L’università femminile di Dongduk, a Seul, in Corea del Sud, è da giorni attraversata da proteste. Le studentesse sono sul piede di guerra da quando i dipartimenti di design e di arti dello spettacolo dell’ateneo hanno cominciato a discutere l’aperture delle loro porte anche agli studenti di sesso maschile a partire dal 2040, vista la carenza di iscrizioni e il trend negativo nel Paese che sta portando a una forte crisi demografica.
“Preferiamo morire piuttosto che aprire le porte”. Questo uno degli slogan lanciato dalla studentesse in rivolta, che l’11 novembre hanno inscenato un sit-in, occupando inizialmente l’edificio principale e bloccando l’accesso alle aule del campus, costringendo a spostare le lezioni online e a cancellare un evento sul lavoro. Le immagini postate sui social mostrano felpe abbandonate davanti alla facoltà, scritte sui muri e appelli appesi in ogni luogo dell’ateneo.
Uno spiraglio di accordo
Gli amministratori insistono sul fatto che l’idea di creare classi miste fosse solo una delle proposte sul tavolo e che nei dipartimenti specifici fosse necessario farlo dal momento che servirebbero attori maschi nelle arti dello spettacolo.
Le spiegazioni non sono bastate. Il 21 novembre sembrava che fosse stato raggiunto un accordo parziale per far sì che le studentesse tornassero a lezione. Ma lunedì un incontro tra le leader delle proteste e gli amministratori dell’università si è concluso senza una soluzione e con il rifiuto a terminare l’occupazione dell’edificio principale fino al completo ritiro dei piani di educazione mista.
La rettrice dell’università Kim Myung-ae ha avvertito che agirà “con risolutezza” contro quelle che ha definito proteste illegali che hanno violato il diritto allo studio.
Lo scontro politico
Con il passare delle settimane, la disputa è diventata sempre più un terreno di scontro politico coinvolgendo anche la politica nazionale. Han Dong-hoon, leader del partito conservatore al potere, ha dichiarato che “gli istigatori di incidenti violenti” devono rispondere dei danni alla proprietà, mentre Lee Jun-seok, che si è spesso scontrato con i movimenti femministi, ha definito “incivili” le proteste
L’opposizione ha accusato i conservatori di strumentalizzare le proteste per distogliere l’attenzione dai problemi politici. Jang Hye-young ha condannato quelle che ha definito tattiche di “women bashing” che non fanno altro che “rendere la vita più difficile a tutte le donne della Corea del Sud”.
La questione di genere e le proteste in Corea del Sud
Come altre istituzioni simili, l’università femminile Dongduk di Seul è stata istituita per aiutare le donne in una società – come quella della Corea del Sud – fortemente pervasa da una struttura patriarcale. Questo tipo di atenei sono stati creati nel Paese all’inizio del XX secolo come una delle uniche vie di accesso all’istruzione superiore per le donne.
Un divario di genere evidenziato anche dai numeri: secondo il World Economic Forum, la Corea del Sud è al 94° posto su 146 Paesi per quanto riguarda l’uguaglianza di genere.
Il dato emerge anche dall’analisi del numero di donne che ricoprono ruoli di vertici. Tra i parlamentari, ad esempio, le donne sono appena il 20% mentre è donna solo il 7,3% dei dirigenti delle 500 maggiori aziende del Paese.
Tra gli ultimi episodi di violenza di genere, grande scalpore ha suscitato l’epidemia di deepfake ai danni di donne, spesso minorenni. Tra agosto e settembre di questo anno l’esplosione di questo fenomeno ha portato la classe politica a interrogarsi sulle misure da adottare per contrastarlo. Ma la strada per eradicarlo è ancora lunga.
Fonti e approfondimenti
Jean Mackenzie, Nick Marsh, South Korea faces deepfake porn ‘emergency’, BBC News, 28/08/2024
Raphael Rashid, ‘We’d rather perish’: protests roil South Korean women’s university over plan to admit male students, The Guardian, 27/11/2024
KBSWorld,Dongduk Women’s University Suspends Talks about Going Coed, 21/11/2024
Dongduk Women’s University, Statement by Dongduk Women’s University President Kim Myung-ae, 25/11/2024
World Economic Forum, Benchmarking gender gaps, 2023, 20/06/2023
Yonhap News Agency, Protest against conversion of women’s university to coed one, 12/11/2024



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