Le scuole negli Stati Uniti sono sempre più segregate

Warren LeMay - Wikimedia Commons - CC0 1.0 DEED

Le scuole negli Stati Uniti sono sempre più segregate. 70 anni dopo Brown v. Board of Education, un nuovo studio evidenzia una tendenza che riporta indietro le lancette della storia. Il rapporto fa eco ad analisi precedenti, secondo cui le classi non sarebbero lo specchio dei cambiamenti demografici. A determinare questa situazione sarebbero soprattutto le politiche educative e i tribunali federali.  

La segregazione scolastica 

Brown v. Board of Education è una sentenza fondamentale nella storia degli Stati Uniti. La Corte Suprema stabilì nel 1954 la fine della segregazione scolastica, che aveva fin lì caratterizzato il sistema educativo statunitense. All’epoca, infatti, erano ben 17 gli Stati a prevedere o almeno a permettere questo istituto. La decisione rovesciò questo sistema, anche se non ebbe effetti immediati. 

Passarono anni infatti prima che la segregazione fosse definitivamente relegata al passato. In particolare negli Stati del Sud, la resistenza culturale al cambiamento era altissima a causa del razzismo imperante. In questo conflitto, l’azione della giustizia ricoprì un ruolo fondamentale, come dimostra l’impatto della successiva sentenza Swann v. Charlotte-Mecklenburg. Le scuole statunitensi iniziarono così a cambiare volto. 

La nuova segregazione 

I ricercatori della Stanford University e della University of Southern California, però, sostengono che la segregazione razziale – ed economica – negli ultimi decenni è notevolmente aumentata. Questo sviluppo caratterizza soprattutto i distretti scolastici con un numero significativo di studenti afroamericani. I quali rappresentano storicamente la fascia maggiormente esposta a condizioni di fragilità, su più dimensioni sociali ed economiche. 

A partire dal 1988, la segregazione tra questi ultimi e gli omologhi bianchi è aumentata del 64% nei 100 distretti più grandi. Inoltre, sono in crescita anche la segregazione bianco-ispanica e quella bianco-asiatica. Nonostante non raggiungano i livelli di quella bianca-afroamericana, entrambe sono più che raddoppiate dagli anni Ottanta. In un momento storico in cui i banchi dovrebbero accogliere una grande diversità, essi si rivelano invece uno specchio distorto del presente.   

Perché le scuole sono cambiate

Il volto delle scuole non sta cambiando quindi in ragione delle trasformazioni demografiche, tutt’altro. A determinare la maggiore segregazione sono state due fattori. Il primo  le scelte dei tribunali. I tribunali hanno ricoperto una funzione essenziale nel far rispettare le decisioni della Corte per de-segregare le scuole. Ma dagli anni Novanta i giudici hanno progressivamente sollevato le scuole da questo imperativo. Per i ricercatori, se gli ordini non fossero stati revocati, la segregazione sarebbe cresciuta del 20% in meno. 

Ai tribunali si unisce un secondo fattore, ovvero le politiche educative, nello specifico l’aumento delle charter school. Questi istituti, finanziati da un mix di finanze pubbliche e private, godono di una particolare autonomia. Quando furono introdotte, vennero presentate come la chiave per espandere le opportunità in capo alle famiglie. Ma oggi è riconosciuto come esse siano un motore di segregazione. Nei distretti in cui esse sono più presenti, la segregazione registra i livelli più alti. 

Gli effetti della segregazione

Quello in atto negli Stati Uniti non è un ritorno a 70 anni fa, perché i dati non sono paragonabili alla realtà dell’epoca. Tuttavia, la tendenza fa riflettere sugli sviluppi in una società che si definisce democratica e fondata sulle pari opportunità. Se la Brown costituiva il tentativo di affrontare alla radice le disuguaglianze razziali, le istituzioni oggi sono responsabili del loro incremento. 

La segregazione porta con sé danni devastanti per il presente e il futuro degli studenti di ogni comunità. Sul fronte educativo, tra quelli più importanti vi sono l’aumento dei pregiudizi e la perdita del pensiero critico. Non bisogna però dimenticare che negli Usa le scuole in cui sono più presenti le minoranze sono anche quelle con meno risorse, materiali e simboliche, a disposizione. Per creare pari opportunità, gli investimenti sono indispensabili. 

Fonti e approfondimenti 

Cerocchi, A., “Ricorda 1971: Swann v. Charlotte-Mecklenburg Board of Education”, Lo Spiegone, 11/08/2021

Frankenberg, E., “70 years after Brown vs. Board of Education, public schools still deeply segregated”, The Conversation, 5/01/2024

The Educational Opportunity Project at Stanford University. Segregation Explorer

The Education Trust. 2022. Equal is Not Good Enough. An Analysis of School Funding Equity Across the U.S. and Within Each State

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