C’è davvero una deriva autoritaria

Era il 2022 quando la Fondazione Bertelsmann metteva nero su bianco un sorpasso difficile da digerire. Per la prima volta, il numero delle autocrazie aveva superato quello delle democrazie. A distanza di due anni, la Fondazione ha aggiornato il calcolo. Tra i Paesi presi in esame dal rapporto, le autocrazie superano 74 a 63 i regimi considerati democratici. 

L’indagine rappresenta l’ultimo di una ormai lunga serie di allarmi per lo stato dei diritti nelle diverse aree del mondo. Come documentato da molte altre organizzazioni e centri di ricerca, la deriva autoritaria è una tendenza ormai comune a tanti contesti nazionali, anche europei. Nei quali sono sempre più evidenti le spinte in questa direzione.   

La mancanza di contro-poteri

Il rapporto indica come negli ultimi due anni sia proseguito un trend di lungo periodo, che in tanti Paesi ha visto un progressivo venire meno dello Stato di diritto. Questo significa che la prerogativa della separazione dei poteri, tipica degli ordinamenti di natura liberal democratica, ha ceduto il posto a governi sempre più potenti e sempre meno sotto controllo. 

L’erosione dei contrappesi al potere mina la responsabilità dell’esecutivo. Allo stesso tempo, le crescenti restrizioni alla libertà di espressione e partecipazione rendono sempre più stretto il perimetro del dissenso. La critica pubblica alle azioni del potere, uno dei principi democratici più importanti, viene così a mancare. Inoltre, un numero maggiore di casi di abuso d’ufficio e corruzione rimane impunito, senza conseguenze tangibili. Portando invece alla proliferazione di una “cultura dell’impunità” che svincola le istituzioni e chi le rappresenta dalle loro responsabilità. Uno sviluppo registrato tanto nelle autocrazie quanto nelle democrazie. 

Frammentare e silenziare la società civile rappresenta storicamente il primo capitolo della deriva autoritaria. Tuttavia, essa rappresenta ancora “l’ultima e più risoluta linea di difesa” contro questa tendenza. 

Il rapporto della Fondazione evidenzia diversi casi in cui sono state proprio le organizzazioni civili a ricoprire un ruolo di primo piano nel garantire il regolare svolgimento delle elezioni (Kenya e Zambia), così come nella tutela dei diritti civili e sociali (Polonia e Sri Lanka). Nonostante tutte le imposizioni, il malcontento continua a germogliare e sbocciare anche contro i regimi più repressivi. Questo rappresenta una delle migliori speranze per la trasformazione della società in un senso più democratico. 

La democrazia in Europa

Nemmeno in Europa ci sono buoni motivi per dormire sonni tranquilli. L’ultimo studio dell’International Institute for Democracy and Electoral Assistance certifica che, sebbene questa rimanga la regione con i più alti livelli di democrazia a livello globale, negli ultimi anni ci sono stati cali significativi. 

Secondo l’organizzazione intergovernativa, in particolare, si sono evidenziate alcune tendenze negative nei Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale, in particolare per quanto riguarda lo Stato di diritto. Viceversa, i cambiamenti più significativi in senso positivo hanno avuto luogo nell’Europa centrale, dove otto Paesi hanno vissuto dei miglioramenti lungo le dimensioni indagate, che tengono insieme diritti individuali e collettivi. Tuttavia, il quadro generale rimane critico. 

Tra gli elementi più preoccupanti, il rapporto si sofferma sulla libertà di stampa. Il numero dei Paesi ad aver registrato un calo su questo fronte è quattro volte superiore a quelli che hanno segnato un progresso. 

La pressione nei confronti dei professionisti dell’informazione aumenta anche a causa delle scelte di governi e media stessi. Che invece di costituire un quarto potere, critico e indipendente, finiscono per appiattire, per rapporti di forza o meri interessi, le proprie posizioni su quelle delle élite politiche ed economiche. Un fenomeno che, come testimonia Amnesty International, riguarda anche l’Italia

 

Fonti e approfondimenti

Amnesty Italia. 2023. SUI DIRITTI UMANI TORNIAMO A CHIEDERE PASSI AVANTI

Bertelsmann Foundation. 2024. BTI Project 

International Institute for Democracy and Electoral Assistance. The Global State of Democracy 2023: The New Checks and Balances



Scopri di più da Lo Spiegone

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere