Dalla terra al mercato: il viaggio delle commodities africane

di Aurora Guainazzi, Sebastian Cuschié e Serena di Roberto

Quando si pensa all’economia del continente africano nel suo complesso non si può fare a meno di considerare il settore agricolo e la produzione di materie prime e di commodities. Con questo termine si fa riferimento a un tipo di merce, tipicamente prodotti agricoli o minerari, facilmente immagazzinabili e il cui prezzo sul mercato viene determinato dalla legge della domanda e dell’offerta, rendendoli particolarmente volatili. 

Analizzando i dati a disposizione, in media l’agricoltura in Africa impatta sul PIL del continente per oltre il 15%, con notevoli variazioni tra un Paese e l’altro, e impiega circa i due terzi della forza lavoro totale. Le esportazioni delle commodities continuano a essere superiori alle esportazioni di prodotti lavorati e/o finiti, con tassi rispettivamente del 42% e del 35%. Come verrà spiegato in seguito, nella sfera del commercio mondiale l’Africa sembra si stia guadagnando un posto di rilievo nell’esportazione di materie prime in Asia e in America Latina. Al contrario, le esportazioni di commodities in Europa si sono dimezzate negli ultimi dieci anni, lasciando maggiore spazio al commercio di prodotti lavorati. Infine, vale la pena evidenziare come negli ultimi decenni l’economia agricola è cresciuta notevolmente in Africa, avvicinandosi ai tassi di crescita del settore in Asia e America Latina, grazie all’aumento della quantità di terre coltivate e all’aumento della forza lavoro impiegata.

Come si può evincere dalle informazioni fornite nel paragrafo precedente, la produzione e il commercio di commodities provenienti dall’agricoltura hanno un peso rilevante sulle economie dei Paesi africani. Sarà questo l’argomento principale di una serie di articoli di approfondimento che ci accompagneranno nei prossimi mesi e che avranno lo scopo di esaminare come il mercato dei prodotti della terra influenzano le economie di alcuni Stati dell’Africa. 

Da cosa è composta la produzione agricola africana?

In misura maggiore rispetto agli altri continenti, l’economia agricola africana è organizzata  su base familiare e su piccola scala; è infatti composta da modeste aziende agricole che lavorano per un’agricoltura di sussistenza e utilizzano solo la forza lavoro interna alla famiglia, senza l’uso di particolari tecnologie. 

Questo tipo di agricoltura su piccola scala, con un limitato accesso ai mercati, non è però omogenea all’interno del continente. Una porzione delle aziende agricole locali sta infatti cercando in maniera più o meno soddisfacente di modernizzarsi: si tratta di aziende o proprietari terrieri che hanno risorse da poter investire, che si trovano vicino ai centri urbani e quindi ai mercati, al credito e alle nuove tecnologie, e che quindi riescono a intensificare la produzione. Al contrario, le restanti proprietà terriere a gestione familiare presentano la situazione opposta: le colture delle popolazioni locali, ancora lontane dalla tecnologia, utilizzano terre degradate e non hanno la possibilità di acquistare fertilizzanti.

Caratteristiche e limiti dell’agricoltura in Africa

L’agricoltura e la produzione di commodities in Africa rappresentano una delle principali fonti di sussistenza e sopravvivenza per milioni di persone. Questo settore è tanto importante quanto instabile, a causa di una serie di caratteristiche e problematiche che ne limitano il potenziale.

Infatti, è stato accennato come l’aumento demografico e, quindi, dei numeri della forza lavoro abbia avuto un effetto positivo sulla crescita del settore agricolo africano. Tuttavia, l’altra faccia della medaglia mostra che è proprio l’aumento della popolazione, e quindi il maggiore bisogno di intensificare la produzione alimentare e di materie prime, uno dei motivi per i quali l’Africa si trova tutt’oggi in diffuse condizioni di insicurezza alimentare e povertà. Sarebbe riduttivo, però, puntare il dito solo sulla questione demografica; è necessario aggiungere altri elementi per delineare meglio le caratteristiche e le principali problematiche del settore agricolo e della produzione di commodities in Africa

  • la maggior parte delle terre coltivate si trova in zone aride o semi aride, con suoli degradati e poco fertilizzati;
  • la troppa dipendenza dall’acqua piovana nelle coltivazioni, essendo l’irrigazione una pratica poco diffusa;
  • gli alti costi dei trasporti e la diffusa mancanza di infrastrutture adeguate;
  • la ridotta grandezza delle aziende agricole e delle terre porta ad avere per lo più monocolture, impedendo la diversificazione della produzione;
  • la produzione agricola è altamente instabile e dipendente dalle condizioni climatiche, ambientali ed economiche che ne compromettono, laddove presente, anche il mercato.

Le politiche per lo sviluppo rurale

Riconoscendo l’importanza dello sviluppo rurale e la necessità di inserirlo all’interno delle agende e dei piani strategici nazionali, l’Unione africana ha adottato nel 2003, tramite la Dichiarazione di Maputo, il Comprehensive Africa Agriculture Development Programme (CAADP), come parte integrante della New Economic Partnership for Africa’s Development (NEPAD). Il suo obiettivo principale è quello di fissare al 6% la crescita agricola annua. La NEPAD ha riconosciuto, infatti, che l’inadeguatezza degli investimenti nel settore rappresenta il limite maggiore per riuscire ad aumentare la produttività agricola e i tassi di crescita.

Il CAADP incoraggia un processo panafricano per riportare l’agricoltura e la produzione di commodities in Africa al centro dell’agenda degli Stati del continente e delle comunità economiche regionali, riuscendo a rimuovere gli ostacoli tra istituzioni e parti interessate e incoraggiando il coordinamento internazionale.

Le politiche di sviluppo rurale in Africa sub-sahariana, però, sono complesse perché devono tenere conto di numerosi fattori di fondo e devono fronteggiare alcuni ostacoli di base. Tra questi, la povertà che caratterizza le aree rurali, la mancanza di sicurezza alimentare, le deboli capacità delle istituzioni locali e le questioni della degradazione ambientale. 

Commercio internazionale: quale impatto?

Ad oggi, le esportazioni di prodotti agricoli rappresentano solamente il 10% delle esportazioni mondiali. Per quanto riguarda il continente africano, a partire dalla metà degli anni ’90 abbiamo assistito a un declino delle esportazioni di materie prime agricole (dal 60% al 42% sul totale delle esportazioni di prodotti agricoli, per quanto riguarda il periodo tra il 1988 e il 2014), mentre le importazioni sono sempre più elevate. A causa di ciò, il saldo della bilancia dei pagamenti di molti Paesi è in negativo; infatti, solamente in 13 di essi la quantità di esportazioni sopravanza le importazioni.

Dall’altro lato, però, il continente sta gradualmente incrementando la produzione e conseguente esportazione di prodotti agricoli lavorati, che nel 2014 rappresentavano il 35% delle esportazioni agricole. Questi livelli, però, non sono ancora tali da raggiungere quelli delle commodities. Ciò dimostra, ancora una volta, che il commercio africano è incentrato sulla produzione e commercializzazione di prodotti grezzi  e che i livelli di industrializzazione ancora limitati non permettono un’adeguata produzione e vendita di prodotti finiti.

Molti Paesi sono monocolture e di conseguenza  il loro sistema economico è strutturato in modo da risultare quasi totalmente rivolto alla produzione ed esportazione di un prodotto che garantisce loro la maggior parte delle entrate. Sono pochi i Paesi che hanno avviato un processo di diversificazione economica – seppur limitata – che permetta loro di tutelarsi di fronte alle frequenti fluttuazioni dei prezzi delle materie prime sul mercato internazionale. I prezzi delle commodities sono infatti fortemente influenzati dall’imprevedibilità della domanda e dell’offerta nel mercato internazionale, il che rende incostante il livello di entrate derivante dal loro commercio.

Le direzioni del commercio

Nel corso degli ultimi decenni, cambiamenti sostanziali come il miglioramento della rete di trasporti e delle vie di comunicazione hanno fatto sì che alcuni Paesi africani diventassero competitivi nel sistema di esportazioni mondiale. Sono, infatti, in crescita gli scambi di materie prime agricole con i Paesi della zona dell’Asia-Pacifico – ad oggi, circa il 6% delle importazioni di materie prime dell’area proviene dal continente africano (nel 2008 erano il 4%). Anche il commercio con l’America Latina è in aumento: nel 2018  il 3% delle materie prime agricole veniva acquistato dall’Africa, mentre dieci anni prima le esportazioni africane erano meno dell’1% del totale delle commodities importate dai Paesi dell’area.

Il commercio di materie prime con i Paesi dell’Unione Europea è invece in calo. Ad oggi, le commodities importate dal continente africano rappresentano poco meno del 4% delle materie prime importate sul mercato europeo, mentre nel 2008 i prodotti africani importati in Europa erano circa il doppio. Sono invece in crescita gli scambi di prodotti alimentari lavorati: le importazioni europee dall’Africa sono quasi il 13% delle importazioni di beni alimentari totali. Va sottolineato che le preferenze tariffarie europee tendono a escludere i Paesi africani dal mercato unico a favore di un commercio più comunitario. Le merci d’esportazione comunitarie vengono infatti favorite, tramite tariffe più morbide, rispetto a quelle appartenenti agli altri Paesi concorrenti.

Il commercio intra-regionale

Gli scambi intra-regionali vengono ostacolati soprattutto dalle barriere tariffarie, da mancanze infrastrutturali e dalla mancanza di adeguati controlli alle frontiere – il continente sta cercando di sviluppare un sistema per regolare i flussi commerciali e garantire il rispetto degli standard qualitativi. Nonostante gli ostacoli, possiamo registrare nel periodo compreso tra il 1988 e il 2013 una crescita degli scambi di materie prime agricole. Tale crescita raggiunse a inizio anni 2000 il 12% del PIL continentale, mentre le stime per il 2019 sono all’incirca pari al 19% del PIL. Ciò è stato reso possibile dall’incremento dei flussi commerciali tra le quattro aree economiche presenti nel continente: la East Africa Community (EAC) per quanto riguarda i Paesi a est, il Common Market for Eastern and Southern Africa (COMESA) che coinvolge i Paesi a est e a sud, l’Economic Community of Western Africa States (ECOWAS) nata nell’ovest del continente e infine la Southern Development Conference (SADC) nell’Africa australe. Se comparata ad altre aree del mondo, soprattutto occidentali, la quantità di scambi tra i Paesi africani è ancora molto limitata. La crescita, seppur lieve, registrata negli ultimi anni è però indicativa della direzione intrapresa. Tale tenenza sarà incentivata dalla creazione dell’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), l’area di libero scambio che coinvolgerà tutto il continente e che si è posta come primo obiettivo l’abbattimento dei dazi tra i vari Paesi. 

Oltre a ciò, le sfide più importanti che questo continente dovrà affrontare sono dunque correlate all’integrazione dei più piccoli proprietari nella catena del valore agricolo, aiutandoli ad accedere ai fattori di produzione e collegandoli con trasformatori e mercati internazionali.

 

Fonti e approfondimenti

NEPAD (2013). African agriculture, transformation and outlook.

OECD iLibrary. 2016. Agriculture In Sub-Saharan Africa: Prospects And Challenges For The Next Decade | READ Online.

Will M., High-Value agricultural exports from Africa, OCP, Policy Center, 01/2018

World Trade Organisation, World Trade Statistical Review 2018, 2018

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