“L’umore” dei mercati ad una settimana dalla BREXIT

Ad una settimana dalla storica vittoria del “leave” in Gran Bretagna, vediamo come si sono mossi i mercati.

Mercato valutario

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Fonte: X-RATES; cambio certo per incerto: GBP/ 1 eurp

Sul mercato delle valute la Brexit ha inciso fortemente sul valore della sterlina: fino al 23 giugno (giorno delle votazioni) 1 € valeva 0,771 £ (sterline). Come visibile dal grafico, sin dalle prime ore del 24 giugno, in concomitanza con lo spoglio, la sterlina ha avuto un crollo verticale (nel grafico coincide con l’impennata) chiudendo la giornata con un valore  di 0.812 £ per 1 €, che è rimasto tale fino al 26 giugno per poi continuare la svalutazione a  0.830 £ il 28 giugno. Lo stesso giorno, la sterlina ha toccato i minimi storici da 31 anni nei confronti del dollaro statunitense: 1 $ veniva scambiato per 1,3340 £.

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Fonte: X-RATES; cambio certo per incerto: USD/ 1£

Ieri la sterlina ha ripreso alcune posizioni riducendo a 0.826 il suo rapporto con l’euro e aumentando a 1,3448 £ il suo rapporto con il dollaro. Gli analisti sottolineano comunque che la volatilità continuerà ad essere protagonista nelle prossime settimane, viste le preoccupazioni sulla crescita della Gran Bretagna e sull’andamento degli investimenti, e che i margini di recupero restano limitati.

La svalutazione della sterlina, storicamente più forte dell’euro e del dollaro, apre nuove possibilità per il Regno Unito almeno nel breve periodo: le esportazioni dovrebbero aumentare (per lo stesso numero di merci gli importatori stranieri dovranno sostenere un costo minore e potranno pertanto aumentare le quantità importate) e dovrebbe verificarsi anche un aumento della presenza turistica dovuta al minor costo della vacanza e al maggior potere d’acquisto.

Sul fronte esportazioni, tuttavia, bisogna attendere gli sviluppi commerciali tra i Paesi UE e la Gran Bretagna dato che i primi sono i principali partner commerciali del Regno Unito. Il pugno duro dichiarato da Junker potrebbe comportare anche una revisione del volume di affari che l’UE oggi mantiene (in particolare) con l’Inghilterra.

Borse

Dopo il crollo iniziato venerdì mattina (24 giugno) con il verdetto del referendum inglese nelle due sedute successive i listini globali hanno bruciato quasi quattromila miliardi di dollari. Milano, la più colpita in questi giorni di forti vendite, ha guidato l’altro ieri (28 giugno) il recupero con un +3,3%, trainata dalle banche che nelle ultime sedute hanno perso quasi un terzo del valore. Dalla giornata di venerdì, però, il passivo di Piazza Affari è ancora pesantissimo: -13%.

Ieri, in un clima improntato alla cautela ma ottimista grazie alle rassicurazioni derivanti dal governatore della Bce, Mario Draghi, dal forum della Banca centrale europea e dalle dichiarazioni dei premier al Consiglio europeo, i mercati continuano a scommettere sul supporto in arrivo dalle autorità monetarie e i listini europei trattano in positivo: Milano ha rafforzato l’apertura in rialzo e ha conseguito un +2,2%. Bene anche le altre Borse del Vecchio continente: Londra sale del 3,6%, Parigi del 2,6%, mentre Francoforte avanza dell’1,75%.

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Sempre nella giornata di ieri, in Asia è andato in scena il maggior rialzo dell’ultima settimana, con l’indice Msci Asia Pacific (paniere che riassume l’andamento delle Borse dell’Est) capace di recuperare quasi la metà delle perdite subite dopo l’esito del voto britannico.

Nonostante questi “rimbalzi” positivi delle Borse, il clima di instabilità e volatilità generato dalla Brexit è tutt’altro che passato. La fumosità dello scenario politico britannico mantiene i mercati incerti: le dimissioni di Cameron, la sfiducia nei confronti di Corbyn nel partito laburista, alimentano questa volatilità che non sembra potersi eliminare nel breve periodo.

Petrolio

Il mercato del petrolio ricopre un ruolo fondamentale per l’economia. Tale mercato ruota attorno due poli: New York e Londra. Non a caso, le principali piazze del petrolio sono:

  • New York Mercantile Exchange (NYMEX);
  • London International Petroleum Exchange.

A queste due piazze corrispondono due tipi di greggio che rappresentano i tipi di riferimento per il mercato globale: il greggio WTI (parametro di riferimento per i contratti scambiati sul NYMEX) e il greggio BRENT (parametro di riferimento mondiale che determina il 60% prezzi sul mercato).

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Fonte: Nasdaq
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Fonte: Nasdaq

Dopo l’esito del referendum, anche il mercato del petrolio ha sofferto forti perdite sia per il WTI che per il BRENT.

  • Il 23 giugno il WTI veniva scambiato 50,33 dollari al barile; dopo il referendum il prezzo del greggio si è ridotto fortemente fino ad arrivare alla soglia minima della settimana a 45,88 dollari il 27 giugno. Con la ripresa delle Borse negli ultimi due giorni anche il prezzo del petrolio ha seguito tale scia: alla chiusura di ieri si attestava a 49,88 dollari al barile
  • Stesso andamento per il BRENT, che si attestava a 51,22 dollari al barile il 23 giugno per poi ridursi e raggiungere il valore minimo (46,71 dollari) il 27 giugno. Oggi il valore, anch’esso in ripresa, si attesta a 50,61 dollari al barile.

Oro

L’oro viene definito bene rifugio perché riesce a mantenere inalterato il proprio valore nonostante periodi di incertezza o di alta inflazione: mentre le azioni in un momento di incertezza perdono valore, il valore intrinseco dell’oro non risente del clima del mercato: per tale ragione in momenti di crisi cresce in maniera esponenziale il prezzo dell’oro.

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A conferma di quanto detto, il grafico ci mostra l’andamento del prezzo dell’oro espresso in dollari: il 24 giugno si è verificata un’impennata rilevante fino a toccare il valore di 1336,88 dollari. Rispetto agli altri mercati, quello dell’oro non sta convergendo ai valori pre-Brexit: nonostante ci sia stata una riduzione del prezzo nelle ultime due sedute, l’0ro mantiene comunque un apprezzamento positivo (1316,31).

La variazione ancora positiva dell’oro evidenzia chiaramente come la volatilità e l’incertezza siano ancora presenti sul mercato. Sarà compito delle istituzioni e delle Banche centrali cercare di assestare le variazioni dei prezzi e mantenere la stabilità all’interno dei mercati.

 

FONTI E APPROFONDIMENTI:

http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/quotazioni/valore-oro-oggi/main.php?refresh_ce

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-06-29/borse-europee-rimbalzano-ancora-milano-corre-snam-084504.shtml?uuid=ADUKL8k

http://www.repubblica.it/economia/2016/06/29/news/borsa_29_giugno_2016-143041139/?ref=HRER2-2

https://www.forexinfo.it/Petrolio-BRENT-e-WTI-che

https://oro.bullionvault.it/Prezzo-Oro.do

http://www.orobenerifugio.com/oro-il-bene-rifugio/

http://www.x-rates.com/graph/?from=EUR&to=GBP&amount=1

http://www.repubblica.it/economia/2016/06/28/news/draghi_bce_sintra-142980145/?ref=HRER2-1

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-06-28/petrolio-recupero-3percento-rischio-scioperi-giacimenti-norvegesi-203058.shtml?uuid=ADCKKjk

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