Passata la sbornia per la sconfitta del Rassemblement national (Rn) e per la vittoria del Nuovo fronte popolare (Nupes), la Francia si trova ora a doversi confrontare con una situazione di probabile ingovernabilità. Che lascia aperti molti scenari.
I risultati
Dopo un primo turno in cui il Rn aveva ottenuto oltre il 33% e aveva eletto 39 deputati (37 più i 2 dell’Union de l’extrême droite), molti ventilavano la possibilità che l’estrema destra ottenesse al secondo la maggioranza assoluta di 289 seggi. Un’ipotesi che, con le desistenze in funzione anti-Rn nelle competizioni triangolari e quadrangolari, ha fatto abbassare di molto questa possibilità. Fino a farla crollare. Dopo il ballottaggio di domenica 7 luglio il Fronte popolare, la coalizione di sinistra di cui fanno parte, tra gli altri, la France Insoumise e il Partito socialista, ha ottenuto 182 seggi, secondo l’elaborazione dei dati del ministero dell’interno fatta da Le Monde.
Il Nupes è la prima formazione. A meno di 20 seggi di vantaggio da Ensemble, che ne ha ottenuti 168. Ancora di più della sconfitta di Rn, che si è fermata a 143 seggi. Il dato di Ensemble testimonia quanto Emmanuel Macron abbia vinto la sua scommessa, chiamando il Paese a votare subito dopo il risultato delle europee di giugno. La maggioranza assoluta nell’Assemblea nazionale francese si ottiene con 289 seggi (577 è il numero totale di quelli a disposizione). Come appare chiaro, nessuna delle formazioni ha la forza per governare da sola.
Crisi e ritorno al voto
Secondo l’articolo 12 della Costituzione, Macron non può sciogliere nuovamente l’Assemblea nazionale e tornare a indire nuove elezioni prima di un anno, ovvero a luglio del 2025. In questo periodo la politica sarebbe in stallo. A meno che non si tornasse a votare per il presidente della Repubblica. Le elezioni sono programmate per il 2027, ma Macron potrebbe dimettersi.
Uno scenario difficilmente realizzabile. Anche se è un’ipotesi che Jean-Luc Mélenchon ha ventilato prima del secondo turno. “Se non c’è una maggioranza, la soluzione all’impasse è che lui (Emmanuel Macron, ndr) se ne vada”. Mélenchon ha fatto riferimento al Cartel des gauches nel 1924 quando la coalizione delle sinistre riuscì a ottenere le dimissioni del presidente Alexandre Millerand, dopo aver “respinto tutti i governi”. Un altro periodo storico e un’altra Repubblica. Difficile che oggi si arrivi a tanto.
Governo di minoranza
Il Nupes ha vinto le elezioni, ma non ha i numeri per governare. Potrebbe comunque provare a forzare la mano per presiedere un governo di minoranza con l’obiettivo di far passare tramite decreto alcuni provvedimenti bandiera. Per esempio, salario minimo e abrogazione della tanto contestata riforma delle pensioni.
Servirebbe però trovare i numeri necessari per l’approvazione. Magari pescando dall’ala di sinistra dei macroniani o addirittura trovando delle convergenze a destra. Non è una novità assoluta nel panorama francese. Tuttavia il Nupes dovrebbe garantirsi quantomeno l’appoggio di altri deputati per non cadere su un eventuale voto di sfiducia dell’Assemblea. Mozione alla quale sarebbe sicuramente sottoposto in breve.
Governo di coalizione
Macron ha respinto le dimissioni presentate dal Primo ministro in carica della sua coalizione, Gabriel Attal, che le aveva annunciate subito dopo i primi exit poll di domenica sera. Tra i due non scorre buon sangue in questo periodo. Le Monde aveva scritto che erano talmente ai ferri corti che quasi non si rivolgevano la parola. Il vulnus era l’equidistanza tra destra e sinistra radicale teorizzata dal capo dell’Eliseo e non sostenuta da Attal, che si era espresso sostenendo che la cosa più importante fosse non mandare Rn al governo.
Il respingimento delle dimissioni apre ora un nuovo scenario. Ensemble potrebbe provare a formare un governo di coalizione, innanzitutto con Les Républicains (Lr), che hanno ottenuto 46 seggi. Dopo la divisione da Eric Ciotti che ha scommesso – e perso – su un’alleanza con il Rn, i neo gollisti hanno ottenuto un ottimo risultato. Anche questo, però, sarebbe un governo di minoranza. Una mozione di sfiducia di Nupes e Rn potrebbe farlo cadere.
La soluzione all’italiana
Le Monde, nei giorni precedenti al voto, aveva teorizzato una possibile soluzione “all’italiana”. Inedita per la Francia, nel nostro Paese siamo ormai da anni abituati a vedere maggioranze trasversali che sostengono primi ministri super partes. Governi di unità nazionale o tecnici, insomma, che a Parigi sono sconosciuti. Ma che potrebbero tornare di moda in caso non si riuscisse a trovare una soluzione all’empasse. Una fase transitoria che permetterebbe di avere un sostegno largo fino alla convocazione di nuove elezioni.
C’è un problema però. Di solito questi governi tecnici sono anche chiamati a prendere scelte impopolari e difficilmente Rn o Nupes si intesterebbero riforme simili, consapevoli che potrebbero pagarne un prezzo altissimo in chiave elettorale. Facile il parallelismo tra il governo Draghi in Italia dove solo Fratelli d’Italia rimase fuori dalla coalizione, godendo alle elezioni del 2022 di un attestato di coerenza che lo portò a stravincere.
Un governo semaforo
La soluzione del governo semaforo ha preso piede in Germania con un’alleanza tra Socialdemocratici, Verdi e Liberali che ha portato Olaf Scholz a diventare cancelliere alla fine del 2021. Non senza attriti, da ultimo un interminabile discussione sulla legge di bilancio sulla quale solo a fatica si è trovato un comrpomesso.
In Francia, però, i socialisti non hanno corso da soli, ma appunto, nel Nupes. La France Insoumise difficilmente accetterebbe di entrare in una coalizione con Ensemble e repubblicani. In termini teorici i socialisti potrebbero prendere i loro seggi e destinarli a una coalizione simile: la maggioranza con Lr e Ensemble sarebbe comunque risicata, appena 296 deputati. In ogni caso, anche questa ipotesi sembra essere stata esclusa. “Avremo una sola bussola, quella del programma del Nuovo fronte popolare”, ha dichiarato il leader socialista Olivier Faure non appena sono stati annunciati i risultati ribadendo il desiderio di portare avanti il programma del Nupes.
Fonti e approfondimenti
Euronews, “Live. No majority, no obvious coalition: What is next in France? — live updates”, 8(07/2024
France entière – Elections Législatives 2024, Publication des résultats des élections en France
Guez, A., “Un gouvernement nfp, une alliance ensemble-lr… les 5 scénarios possibles après les législatives”, BFM Tv, 8/07/2024
Le Monde, “Gabriel Attal annonce qu’il remettra sa démission lundi matin mais se dit prêt à rester à Matignon « aussi longtemps que le devoir l’exigera »”, 7/07/2024
Libération, “Les 10 scénarios de l’après-législatives : cohabitation, régime d’Assemblée, démission du Président…”, 8/07/2024
Lo Spiegone, “Le Pen vince ma (ancora) non sfonda”, 1/07/2024
Mascioni, D., “Salto nel buio in Francia: Macron, e ora?”, Lo Spiegone, 12/06/2024


