Dalla terra al mercato: la produzione di zucchero alle Mauritius

zucchero
@James De Mers - Piaxabay - Public Demain

Si conclude con questo articolo il progetto “Dalla terra al mercato”, in cui sono state analizzate la produzione e l’esportazione delle commodities di alcuni Paesi africani.

In questo articolo parliamo della Repubblica di Mauritius, un’isola situata al largo del Madagascar, nel mezzo dell’Oceano Indiano. L’isola, a differenza di molti altri Paesi del continente africano, è catalogata dalle Nazioni Unite come un Paese a medio reddito e nel 2020 si è posizionata prima in Africa nell’Indice di Sviluppo Umano dell’ONU

Lo sviluppo economico dell’isola ha fatto sì che l’agricoltura non pesasse tanto sul PIL come in altri contesti africani, ma solo per il 3% del PIL totale. A svolgere un ruolo preponderante sono la coltivazione, produzione ed esportazione dello zucchero, che copre la quasi totalità della produzione agricola delle Mauritius. Le esportazioni di questa commodity, da sola, rappresentano il 19% delle esportazioni totali del Paese, dirette per lo più all’area economica dell’Unione Europea. 

Agricoltura alle Mauritius

Quasi la metà della superficie delle Mauritius è occupata da terre coltivate, il 90% delle quali da piantagioni di canna da zucchero, mentre il restante è destinato a té, tabacco e colture alimentari. Tuttavia, la grandezza ridotta dell’isola ha fatto sì che, nel 2019, il settore agricolo avesse un peso di poco meno del 3% sul PIL del Paese, mentre ad occupare percentuali maggiori sono le industrie (17%) e il settore terziario (67%). 

La rilevanza di questi settori è dovuta al fatto che, sin dall’indipendenza, il Paese ha visto un’importante crescita economica, che ha quindi contribuito ad aumentare sempre più l’importanza dei settori secondario e terziario a discapito dell’agricoltura. Si è passati, dunque, dal 25% del peso dell’agricoltura sul PIL negli anni Settanta al 3% di oggi. Sebbene quindi il Paese abbia un tessuto economico sufficientemente sviluppato, per limitare la povertà e l’insicurezza alimentare, le Mauritius sono costrette a importare cibo, in quanto non riescono a produrne a sufficienza per il fabbisogno di tutta la popolazione. 

La produzione di zucchero alle Mauritius

A partire dal Seicento e fino al 1968, le Mauritius vennero occupate, nell’ordine, da olandesi, francesi e britannici. La coltivazione di canna da zucchero venne introdotta sull’isola dagli olandesi nel corso del Seicento per la produzione di bevande alcoliche. Furono però i francesi, dalla metà del Settecento, a investire nella produzione di zucchero, portando sull’isola nuove tecnologie e mezzi di produzione. A metà dell’Ottocento, durante l’occupazione britannica, circa il 90% della popolazione era impiegata nel settore dello zucchero e sull’isola si contavano circa 250 mulini per la lavorazione della canna da zucchero. 

Dopo l’indipendenza del Paese, ottenuta nel 1968, il numero dei mulini iniziò a scendere, sia per l’espansione dei settori secondario e terziario, sia per la centralizzazione della produzione di zucchero, al fine di renderla più efficiente. Nel 2018, ne erano rimasti solo quattro

Negli ultimi anni, la produzione di zucchero lavorato nei mulini ha sfiorato il mezzo milione di tonnellate e le cifre aumentano progressivamente negli anni grazie all’avanzamento tecnologico del settore. Infatti, mietitrici e camion adibiti rispettivamente alla raccolta e al trasporto delle canne da zucchero hanno permesso che la produzione aumentasse notevolmente rispetto a quando le piante venivano raccolte manualmente e trasportate in piccoli furgoni. Parallelamente, l’utilizzo sempre maggiore di fertilizzanti e pesticidi ha contribuito a migliorare i raccolti, dando stabilità a una commodity il cui prezzo sui mercati globali è altamente instabile

Oltre a essere prodotta e lavorata su larga scala, la canna da zucchero viene anche coltivata da piccoli contadini, che negli ultimi anni si sono riuniti in cooperative volte a tutelare la produzione locale di zucchero e ad aiutare i piccoli produttori a ottenere certificazioni per il commercio equo e solidale, come ad esempio il FairTrade Mark rilasciato da Fairtrade International e FLOCERT. 

Il Sindacato dello Zucchero alle Mauritius

Siccome lo zucchero è una commodity particolarmente sensibile al cambiamento dei prezzi sul mercato, il Sindacato dello Zucchero alle Mauritius (MSS) venne istituito per permettere ai produttori di zucchero del Paese di ottenere il massimo rendimento possibile dalla produzione e dalla commercializzazione del bene. 

Infatti, sin dal 1951 la produzione e, più in generale, l’intera filiera produttiva di zucchero delle Mauritius viene tutelata dal Sindacato, costituito formalmente da un atto del 1951. Il Sindacato è la sola organizzazione sul territorio delle Mauritius responsabile della gestione del commercio di questa commodity. A farne parte sono tutti i produttori di zucchero dell’isola. Il suo compito è trovare strategie commerciali per ottimizzare le entrate derivanti dalla vendita di zucchero nei mercati internazionali, cercando di garantire ai produttori i migliori rendimenti possibili. Gli agricoltori vengono affiancati nella gestione delle diverse fasi della filiera e in diversi ambiti, dalle vendite alla logistica, dagli aspetti finanziari al controllo della qualità. 

Esportazioni di zucchero

Le esportazioni di zucchero hanno un ruolo molto importante per l’economia del Paese, in quanto rappresentano circa il 19% delle esportazioni totali. La maggior parte dello zucchero prodotto e lavorato viene venduto ed esportato all’estero. Secondo il report 2019/2020 del MSS, delle 400.000 tonnellate di zucchero prodotte nel 2019, circa l’89% è stato destinato ai mercati stranieri. 

Nel 2019, la principale destinazione era l’Unione Europea (74% delle esportazioni del Paese), seguita dai mercati regionali africani (18%) e dagli Stati Uniti d’America (3,78%), mentre il restante 4% era destinato ad altri mercati globali e al mercato interno. 

Il motivo per cui le esportazioni di zucchero trovano fortuna nel mercato dell’Unione Europea (UE) va ritrovato nella partecipazione dell’isola all’East and South Africa (ESA), un gruppo di Paesi che beneficia dell’esenzione da tasse doganali sulle esportazioni nel mercato dell’UE, grazie alla firma dell’interim Economic Partnership Agreement (iEPA) ratificato nel 2012. 

Sebbene in misura minore rispetto all’UE, l’altra grande fetta delle esportazioni di zucchero si ritrova nei mercati regionali africani. In particolare, le Mauritius fanno parte di due organizzazioni africane: il COMESA (Common Market for Eastern and Southern Africa) e la SADC (Southern African Development Community), che includono rispettivamente ventuno e sedici Paesi del continente. Trovandosi in entrambe le Organizzazioni, le Mauritius possono decidere a quale delle due indirizzare la vendita del proprio zucchero, in base a quella che garantisce maggiori introiti economici. 

Qualità e sicurezza

Lo zucchero proveniente dalle Mauritius gode di una buona fama internazionale in termini di qualità del prodotto. Infatti, l’aver creato, grazie all’azione del MSS, un ottimo sistema di controllo dell’intera filiera produttiva dello zucchero ha reso questa commodity un punto di riferimento nel mercato globale. Il Dipartimento Centrale di Qualità (CQD) del MSS si occupa, in collaborazione con tutti gli stakeholders della filiera produttiva della canna da zucchero e dello zucchero lavorato, di assicurarsi che lo zucchero abbia una buona qualità. In particolare, il CQD si deve accertare che i produttori di zucchero abbiano seguito le linee guida per la gestione della piantagione, la raccolta, l’immagazzinamento, il trasporto, l’impacchettamento e l’esportazione del prodotto. 

La volatilità dei prezzi dello zucchero, dovuta alla competitività internazionale e agli shock climatici, sta facendo sì che la produzione di questa commodity sull’isola si stia riducendo nel corso degli anni. Grazie al contributo dell’Istituto di ricerca sull’industria della canna da zucchero delle Mauritius (MSIRI), si sta cercando di trovare specie di canna da zucchero che siano più resistenti agli shock climatici. Parallelamente, un utilizzo più poliedrico dello zucchero, dalla produzione di alcolici al settore energetico, può contribuire a diversificare i guadagni dei contadini e dei produttori di questa commodity. 

 

 

Fonti e approfondimenti

Maurinet.com. 2021, Sugar Industry :: Mauritius Island Online – Business Information Mauritius. [online] 

Mauritiussugar.mu. n.d, Mauritius Sugar Syndicate – Sugarcane Industry In Mauritius. [online] 

MSS Annual Report. 2020, Report and Financial Statements 2019-2020

Statista. 2021, Mauritius – share of economic sectors in gross domestic product 2009-2019 | Statista. [online]

Young African Leaders Initiative Network. 2018, Sugarcane Farming in Mauritius | YALI Network. [online] 

 

 

Editing a cura di Giulia Lamponi

 

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