Praxis: La risposta di Medellín al riscaldamento globale

Copertina a cura di @side_book

Le grandi città sono particolarmente esposte ai rischi legati ai cambiamenti climatici, come ha messo in evidenza l’ultima Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite COP 26. I centri urbani, che tradizionalmente offrono più possibilità rispetto alle aree rurali, spesso si sviluppano in modo disordinato per rispondere alla domanda di abitazioni e luoghi di aggregazione: questo porta all’aumento delle disuguaglianze tra le fasce della popolazione e dei pericoli per l’ambiente. Spesso le aree verdi vengono sacrificate per far spazio a palazzi, piazze e strade, danneggiando la fauna e causando l’aumento dell’inquinamento.

La COP 26 è stato un momento di confronto importante anche perché ha messo in evidenza le differenti posizioni tra i leader dei Paesi industrializzati (soprattutto occidentali) e di quelli in via di sviluppo. È in questi che si gioca la vera partita per la sostenibilità, resa difficile dal fatto che molti governi sono ancora restii ad impegnarsi per il rispetto della soglia critica di riscaldamento globale di 1,5°, stabilita dall’Accordo di Parigi sul clima nel 2015. In America latina, per esempio, povertà, criminalità e disoccupazione rendono difficile la lotta ai cambiamenti climatici nelle grandi città. Anche Medellín, secondo centro urbano della Colombia conosciuta come “città dell’eterna primavera” per il suo clima di solito mite, si confronta con le conseguenze dell’innalzamento delle temperature. In modo graduale, le aree verdi della città sono diminuite per far spazio a nuovi quartieri e autostrade, di pari passo con l’aumento della popolazione. Per cercare di rispondere a questi fenomeni, dal 2013 l’amministrazione cittadina ha promosso un ambizioso progetto di riqualificazione urbana ad alto impatto ambientale, il Parque del Río, che ha avuto risvolti positivi anche sulla qualità della vita dei cittadini e su quella della flora e della fauna locale.

Un corridoio verde metropolitano

Nel 2013 l’amministrazione cittadina ha indetto un concorso internazionale di architettura e urbanistica per trovare l’idea vincente che avrebbe dato nuova vita a Medellín, una città soffocata dall’aumento demografico fuori controllo. A vincere è stato il progetto dello studio locale Latitud, i cui architetti avevano immaginato la creazione di una serie di corridoi verdi urbani che attraversassero la città lungo il letto del fiume, una delle aree più inquinate di tutta Medellín. Il progetto è stato scelto perché proponeva una visione armoniosa di architettura sostenibile – in continuità con il piano urbanistico “Medellín 20-30” e con il Plano de Ordenamiento Territorial (POT) – e riqualificazione delle zone più problematiche della città. Dagli anni ’50 in poi, l’area è stata oggetto di interventi urbanistici invasivi che, nel tentativo di collegare anche i quartieri più svantaggiati e distanti al centro storico e commerciale, l’hanno letteralmente tagliata in due parti. Dalle riprese aeree si può chiaramente vedere che una grossa arteria autostradale parallela al fiume costituisce una sorta di barriera urbana; una barriera che nel tempo ha causato più disagi che vantaggi agli abitanti di Medellín.

Gli architetti dello studio Latitud hanno ridisegnato la geografia urbana di Medellín proprio partendo dalla parte più inquinata e problematica, quella dell’autostrada cittadina, immaginando un corridoio verde che corresse lungo quell’asse e lo circondasse. In aggiunta, grazie a una serie di ponti pedonali e piste ciclabili trasversali, è stata progettata una rete per facilitare le connessioni tra le varie aree del centro cittadino e i quartieri residenziali, la zona dell’università e quella degli uffici. Il corridoio verde metropolitano rende così la città porosa e permeabile, attraversabile facilmente a piedi come in bici: un esempio di ecosistema urbano ecologico unico in America latina.

Non solo impatto ambientale: le ricadute sociali del Parque

Da quando il progetto è stato implementato, il profilo della città è cambiato visibilmente: i corridoi verdi realizzati coprono una superficie totale di circa 70.000 mq, danno dimora a 150 specie vegetali e a oltre 90 specie di volatili. Ci sono più di 32 km di percorsi ciclabili e pedonali, aree di svago e picnic che, insieme alla cabinovia, hanno migliorato la viabilità cittadina e la vita di tutti gli abitanti di Medellín, anche nei quartieri (chiamati las comunas) più svantaggiati come Santo Domingo o la Comuna 13.

Nel tentativo di riparare ai danni fatti da anni di negligenza nei confronti dell’ambiente, il progetto dei corridoi verdi è riuscito a fare molto per gli abitanti di una città a lungo conosciuta solo come una delle più violente del mondo, per la criminalità organizzata e il traffico di droga. Nel tentativo di abbattere le barriere architettoniche che la dividono in due come una ferita, l’amministrazione cittadina e gli architetti dello studio Latitud hanno sviluppato un progetto che è anche un esperimento sociale e pedagogico. I corridoi verdi non sono solo un polmone verde che migliora la qualità dell’aria, ma anche dei luoghi a disposizione dei cittadini nei momenti diversi della giornata. Un sistema di architetture in armonia con la natura crea un ambiente piacevole dove trovare locali commerciali, piazze coperte, pergolati e aree dove praticare sport o fare picnic. Alimentando il dibattito culturale, sociale ed economico sul rapporto della città con la sua biodiversità, il Parque del Río rappresenta un esempio importante di rinnovamento urbano che è anche sociale: un’operazione di trasformazione che mira a fare di Medellín una città ecologica e inclusiva, un polo di attrazione piuttosto che un luogo da cui emigrare.

 

Fonti e approfondimenti

Biennal Internacional de Paisatge Barcelona, Parques del Río Medellín 

Bullaro L., Parque del Rio a Medellin, un corridoio verde metropolitano, Il Giornale dell’Architettura, 13/08/2020 

Moloney A., Colombia’s Medellin plants ‘green corridors’ to beat rising heat, Reuters, 28/07/2021

UNEP, Medellín shows how nature-based solutions can keep people and planet cool 

 

Editing a cura di Elena Noventa

Copertina a cura di Simone D’Ercole

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