In Maclemburgo l’estrema destra sorpassa la Merkel

Durante le scorse elezioni regionali del Macleburgo-Pomerania, Land della Germania nord-orientale una volta parte della Germania Democratica, la CDU (Unione Cristiano-Democratica) di Angela Merkel è stata superata dal partito di estrema destra AfD (Alternative für Deutschland).

Le elezioni sono state vinte con margine dai socialisti della SPD con il 30,6% dei voti, con il secondo posto di AfD al 20,8% e solo terza la CDU con il 19%, il suo peggior risultato nella regione dalla riunificazione della Germania nel 1989. Grazie a questo risultato l’AfD è ora rappresentata in 9 dei 16 parlamenti regionali, rivelando quanto peso stanno guadagnando le destre populiste nel paese.

Il Maclemburgo è stato governato negli ulimi anni da una coalizione CDU-SPD, riflettendo abbastanza fedelmente l’assetto nazionale tedesco, ed è stato la roccaforte elettorale della stessa Angela Merkel negli ultimi dieci anni in cui è stata al governo. L’avvenuto sorpasso ribadisce quanto la Cancelliera abbia perso gran parte dei suoi consensi negli ultimi mesi, una sfiducia che le nuove destre non hanno mancato di capitalizzare.

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Leif-Erik Holm e Alexander Gauland dell’AfD festeggian i risultati

Il risultato dell’AFD è stato costruito in larga parte sull’opposizione rispetto le attuali politiche nazionali in fatto di immigrazione, tema al centro del dibattito politico tedesco. La discussione rispetto i flussi migratori si è infiammata un anno fa, quando la Cancelliera varò una politica delle “porte aperte” per i rifugiati in fuga dalla guerra in Medio Oriente, soprattutto per disinnescare la crisi che questa migrazione stava creando in Ungheria. Gli stessi vertici dell’AfD in Maclemburgo rivendicano di aver ottenuto la loro vittoria grazie al loro discutere questo tema, che a detta loro è stato volutamente evitato dagli altri partiti in corsa.

La questione della gestione delle migrazioni e dell’integrazione sembra quindi essere diventato uno degli argoenti centrali nel dibattito politico soprattutto all’interno della destra, piuttosto che tra la conservatori e progressisti. Il dato che consegna questa tornata elettorale è quindi la sfida lanciata destra populista alla destra tradizionale incarnata dalla CDU, ormai invisa (a quanto pare) a una buona parte degli stessi conservatori.

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Il successo della AfD, comunque, non si è consumato esclusivamente ai danni dei Cristiano-Democratici: dalle regionali del Maclemburgo sono usciti ridimensionati anche la Linke (formazione di sinistra), i Verdi e addirittura i neofascisti di NDP. Questo dimostra come, che sia per opinione o per protesta, il mix di conservatorismo populista ed euroscetticismo del partito stia riscuotendo un successo trasversale nel paese.

Va sottolineato come i dati elettorali del Maclemburgo non siano molto significativi per prevedere gli effettivi numeri a livello nazionale, la regione ha meno di 1,6 milioni di abitanti su un totale di 82 milioni di cittadini tedeschi, ma arrivano in un momento di instabilità interna del partito. La tenuta delle CDU dipenderà molto dai risultati che otterrà nelle elezioni nella municipalità di Berlino, che si terranno nelle prossime settimane.

I risultati del Macleburgo rappresentano una nuova conferma per tutta la galassia di nuove destre che popola lo spazio europeo continentale, e rischia di avere un impatto significativo nei prossimi due appuntamenti elettorali della regione in Ungheria e in Austria

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Queste elezioni potrebbero infatti influenzare l’esito del referendum che si terrà in Ungheria il prossimo 2 ottobre per decidere se accettare o meno le quote di profughi che il paese dovrebbe accogliere secondo piano di ripartizione discusso in Unione Europea. Il premier Viktor Orbàn è da sempre contrario al sistema europeo di ripartizione dei migranti e visto il seguito riscosso dalle formazioni xenofobe nel paese il risultato appare prevedibile.

Anche il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Austria, da ripetere dopo che la vittoria del verde Van Der Bellen lo scorso 22 maggio era stata annullata a causa di errori nel conteggio delle schede, potrebbe risentire dell’onda d’urto dei risultati del Macleburgo. Norbert Hofer, candidato del partito di destra populista FPÖ è molto vicino all’AfD nelle sue posizioni, cosa che lo rende in grado di consolidare il proprio consenso grazie all’eco mediatica ed emotiva delle elezioni tedesche.

Resta da chiedersi se e quale effetto questo crescere del consenso delle nuove destre avrà sull’Unione Europea. Filo conduttore tra questi partiti non è infatti solo il populismo o la volontà di “chiudere” e frontiere, ma anche e soprattutto l’antieuropeismo, e vedere queste formazioni crescere nei rispettivi paesi e causre un “effetto valanga” nei vicini può far presagire tempi duri per l’integrazione europea.

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