Gli effetti del Brexit nel mondo: l’AusExit.

Continuiamo oggi il nostro approfondimento sul Brexit analizzando in che modo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbe produrre effetti nei paesi dell’Oceania, in particolare in uno dei più importanti regni della regina Elisabetta, l’Australia.

Sebbene infatti, all’indomani del risultato referendario, l’attuale primo ministro australiano Turnbull abbia sostenuto la resistenza dell’economia del paese che, a suo parere, sarà in grado di combattere le onde d’urto finanziare del Brexit, sono molti i dubbi circa le future relazioni tra il paese, il Regno Unito e l’Europa.

La vittoria del Leave ha portato i repubblicani australiani a raggiungere livelli di adesione elevatissimi, dovuti principalmente al fatto che parte della popolazione non riesce più a comprendere quali siano gli attuali vantaggi nel rimanere collegati ad una “Gran Bretagna che non esiste più”. Si è diffusa così la campagna “AusExit” in cui si vanno ad affiancare le pretese di rimuovere la regina come capo di Stato a quelle a favore della rimozione della Union Jack dalla bandiera nazionale.

Ad opporsi a questa visione c’è però chi, come i monarchici, credono che le due questioni, ossia il Brexit e il cambiamento in repubblica, non possano essere messe in correlazione.

In questo profondo clima di dibattito si terranno, il 2 luglio, le elezioni generali che vedono Turnbull alla ricerca del secondo mandato in tre anni alla guida della coalizione di centrodestra. Il primo ministro ha comunque già affermato che i legami con la madrepatria saranno stabili anche a seguito dell’uscita dall’Unione Europea.

La popolazione è dunque spaccata tra coloro che vedono dei vantaggi nella decisione del popolo inglese e chi invece pensa che sia stato commesso un grande errore.

L’alto commissario australiano nel Regno Unito ha affermato che potrebbero esserci notevoli vantaggi per i membri del Commonwealth, in particolare per gli australiani, a seguito del referendum. Tra questi rientra la possibilità di rinegoziare con il Regno Unito il sistema dei visti e rendere così più facile per gli australiani vivere e lavorare in Gran Bretagna. Ciò avverrebbe principalmente perché il Regno Unito non dovrà più privilegiare i cittadini comunitari sfavorendo quelli di altre nazionalità, in particolare i cittadini del Commonwealth.

In questa ottica c’è chi, in Australia, accoglierebbe con favore un governo inglese guidato da Boris Johnson.
L’ex sindaco di Londra, promotore della campagna del Leave, ha già più di una volta sostenuto la necessità di creare una zona di mobilità interna nel Commonwealth per favorire il flusso dei lavoratori tra i vari paesi e per poter sviluppare uno scambio tra paesi legati da forti legami culturali e storici. Nel 2015 aveva, in tal senso, proposto un accordo Australia-Regno Unito per la circolazione dei lavoratori qualificati.

Boris Johnson non ha sostenuto però solamente la necessità di rinsaldare il legame tra il Regno Unito e le varie realtà del Commonwealth, in particolare l’Australia, ma si è anche riferito proprio a quest’ultimo paese nel corso della campagna del Leave in particolare per il tema dell’immigrazione.

Non si può far a meno di notare infatti come la decisione presa con il Brexit vada ad incatenarsi alle politiche di immigrazione australiane, alle quali i fautori stessi del referendum si sono più volte richiamati. Così come in Australia vige un rigido, e spesso aspramente criticato, controllo delle frontiere, allo stesso modo nel Regno Unito si è proposta l’adozione di un sistema simile, possibile solo se non più legati alle politiche europee sui migranti.

Ad essere però profondamente toccata dagli sviluppi del Brexit sarà l’economia del paese e, in particolare, tutti quei legami che nel corso del tempo si erano istituiti con l’Unione Europea. I legami si erano fatti negli ultimi anni più forti al punto che nel 2015 si era raggiunto un accordo per avviare, nel 2017, i negoziato per un accordo di libero scambio.

Secondo i dati, nel 2014 l’UE è stata la più grande fonte di investimenti stranieri e il secondo grande partner commerciale dell’Australia, anche se, comunque, in questo contesto il ruolo primario è stato detenuto dal Regno Unito. Il 48% delle esportazioni australiane verso l’UE sono avvenute attraverso il Regno Unito; per quanto riguarda gli investimenti esteri dell’Unione europea, il 51% è venuto dal Regno Unito; e per gli investimenti esteri dell’Australia nell’UE, il 66% è andato al Regno Unito.

Il Regno Unito ha inoltre rappresentato il 37,4% del totale delle esportazioni australiane verso l’UE. Ciò potrebbe quindi, se ci si attenesse puramente al dato economico, mostrare come un Unione senza il Regno Unito potrebbe non essere altrettanto attraente per l’Australia.

Ma il rapporto tra questo paese e l’Unione Europea va ben oltre il mero dato economico in quanto è basato su una serie di valori condivisi. Questi ultimi portano le due realtà ad essere attive nella lotta al terrorismo che si esplica attraverso collaborazioni e condivisioni di dati per l’identificazione degli individui. L’Australia ha inoltre collaborato con l’UE per quanto riguarda il tema del cambiamento climatico ed ha, come già affermato, iniziato svariati negoziati attinenti agli scambi commerciali. Se l’Australia considera fondamentali tutti questi valori che si trovano alla base del “mondo occidentale”, certamente non seguirà il percorso disgregatore intrapreso dalla Gran Bretagna. Bisognerà quindi capire quale strada vorrà intraprendere il paese ora che è chiamato a fare una scelta. Potrebbe infatti decidere di rinsaldare i legami con il Regno Unito e gli altri paesi del Commonwealth o, agire nel senso opposto e, diventando una repubblica, agire come una vera e propria potenza distinta dalla Gran Bretagna.

 

Fonti ed Approfondimenti:

The Diplomat

Telegraph: http://www.telegraph.co.uk/news/2016/06/27/brexit-boosts-calls-for-australia-to-leave-the-commonwealth/

News:http://www.news.com.au/finance/work/brexit-could-make-it-easier-for-australians-to-live-and-work-in-the-uk/news-story/57498d1e37421b48679c7157ccc2f531

Abc: http://www.abc.net.au/news/2016-06-27/turnbull-orders-orders-urgent-review-of-brexit-implications/7546890

http://www.abc.net.au/news/2016-06-25/what-britain’s-decision-to-leave-the-eu-means-for-australia/7543318

http://www.abc.net.au/news/2016-06-25/what-does-brexit-mean-for-australians/7543380

BBC: http://www.bbc.com/news/world-australia-36637554

Foto:

www.rt.com

theconversation.com

blogs.ft.com

www.theaustralian.com.au

 

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