBC)

L’Angola e la sfida dell’elettrificazione

Per le autorità angolane la mega-infrastruttura di Caculo-Cabaça rappresenta una tappa fondamentale di un piano più ampio per l’aumento della produzione energetica nel Paese. Il piano del governo è quello di sfruttare l’enorme potenziale idroelettrico dell’Angola, uno dei maggiori del continente, motivo per cui questo settore è stato tra quelli in cui si sono concentrati gli investimenti di Luanda negli ultimi anni. Il “Programa de Investimento Público”, in particolare, ha destinato ingenti risorse a questo sforzo infrastrutturale, con l’obiettivo di raggiungere un potenziale di 9.000 megawatt di produzione idroelettrica entro il 2025. 

I frutti di questi investimenti iniziano a essere ben visibili, basti pensare che nello stesso mese dell’inizio dei lavori per la centrale di Caculo-Cabaça è stata inaugurata quella di Lauca. Anche quest’ultima si trova lungo il corso del fiume Kwanza e ha una capacità di 2.070 megawatt di energia: al momento rappresenta il maggior polo per la produzione di energia rinnovabile in Angola.

Il governo di Luanda ha però anche piani a lungo termine. L’Angola punta a ritagliarsi  un ruolo importante come attore regionale nel campo dell’energia elettrica, esportando la  produzione in eccesso verso Namibia e Sudafrica grazie all’interconnessione delle loro reti di distribuzione. Il potenziale idroelettrico dell’Angola è ancora largamente inutilizzato, quindi un ruolo del genere potrebbe incentivare il lancio di altri progetti in futuro.

Le autorità stanno anche cercando di anticipare il rapidissimo aumento della domanda di energia elettrica dell’Angola, che cresce del 12,5% ogni anno. Il paese sta crescendo molto rapidamente, e una fornitura elettrica inefficiente frenerebbe lo sviluppo delle aree urbane e dei settori industriali che non ruotano intorno al petrolio. L’Angola è infatti uno dei maggiori produttori al mondo di oro nero ma, vista l’insicurezza che possono generare le fluttuazioni del prezzo di questo bene, sta cercando di diversificare progressivamente la sua economia.

Altri obiettivi del governo angolano sono la creazione di posti di lavoro nel settore energetico e il trasferimento di tecnologie e competenze. Le autorità  stimano che durante il periodo di costruzione della centrale saranno creati circa 10.000 posti di lavoro nella regione, a cui si sommeranno quelli necessari alla gestione dell’impianto. Il gruppo Gezhouba sarà proprietario della centrale per quattro anni dopo la fine dei lavori di costruzione che sta portando avanti lui stesso, e in questo periodo sarà responsabile del funzionamento dell’infrastruttura. Nel frattempo, però, il personale cinese procederà alla formazione di tecnici angolani in grado di prendere in consegna la struttura e permettere il proseguimento delle operazioni. 

Gli interessi della Cina

La cooperazione tra Cina e Angola nel settore delle infrastrutture rappresenta un elemento di una rete più complessa di rapporti politici e commerciali. Le relazioni tra i due Paesi sono iniziate in modo non ufficiale già  prima dell’indipendenza angolana del 1975, e sono maturate sensibilmente durante la Guerra Fredda, che ha avuto nel Paese africano uno dei suoi teatri principali. 

Questo rapporto si è intensificato enormemente a partire dal primo Forum on China-Africa Cooperation (FOCAC) del 2000, tanto che oggi l’Angola è il secondo partner commerciale di Pechino nel continente africano dopo il Sudafrica. Se inizialmente i rapporti tra i due Paesi erano concentrati nel settore petrolifero, Pechino si è rivelato un partner affidabile per l’Angola, tanto che oggi la cooperazione tra i due Paesi comprende centinaia di progetti in diversi settori. 

Le autorità angolane, come altri governi del continente, hanno dichiarato spesso come apprezzino particolarmente l’approccio “pragmatico” di Pechino alla cooperazione economica. In particolare, già dai primi anni Duemila il governo angolano ha cercato partner che non imponessero clausole “politiche” ai loro rapporti di collaborazione, in modo da poter accedere agli investimenti stranieri senza per questo dover accelerare i processi di riforma dello Stato. La Cina, al momento, offre negoziati in cui si possono scrivere progetti di cooperazione vantaggiosi per entrambi gli attori, senza clausole di condizionalità politica. Inoltre dispone sia dell’apparato industriale che delle risorse finanziarie per sostenere progetti estremamente ambiziosi come la centrale di Caculo Cabaça.

La domanda di energia elettrica in Africa è in continua espansione e la Cina sta costruendo progressivamente una vera e propria egemonia come partner di progetti in tutto il  continente. Le aziende legate a Pechino sono in possesso dell’expertise necessario per gli enormi progetti di ingegneria civile delle acque, che spaziano dalla costruzione di centrali idroelettriche, agli acquedotti e alle fognature. 

Le industrie statali cinesi ottengono grandi profitti da questi progetti, quindi assicurarsi una posizione di rilievo in questo mercato garantisce loro una fonte di entrate a lungo termine. Secondo gli ufficiali cinesi, nonostante gli enormi progetti completati negli ultimi anni, meno del 10% del potenziale idroelettrico dell’Africa è al momento in uso, il che assicurerebbe decenni di lavoro per le aziende cinesi, qualora riuscissero a mantenere questa posizione di rilievo.

Rischi e prospettive

Il rischio principale collegato ai grandi progetti infrastrutturali è solitamente quello della sostenibilità del debito contratto per realizzarli, e il caso di Caculo Cabaça non fa eccezione. L’Angola sta infatti sostenendo i suoi piani di sviluppo attraverso la contrazione di enormi debiti, tra cui spiccano 20 miliardi di dollari dovuti a entità cinesi, prime tra tutte la China Development Bank e la ICBC, che ha finanziato il progetto della centrale. Qualora i piani di sviluppo non dessero i risultati sperati, questo debito potrebbe diventare molto difficile da sostenere, con la conseguenza di non attrarre nuovi investimenti e minare alla base la scommessa industriale di Luanda.

Anche l’impatto sociale e ambientale di un progetto così grande nell’area meritano attenti studi. Le principali preoccupazioni riguardano la perdita di fonti di reddito per gli agricoltori informali che popolano la zona interessata dal mutamento del corso delle acque. Qualora i mutamenti nella portata d’acqua e nel corso del fiume Kwanze compromettessero l’agricoltura della zona, queste famiglie sarebbero costrette ad abbandonare le proprie terre. Restano poi da comprendere gli effetti sulla biodiversità dell’area e i reali pericoli di inondazione e consumo delle falde acquifere, oltre che i rischi di inquinamento.

Indipendentemente da questi rischi la partnership tra Cina e Angola sembra decisamente proiettata verso il futuro. Come abbiamo visto, per entrambi i Paesi esistono enormi incentivi economici e politici al rafforzamento della partnership, che si sta rivelando sempre più utile per le rispettive agende economiche. La centrale di Caculo Cabaça rappresenta tangibilmente questi rapporti, ma anche le sfide che pongono. Se una volta completata, quest’opera titanica si rivelerà capace di portare i risultati attesi dal governo di Luanda, sarà confermato ancora una volta che al momento le capacità industriali e il pragmatismo di Pechino fanno della Cina il partner ideale per i piani di sviluppo dell’Angola.

 

 

Fonti e approfondimenti

Campos, Indira & Vines, Alex. (2008). Angola and China: A Pragmatic Partnership, Center for Strategic and International Studies.

African Development Bank Group, Angola country profile.

Environmental Justice Atlas (EJA), Hydroelectric Project Caculo Cabaça, Angola.

Agência Angola Press (ANGOP), Caculo Cabaça dam starts producing power by 2024, 16/10/2019.

Reuter, Angola gets breathing space from Chinese creditors, says finance minister, 11/01/2021.

Hydro Review, Angolan officials break ground on 2,170-MW Caculo Cabaca hydropower plan, generation begins at 2,070-MW Lauca, 08/07/2017.

 

 

Editing a cura di Giulia Lamponi.

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