Perché l’Afd è così forte nella Germania orientale

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Immagine generata con supporto AI © Lo Spiegone CC BY-NC

Alternative für Deutschland (Afd) continua a macinare consensi nella Germania orientale. “Questo è un successo storico per noi”: le parole di Alice Weidel, co-leader nazionale, seguono l’ottima performance elettorale in Turingia e in Sassonia. Qui il partito nel fine settimana ha raccolto rispettivamente il 33% e il 31% dei voti, toccando l’apice in un’elezione statale. E aggiungendo così nuove tappe a una crescita che non accenna a smettere. Questo è tanto più vero nei territori che un tempo erano riuniti nella Repubblica democratica tedesca. Che oggi l’Afd considera, a ragione, le proprie roccaforti. 

L’evoluzione dell’Afd 

Fondato nel 2013 dall’economista Bernd Lucke, l’Afd inizialmente si presentò sull’arena pubblica come una forza euroscettica e conservatrice sul piano economico. L’uscita dall’Ue e l’adozione di politiche neoliberiste rappresentavano allora la spina dorsale del suo manifesto. Il partito però cambiò aspetto nel giro di un paio d’anni quando, in contemporanea alla crisi dei rifugiati, divenne predominante l’ala più ostile ai flussi migratori. Al suo ingresso in Parlamento, nel 2017, i dirigenti dell’Afd capirono che si trattava di una buona strada da battere per racimolare consenso. 

La radicalizzazione portò con sé una svolta sempre più xenofoba e razzista a livello narrativo, con il discorso etnonazionalista che diventò così un essenziale collante ideologico dell’Afd. Un discorso che trova riscontro nelle azioni dei suoi leader. Correctiv nel gennaio scorso ha riferito di un incontro, avvenuto nel novembre 2023 a Postdam, tra membri dell’Afd e gruppi neonazisti, nel corso del quale avrebbero discusso di un piano di deportazioni di massa da imporre ai migranti. Una scoperta che ha suscitato un moto di sollevazione popolare in tante città tedesche, oltre a ricevere aspre condanne da tutto lo spettro politico. 

La trasformazione dell’Afd si rispecchiò anche in una diversa composizione del suo elettorato. La prima versione del partito riusciva ad attrarre diverse fasce sociali. Ma a seguito di questa “svolta culturale”, come riporta Matthias Diermeier, aumentò il supporto nella parte più svantaggiata della popolazione, specialmente nella Germania dell’Est e all’interno della classe operaia. Oggi che, con un consenso in crescita, l’elettorato torna a farsi più variegato, questi rimangono comunque pilastri fondamentali dell’Afd. 

L’Afd nella Germania orientale

Se dall’anno della fondazione l’Afd è riuscita a diventare una delle forze più importanti della politica tedesca, questo è dovuto anche e soprattutto al suo successo nella Germania orientale. Nelle europee del 2024, per esempio, l’AfD qui è arrivata prima con il 29,7% dei voti, ma solo quarta con il 13% a ovest della vecchia cortina di ferro. Tra i fattori che spiegano l’ampio divario fra le due parti del Paese vi sarebbe il sentimento anti-establishment molto diffuso nei cittadini della Germania orientale. 

Secondo il politologo Hans Vorländer, questi ultimi condividono la percezione che il processo di riunificazione nazionale, a seguito del Crollo del muro, si sia risolto in una colonizzazione della ex Germania Ovest sulla Germania Est. La sensazione di essere rimasti indietro non ha abbandonato i tedeschi orientali, mentre le loro condizioni socio economiche sono ancora più fragili dei connazionali e la loro voce sottorappresentata nelle posizioni di potere. Tutto questo chiama in causa i decisori politici a Berlino, con l’Afd che ha gioco facile a proporsi come partito di rottura nei confronti delle élite. Identificando un bersaglio chiaro contro cui scagliarsi, che come sempre nelle politiche dell’estrema destra europea finiscono per essere individui e comunità migranti. 

Il successo elettorale dell’Afd in questa prospettiva sarebbe solo un sintomo di un malessere più generale. Un mosaico che si compone di tante tessere, dal minore impegno civico nelle organizzazioni della società civile al più basso tasso di affluenza. Le rilevazioni fanno in effetti eco a questa visione, mettendo in luce come il sostegno all’Afd si basi, piuttosto che a una effettiva vicinanza al partito, sul rifiuto delle proposte alternative. Un mantra caro al populismo e che cattura voti in tanti Paesi europei. 

L’identità dell’Afd

Oggi l’identità dell’Afd non comprende solo l’ostilità verso i migranti e i flussi migratori. Oltre al negazionismo climatico, i suoi esponenti condividono la volontà di riavvicinare la Germania al Cremlino. Sulla linea filorussa, corroborata dai tanti viaggi con cui essi mantengono un canale di dialogo attivo, è calata recentemente l’ombra di pagamenti provenienti da Mosca, al centro di un’inchiesta di Der Spiegel. Ma le migrazioni figurano costantemente in cima alle priorità degli elettori. 

Diversi studi nel tempo hanno tentato di fornire una spiegazione al fenomeno. L’analisi di Kalter e Foroutan si è concentrata nello specifico sulle ragioni del sentimento anti-musulmano, riscontrando un elemento interessante. Alcuni tedeschi orientali, percependosi come un gruppo svantaggiato, si sentirebbero in competizione con le comunità musulmane per il riconoscimento da parte del gruppo dominante, ovvero dei tedeschi occidentali. Stigmatizzare i comportamenti sarebbe quindi una strategia per mantenere una posizione socialmente accettata. 

La teoria della “gara per il secondo posto”, come la definiscono gli autori, aiuterebbe a capire cosa si nasconde dietro ai sentimenti anti-minoranze e, di riflesso, al successo dei partiti estremisti di destra. Spegnere questa ansia da status, ridistribuendo risorse reali e simboliche, dovrebbe essere nell’interesse di tutti i partiti che si riconoscono nel perimetro democratico, in Germania e altrove. Fino ad allora, le forze come l’Afd continueranno a trovare terreno fertile per la propria propaganda. 

Fonti e approfondimenti

Friedrich, S., “How the Alternative für Deutschland Radicalized the German Right”, Jacobin, 23/04/2023

Kalter, F., & Foroutan, N. (2021). Race for second place? Explaining East-West differences in anti-Muslim sentiment in Germany. Frontiers in Sociology, 6, 735421.

Weisskircher, M. (2020). The strength of far‐right AfD in eastern Germany: The east‐west divide and the multiple causes behind ‘populism’. The Political Quarterly, 91(3), 614-622.

Zhou, L., “AfD Germany: The dangerous resurgence of the country’s far right, explained”, Vox, 12/03/2024

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