Omosessualità in Medio Oriente: identità sessuale e il caso iraniano

Il Medio Oriente è forse la regione del globo dove si riscontrano più problematiche, istanze e criticità riguardo ai vari aspetti della questione di genere. È necessario fare innanzitutto una premessa: non tutti i rami delle società mediorientali presentano queste difficoltà. Vi sono sacche importanti di progresso in quasi tutti i Paesi, ma è anche tristemente vero che molto spesso queste realtà sono delle nicchie, e di frequente sono represse dai governi o minacciate da altri gruppi. La questione di genere ha mille sfaccettature e nei Paesi mediorientali presenta criticità in tutte le sue forme, a partire dal ruolo della donna nella società fino ad arrivare alle questioni legate alle comunità LGBT+. In questo breve approfondimento cercheremo di concentrarci proprio sui concetti di orientamento sessuale e identità di genere inserendoli nel contesto del mondo arabo e islamico, utilizzando come caso studio l’Iran.

(Fonte: Nena News)

Partendo dai termini, in Medio Oriente non si può parlare né di orientamento sessuale né di identità sessuale mista. Questi due termini, infatti, sono totalmente esclusi dal pensiero islamico, in quanto nell’Islam e nelle sue sacre scritture si parla di “unicità dell’esistente”. Secondo tale concetto, la persona è intesa come un tutt’uno con il mondo circostante e l’universo creato da Dio. Questo ragionamento si accompagna all’interpretazione che esiste solo il concetto di identità e non quello di orientamento sessuale, che, va ricordato, è relativamente recente anche nel mondo occidentale.

Questo approccio ha portato i governi dei Paesi mediorientali a negare l’esistenza stessa degli omosessuali o di persone che non si riconoscono all’interno di un solo genere o che ritengono la propria sessualità fluida. Un esempio è rappresentato da una nota dichiarazione rilasciata nel 2006 dal presidente dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad, il quale a una domanda sulla condizione della comunità LGBT+ nel Paese rispose che non vi era alcuna comunità, e che all’interno dei confini dell’Iran non vi sono persone omosessuali o queer. La frase suscitò scandalo nell’opinione pubblica globale e iraniana, con Arsham Parsi, direttore esecutivo dell’Iranian Queer Organization (IRQO), che affermò “Non esistono gay in Iran? Allora noi cosa siamo? Cosa sono io?”.

Il caso iraniano

Va ricordato che l’Iran è uno dei quattro Paesi, insieme all’Arabia Saudita, allo Yemen e al Sudan, che prevede ancora la pena di morte per il reato di omosessualità.

In questo discorso sull’identità sessuale si inserisce anche la questione della transessualità, che ci può aiutare molto a capire il concetto all’interno dell’universo mediorientale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, «la transessualità — o transessualismo — è la condizione di una persona la cui identità sessuale fisica non è corrispondente alla condizione psicologica dell’identità di genere maschile o femminile». Ciò che differenzia la persona transessuale (o transgender) dagli altri è il desiderio «profondo ed incoercibile» di modificare alcune caratteristiche corporee e di cambiare i propri dati anagrafici, adeguandoli al genere cui sente di appartenere in modo definitivo. Ecco perché la persona transessuale persegue l’obiettivo di un cambiamento del proprio corpo anche attraverso interventi medico–chirurgici, oltre che con trattamenti ormonali.

Contrariamente a quanto spesso si pensa, la realtà transessuale include entrambe le direzioni di transizione: esistono, quindi, persone di sesso maschile in transizione verso il genere femminile (MtF, Male to Female), e persone di sesso femminile in transizione verso il genere maschile (FtM, Female to Male). 

(Fonte: Daily Mail)

La cosa che rende questo aspetto particolarmente rilevante è che all’interno del Corano, oltre i generi maschili e femminili, viene riconosciuto anche il genere ermafrodita, cui vengono accomunati i transessuali. Ciò comporta che in Iran vi sia un regime di tutela giuridica per questi soggetti. Dopo aver chiarito che dovranno seguire le regole e i comportamenti degli ermafroditi, la legge prevede che le persone transessuali, definite dall’Ayatollah Khomeini «neutri in difficoltà», dovranno seguire queste linee guida fino a che «un intervento realizzato da un medico musulmano e competente non determinerà il sesso della persona in questione». In Iran, sono state 1.366 le persone che hanno cambiato sesso tra il 2006 e il 2010: il 56% si è sottoposto a interventi chirurgici di “riassegnazione del sesso femminile” (MtF), mente il restante 44% è passato dal genere femminile a quello maschile (FtM).

Secondo le statistiche rilasciate dal ministero della Salute iraniano, nella Repubblica Islamica il numero delle persone transessuali oscilla tra i 15.000 e i 20.000, ma secondo stime non ufficiali i transessuali e le transessuali iraniani sono oltre 150.000. Gli interventi di cambio di sesso sono consentiti a chiunque possa permettersi il costo minimo di 3.000 dollari e soddisfi, nei colloqui preliminari, i necessari criteri psicologici. Chi non è in grado di pagare personalmente l’intervento riceve un contributo dallo Stato: l’associazione filantropica statale nota come “Fondazione di Beneficenza Imam Khomeini”, infatti, fornisce prestiti fino a 4 mila dollari come contributo per le spese chirurgiche.

(Fonte: The Advocate)

Il caso studio della transessualità ci aiuta a capire quali siano l’interpretazione attuale del termine “genere” in Medio Oriente e i diritti della comunità LGBT+. La visione è molto ristretta e vi sono pochissimi spazi di flessibilità e apertura mentale. Proprio in questa dimensione, va sottolineato il contrasto forte tra l’omosessualità, che viene vista come una perversione e condannata con le stesse norme che puniscono lo stupro, e il trattamento di favore verso la transessualità, che viene addirittura sostenuta nelle sue spese di transizione.

Tutto è guidato dalla visione religiosa e dalla condanna sociale che negano totalmente l’esistenza di identità sessuali miste, danneggiando la questione di genere e costringendo le individualità dentro caselle oppressive che limitano l’espressione di identità nelle sue varie forme.

Fonti e approfondimenti:

N. Coppola, Omosessualità in Medio Oriente: identità gay tra religione, cultura e politica, Aracne editrice

International Lesbian and Gay Association (ILGA) Europe, Glossary, https://www.ilga-europe.org/sites/default/files/glossary_october_2015_edition.pdf 

F. Harrison 2005, Iran’s sex–change operations, in www.news.bbc.co.uk 

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